| Ulisse |
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Nella mia givinezza ho navigato lungo le coste dalmate. Isolotti a fior d'onda emergevano,ove raro un uccello sostava intento a prede, coperti d'alghe,scivolosi, al sole belli come smeraldi.Quando l'alta marea e la notte li annullava, vele sottovento sbandavano piu' al largo, per fuggirne l'insidia. Il porto accende ad altri i suoi lumi; me al largo sospinge ancora il non domato spirito, e della vita il doloroso amore. |
| Saba Umberto (1883-1957) |
(Testo inviato da Brugali Ezio) |