CHE TU SIA
Che tu sia, per me, lo spruzzo
inargentato dal raggio nell'azzurro
rivolgersi dell'onda;
e sulle mani la pasta molle
del pane e lo zucchero,
da suggersi le dita;

che tu sia il tepore del mattino
annidato nell'arcobaleno
o il volgere del vento sul sereno
rintocco delle campane

(e la festa che tra noi mortali
appare e poi scompare)

che tu sia l'immagine
-artefatta, fallace, vana
della Felicità,

ancora poco
importa?

(16-02-2003)