LA RICAMISTA
Voce, pace, luce

La ricamista al suo foulard
pensa e a mano cuce
parole nella casa di città.

Pensa al calle che conduce
per anse e sassolini alla campagna,
pensa al rustico, alla vendemmia,
al vino che l'uva produrrà.

E intanto nella luce
cuce e cuce e cuce
parole sulla tela del foulard.

Occhi bassi, occhi tra poco spenti
dalla vecchiezza che,
brutta piaga!, avanza;
occhi grigi da topo,
occhi che oggi è troppo
scuro per fare 'sto mestiere,
oggi che i giorni son come le sere.

E intanto nella pace
del suo salotto dice
"Come sarebbe bello
avere di nuovo vent'anni!".

Come andare alla messa
a mano del suo sposo,
con l'abito della festa,
coi capelli legati in nodo;

come abiurare i capelli bianchi,
come avere passi un po' meno stanchi.

E intanto la sua voce
intona, mentre cuce,
una canzone.

Sarebbe meglio che non fosse
partito in guerra il suo amore:
da cento secoli se ne andò Ulisse
e lei discuce sempre il suo foulard!
(08-09-2003)