Canto d'orfeo
Voce mia, dalla mia bocca insigne
canta e non smettere il canto sublime,
gemme di petali all'orgia divelte,
frementi schegge di carni divise:

cupi tamburi tacete, tacete
che la mia musica smuove le rocce;
donne di Tracia ballate, ridete
che il mio rifiuto ancora vi storce

l'ira nel cuore. Nulla sventura
già mai la man colse ferma su corde,
tratto per l'ombre ad incerta ventura
una è la colpa che l'alma rimorde.

Ah musicante, che smania ti tolse
il viso che, vòlto, dissolto volle
mercede d'Ade alle cose concesse
al suono doce di cetra. Folle!

Da spettri levando fatale incanto
l'orba tua spoglia, sposa più bella,
tronco reciso che s'apre in virgulto
linfa fluendoti ai sensi novella,

da ardore vil mi fu ordito l'inganno!
Tanta la colpa che il canto dice,
cupo dolor per il quale m'affanno,
canto d'amore all'eterna Euridice.
(10-01-2002)