Arthur Rimbaud


BRUXELLES



Luglio, Boutevard du Régent.
    Aiuole d'amaranti fino al piacevole palazzo di Giove' - So che sei tu a mescolare fra queste edere il tuo Azzurro quasi di Sahara.

    Poi, come la rosa e l'abete del sole e la liana hanno qui i loro giochi apportati, gabbia della piccola vedova!... Quali stormi d'uccelli, o ia io, ia io!...

    - Case calme, antiche passioni! Chiosco della Folle per amore. Dietro le natiche dei rosai, balcone ombroso molto basso della Giulietta.

    - La Giulietta, richiama alla mernoria l'Enrichetta, affascinante stazione della ferrovia, nel cuore d'un monte, come in fondo a un verziere dove mille diavoli azzurri danzino nell'aria.

    Panca verde ove canta al paradiso tempestoso, sulla chitarra, la bianca irlandese. Poi, dalla sala da pranzo guianese, cinguettio di uccelli e di gabbie.

    Finestra del duca che mi fai pensare al veleno delle lumache e del bosso che dorme quaggiù al sole. E poi, è troppo bello! troppo! Taciamo.

***

    Strada senza movimento né traffico, muta, ogni dramma e ogni commedia, riunione d'infinite scene, ti conosco e t'ammiro in silenzio.