Rainer Maria Rilke

Signore Iddio! Se qualche volta io turbo
con duri colpi, a notte, il tuo riposo,
e che non sempre ne avverto il respiro,
e so che stai, nella tua casa, solo.
Ove t'asseti un desiderio - alcuno
non v'ha che rechi alle tue labbra il sorso.
lo sempre origlio, invece, alle tue porte.
Dammi, Signore, anche il più tenue cenno,
poi che ti son vicino.

Una lieve parete è fra di noi:
efimera così, che un grido solo,
delle tue labbra o delle labbra mie,
la crollerebbe - tacita nel nulla.

Foggiata ell'è d'imagini soltanto,
che ripetono a mille il nome tuo.

E se un giorno divampi in me la luce
per cui ti riconosca il fondo abisso
di quest'anima mia - si effonderà,
balenando su tutte le cornici
che rinserrano, Dio, l'effigie tua.

I sensi miei che rapidi si estenuano
non han rifugio, Dio, da te discissi.