Tradito viaggiatore

Corre con me
la goccia
sul vetro
del mio viaggiare.

C'appoggio la fronte
per sentirla
nel freddo
del tempo
fuori;
m'è vicina
tanto da sembrare sudore
nel tepore dentro
d'un posto
occupato in solitudine.

Nelle mie orecchie vergata
la nenia del treno
di notte;
scritta
come compagna silente
la luce
nei miei occhi;
mai più pregiato
l'inchiostro
per chi loquace
di sé
scrive.

Incompresa giace
rotaia pestata,
indifesa,
per ogni volto
ignorato
dal suo corso
senza meta.

Screditato biglietto
sognante praterie
sgretola stazioni
costate libertà.

Piccone sul capo,
sirena d'arrivo
tempesta,
sovverte,
comprime
menti su terra
incapaci
di camminare.

Pensava al dono
d'una stella
poeta per poesia
in plenilunio
composta,
ma tradito s'avvia
come viaggiatore
su binario morto.
31/10/2003