MIO LAMENTO




Quando mi prende
doloroso
il rimpianto
del tempo passato
io
non devo pensare.

Gli alberi
la scuola -
e le persiane
chiuse
della mia vita:
cemento e asfalto
lasciate spazio
ai ciottoli
di allora
quando di rondini
e di germogli
per ore ed ore
riempivano i fogli;

quando non mi sfiorava
il mordere
del tempo sconosciuto
"c" come casa
"i" come imbuto...

Fascino perduto
degli acquazzoni,
i piccoli stivali
lucidi e bagnati
gli ombrelli colorati
delle compagne
tanto numerose,
delle mamme curiose;

Ripenso all'avventura
mattutina
verso la scuola
lontana - ma vicina -
mesi, stagioni
cento colori e suoni
nel sillabario:

e l'Orizzonte...
non lo conoscevo

finestra e cielo
matita e diario
i miei confini,
ottobre e giugno
i limiti sublimi
dell'incoscienza
senza tempo;

Misteri del sole
cavalcate del vento
e voi, poveri e mistici,

dove siete presepi,
balocchi del Natale...
Amici antichi -
non mi lasciate

Ricordare
mi fa sempre pių male.