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1883-1957
fa, dopo il Cine, il suo numero. Applausi, a scherno credo, ripetuti. In piedi, dal loggione in un canto, un giovanetto, mezzo spinto all'infuori, coi severi occhi la guarda, che ogni tratto abbassa. È fascino? È disgusto? È l'una e l'altra cosa? Chi sa? Forse a sua madre pensa, pensa se questo è l'amore. I lustrini, sul gran corpo di lei, col gioco vario delle luci l'abbagliano. E i severi occhi riaperti, là più non li volge. Solo ascolta la musica, leggera musichetta da trivio, anche a me cara talvolta, che per lui si è fatta, dentro l'anima sua popolana ed altera, una marcia guerriera. Umberto Saba - Cuor morituro |