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Pubblicata il: ottobre 24, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Racconti inediti e/o celebri | Totali visite: 789 | Valorazione:

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
Il viaggio

Era quello che si poteva definire un genio incompreso o semplicemente un incompreso.
Un ragazzo speciale, il tipico ragazzo serio, studioso, bello e ben voluto. Aveva molti amici, per quel che possa significare questo termine, e godeva di una notevole e prestigiosa posizione economica.
Aveva sempre fatto ci che era stato deciso fosse giusto per lui, ma in qualche modo sapeva che in futuro avrebbe fatto quello che voleva. Per questo motivo non si era mai ribellato alle decisioni degli altri riguardo la propria vita.Quando gli chiedevano:Perch non mandi tutti a quel paeselui gli rispondeva:Non c bisogno di farlo.In ogni modo capiva che i suoi genitori, anche se lo pilotavano in ogni casa per avere una specie di trofeo sempre a portata di mano da esibire nelle imbarazzanti nonch inutili conversazioni tra adulti, lo facevano per garantirgli un futuro in un mondo in cui ormai nulla pi scontato.
Il suo nome era Teodoro Smulti.
Il suo pane era la conoscenza.Era un pane speciale che cresceva man mano che veniva mangiato, come la sua fame: cresceva man mano che lui mangiava.
L arriv alla conclusione che i libri, per quello che lui voleva apprendere, non potevano regalargli pi nulla.Quindi decise di intraprendere un viaggio.Viaggio che come meta aveva nuove culture, tradizioni, religionicose che per lui rappresentavano delle strade che lo portassero a comprendere ci che da tempo cercava di capire: il mistero della societ.
Pertanto, dopo essersi creato con tanti sacrifici unarmatura contro le ripercussioni di questo mondo crudele, decise di romperla, bisognava cambiarla modellandola a suo piacimento.
Dopo la laurea decise che era tempo di togliersi quella maschera che da tempo indossava pi che altro per riconoscenza verso gli altri.
Sconvolse tutto: le sue abitudini, amicizie, ambizioni; solo i sogni rimasero quelli di una volta. Decise di incominciare una nuova vita. Nessuno cap perch lo avesse fatto, ma lui era felice.
Anche il suo modo di vestirsi cambi completamente: una maglietta, una giacca, una cravatta, un pantalone non molto elegante e delle scarpe sportive.
In una giornata di primavera incominci il suo viaggio. Di lui rest solo una letteracera scritto: Parto per trovare risposte alle mie domande. Quel giorno stato da lui definito come una nuova nascita, in effetti lo era perch da quel momento inizi a guardare il mondo diversamente, come se fosse appena uscito dal grembo della madre.
Al contrario di ci che ci si pu immaginare, lui ha sempre saputo dove doveva andare: voleva vedere con i proprio occhi il meglio e il peggio, la ricchezza e la povert, il benessere e la fame.
La prima cosa che fece, visto che i soldi non gli mancavano, decise di andare in Africa. Arrivato allaeroporto si rifocill in un bar e decise di incamminarsi verso il cuore dellAfrica.Grazie anche a dei passaggi di fortuna riusc ad arrivare in una delle zone pi povere, ma paesaggisticamente pi belle del continente nero. Una volta arrivato trov una piccola pensione per riposare. Entr dentro e chiese se avevano una stanza libera, si accorse che aveva dimenticato le valigie allaeroporto, ma era troppo tardi per tornare a riprenderle. A quel punto non ebbe il coraggio di chiedere di rimanere senza pagare e se ne and in cerca di un albero sotto il quale potesse stendersi. L vicino vide un laghetto che con i suoi riflessi confondeva il cielo con acqua. La poca luce emessa dalla Luna gli permise di scorgere una piccola ombra ai piedi del lago. Avvicinandosi si accorse che era un bambino che cercava di guadagnarsi da vivere pescando. Si sedette a pochi metri da lui continuando a fissarlo, finch non si accorse dello sguardo stupito del fanciullo. Questi gli si avvicin e, dicendo qualcosa nella sua lingua, lo prese per mano. Dopo qualche minuto di cammino scorse del fumo che usciva dalla foresta e dopo qualche albero pi in l vide che era un vero e proprio villaggio. In quel momento gli vennero in mente tutti quei film americani che parlavano di cose mai viste in questi piccoli insediamenti. Ma questo era il vecchio Teo, il nuovo gli imponeva di andare avanti perch sapeva che nella vita chi si tira indietro non sapr mai cosa lascia.
