SULLA CROCE
Del pane che i demoni porsero
ho ancora vuote le mani
ed il deserto schiuse la dura roccia
come accoglienti braccia.

Dei regni ch’essi dispiegarono
agli occhi miei evanescenti
e a me furon promessi,
ma già lo sono
ed indi contraddetti;

della vertigine poi che scosse
l’anima mia sul pinnacolo
e la caduta e il volo
degli angeli bramati,

non ho che un ricordo
sfumato perso, ma certo
lo smarrimento dentro
fu pari, quello, a questo.
Al Cielo, a Te, Padre, grido:
“Eló, Eló lemà sabactàni!”
(Pasqua 2000)