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DOMENICA Riprendiamo lo studio al rumore dell'opera divorante che si raduna e risale nelle masse.
SONETTO
Uomo di costituzione ordinaria, la carne non era un frutto sospeso nel verziere - o giornate d'infanzia! - il corpo un tesoro da prodigare: - oh, amare, il pericolo o la forza di Psiche? La terra aveva versanti fertili di principi e artisti, e la discendenza e la razza vi spingevano ai delitti e ai lutti: il mondo, la vostra fortuna e il vostro pericolo. Ma ora, adempiuto questo lavoro, tu, i tuoi calcoli - tu, le tue impazienze - sono ormai soltanto la vostra danza e la vostra voce, non fissate né forzate, benché ragioni d'un duplice evento di invenzione e di successo - nell'umanità fraterna, e discreta per l'universo senza immagini; - la forza e il diritto riflettono la danza e la voce ora soltanto apprezzate.
VENT'ANNI
Le voci istruttive sbandite... L'ingenuità fisica amaramente racquetata... - Adagio. - Ah! l'egoi- srno indefinito dell'adolescenza, l'ottimismo studioso: come il mondo era pieno di fiori quest'estate! Le arie e le forme morenti... - Un coro, per calmare l'impotenza e l'assenza! Un coro di bicchieri, di melodie notturne... Infatti, i nervi stanno per lanciarsi alla caccia.
GUERRA
Bambino, certi cieli hanno affinato la mia ottica: tutti i caratteri diedero una sfumatura alla mia fisionomia. - Ora, l'inflessione eterna dei momenti e l'infinito delle matematiche mi incalzano per questo mondo dove subisco tutti i successi civili, rispettato dall'infanzia strana e dalle affezioni enormi. - Penso a una guerra, di diritto o di forza, d'una logica quanto mai imprevedibile.
E' semplice, come una frase musicale.
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