del caffè lungo la passeggiata, cullano la fenditura segreta, la vena del crollo, vigilati dalle Eumenidi pie. Tramontarono le glorie dello sconto-incassi, dei servizi di direzione; una punta attutita quel giorno che prese a crepitare improvviso nel folto il piovasco, e restò la parola non detta, inespresso il bacio (ne rinarra soltanto stamane, in raffiche squarciate d'estatica musica il juke-box...). Laggiù, l'onda del Nervia fa impeto in mare, si fonde in un gorgo sbiancato, ma più non retrocede la corrente. Solo, a fronte della passeggiata, senza un gabbiano, una vela, pagliettato di luce, il muro azzurro del confine. Sergio Solmi - Dal balcone |