| IL CAMINO |
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L'inverno ti indurisce per le nevi fioccate sopra i cigli, gli sbadigli mordaci alle suppliche, le parole ondivaghe. Il camino ti è rifugio di duri palmi contro i fianchi e i seni e sfiori, mordi, te ne vai tacendo. E della lingua di fuoco che il ceppo arde senza tregua io resto cenere; il caldo respiro tu, che nell'aria capriola, scalda e si rarefà. |