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1921
le campane suonano per il vespero ed io le ascolto con grande dolcezza. Gli ucelli cantano festosi nel cielo perché? Tra poco è primavera i prati metteranno il suo manto verde, ed io come un fiore appassito guardo tutte queste meraviglie." Scritto su un muro in campagna Per il deluso autunno, per gli scolorenti boschi vado apparendo, per la calma profusa, lungi dal lavoro e dal sudato male. Teneramente sento la dalia e il crisantemo fruttificanti ovunque sulle spalle del muschio, sul palpito sommerso d'acque deboli e dolci. Improbabile esistere di ora in ora allinea me e le siepi all'ultimo tremore della diletta luna, vocali foglie emana l'intimo lume della valle. E tu in un marzo perpetuo le campane dei Vesperi, la meraviglia delle gemme e dei selvosi uccelli e del languore, nel ripido muro nella strofe scalfita ansimando m'accenni; nel muro aperto da piogge e da vermi il fortunato marzo mi spieghi tu con umili lontanissimi errori, a me nel vivo d'ottobre altrimenti annientato ad altri affanni attento. Sola sarai, calce sfinita e segno, sola sarai fin che duri il letargo o s'ecciti la vita. Io come un fiore appassito guardo tutte queste meraviglie E marzo quasi verde quasi meriggio acceso di domenica marzo senza misteri inebetì nel muro. Andrea Zanzotto - Vocativo |