Rainer Maria Rilke
E' la casa del povero un ciborio,
in cui divien particola l'Eterno.
Al calar della sera si raccoglie
tacita in sé; ma dilatando il vuoto,
per contenervi il bombito degli echi.
E' la casa dei povero un ciborio.
Mano di bimbo è la casa dei povero.
Ciò che anela ogni adulto, essa rifiuta.
Prende l'insetto dall'esili antenne,
la pietra arrotondata dal ruscello,
il fluir della sabbia, la conchiglia
che ricanta le musiche del mare.
Ell'e come la pendula stadera,
che segna accorta anche il più tenue aggravio,
lenta oscillando in bilico le coppe.
Mano di bimbo è la casa dei povero.
Come la terra è la casa del povero.
Frammento d'un cristallo che sarà:
che s'abbuia cadendo, e ribalena.
Povera com'è povera la calda
intima povertà d'un cheto ovile.
Ma, nelle sere, diventa, Infinito...
ed irrompon - di là - tutte le stelle.
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