| STANZE |
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La luna ancora bacia la terra! Quand'ella rifulge la notte più scura nel cielo d'improvviso si dilegua. Mi occorrono i suoi occhi sotto le mie nere ciglia, mi occorre poter vedere nelle mille stanze di quanti conosco o solo di quanti vorrei conoscere. Sarei il suo raggio più tremulo a conficcarsi nei loro cuori, allora che tra le pareti d'una stanza si sfilano a uno a uno i loro spilli. Alle mani stanche porgerò il rosso agoraio come una reliquia. Confronterò se le nostre ferite sono più profonde della tua corona di spine. |
| (15-12-2001) |