Rainer Maria Rilke
TEMPESTA
Allor che le nubi
battute dall'uragano
si rincorron precipiti in furore,
ed è sovra l'unico giorno
un trasmutar di mille cieli,
ben io da lungi in me sento anelare
la tua velocità, heiman guerriero,
che scagli al cielo stormi di cosacchi;
e aderiscono avvinti al tuo cavallo
gli òmeri miei, Mazeppa.
Allora, anch'io mi sento indissolubile
da una fumida groppa, in folle corsa.
Sparvero attorno a me le cose tutte,
e non mi avveggo più se non dei cieli.
Mi sdraio immoto sotto i firmamenti
siccome le pianure;
ed or m'abbuio, ed ora ribaleno
allo svariar di quelli:
e gli occhi miei son come vasti laghi,
nel cui specchio rifugge, e via precipita,
lo stesso trasvolar di nubi in corsa.
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