LA DANZA DELLE SIBILLE
Gustose Sibille, involte in lenzuoli
le carni scoperte per lieti imbarazzi
pagai settecento denari sonanti
pagai per i vostri lubrici intrallazzi.

Gentili Sibille in schiocchi di dita
vorrei che la dolce voce mi dica
che cosa rimanga d'un mondo di sogni,
che cosa vi resti di mille attenzioni.

Son giochi di luce negli ombelichi,
di lagrime gocce non piante nè rise,
ditemi adesso l'amor che non ho
ditemi adesso che è solo dolor.

Canto gioioso del mio triste giorno,
canto di noia, d'un suo non ritorno
canto che segue un lamento distratto
di scalpitar di cavalli in rondò.

Scendo lontano da voi, dal landò:
ditemi ancora quest'odio che amò,
ditemi ancora che dentro un cuore
spesso rinasce da cenere un fiore.

(16-12-2001)