Il bambino lo port in una capanna dove cerano un uomo, una donna e altri bambini. Alla sua entrata nella capanna un sorriso si stamp sul volto dei due genitori. Lo invitarono a sedersi e, dei due pesciolini pescati dal figlio, uno lo offrirono a lui. Non sapeva cosa fare, ma decise di accettare in segno di gratitudine. Il mattino seguente ringrazi la famiglia che lo aveva ospitato nella propria umile dimora e decise di tornare allaeroporto in quanto ci che aveva visto in quella giornata lo aveva arricchito molto pi di una lunga permanenza in qualche albergo a cinque stelle o di battute di caccia grassa.
Tornando allaeroporto pens che quei film, per quanto pieni di effetti speciali, non erano poi cos realistici e verosimili.
Part per lAmerica; dalle stalle alle stelle si potrebbe dire.
Gi sullaereo si poteva percepire unatmosfera diversa, carica di ideali, valori, progetti, ambizioni; tutti elementi dellinsaziabile sogno americano.
Visit tutte le grandi metropoli che fino ad allora aveva solo potuto ammirare in fotografia. La gente viveva nel benessere, nella salute e nella prosperit economica. Molte persone andavano ad ammirare le gigantesche costruzioni e i giganteschi vuoti dovuti allimponente nonch insicuro carattere americano.
Allo stesso tempo si accorse che anche l cera un continente nero. Cap che per alcune persone ci sono cose che possono essere peggio della fame e della miseria: il ricatto, la perdita della famiglia, il razzismo, lo sfruttamento, la mafia, la pedofilia, la droga.
Inoltre si rese conto che uno dei problemi dellAmerica non viene denunciato come tale: il consumismo.Questo lo port a pensare che questo fosse anche frutto del menefreghismo, ovvero un oltraggio ai Paesi del pi comunemente chiamato Terzo Mondo.
Per quanto riguarda la sua posizione politica, era arrivato a capire che il modo migliore per comprendere le varie parti e le svariate problematiche era assumere un comportamento distaccato in modo da analizzare ma soprattutto da elaborare i fatti con la propria testa e non con quella degli altri.
Teo finalmente incominciava a crearsi un proprio mondo fatto di ci che alluomo serve pi di qualunque altra cosa nella vita per andare avanti: le esperienze.
Dopo tanti mesi di viaggio, torn in Europa per cercare di conoscere meglio il Paese del quale ancora non sapeva niente. Teo infatti part per il suo viaggio ma, nella sua nuova vita, effettivamente non si era ancora fermato nel suo Paese di provenienza, lo lasci per ultimo di proposito. Ma, egli dopo aver girato tutto il mondo per mari e per monti, per citt grandissime e per villaggi, per ghiacciai e per deserti, ebbe paura di tornare e di affrontare il suo passato.
E come il mito della Medusa che aveva paura dello specchio perch poteva rimanere pietrificata dal suo stesso sguardo, Teo aveva paura di tornare perch aveva paura di essere risucchiato dal suo stesso passato.
I ricordi della sua vecchia vita erano collegati ai suoi vecchi progetti e alle sue vecchie sicurezze.
Comunque, se cera una cosa che aveva imparato in quel suo lungo viaggio era che per quanto uno scappi veloce, prima o poi, dovr affrontare ci che lo insegue.
Nel suo viaggio di ritorno si ritrov in una citt allapparenza bella e accogliente. Cammin per una strada chiusa al traffico dove cerano tanti negozi e tanta era la gente che passeggiava. Si accorse della piacevole atmosfera che circondava quelle persone. Qualche boutique pi in l, vide un mucchio di gente che aveva lo sguardo rivolto verso la cima di un altissimo edificio molto antico.
Avvicinandosi senti delle urla provenire dallalto:Toglietevi di sotto, voglio andarmene da solo.
Teo cap che l un uomo voleva buttarsi nel vuoto. Quindi decise di intervenire salendo sulledificio. Mentre si avvicinava alluomo rimase stupito in quanto dal suo modo di vestire si poteva dedurre che era quello che si poteva definire un giovane imprenditore di alto livello.
Posso sedermi vicino a te? gli chiese Teo avvicinandosi cautamente.Solo se mi prometti di non cercare di fermarmi con la forza rispose lui.Voglio solo farti qualche domanda disse.
Qual il motivo che ti ha portato a ci? chiese Teo. Ho perso tutto. Sembra assurdo continu:tutta la vita a studiare, a progettare, a cercare di capire come si arrivi alla felicit e poie poi basta un investimento sbagliato che ti porta via tutto ci che hai costruito. Teo cerc di immedesimarsi nel suo interlocutore e gli rispose:Se ci ti fa sentire meglio credo di aver capito come ti senti. Da piccolo stavo realizzando una costruzione in mattoncini e lavevo quasi terminata quando dalla scrivania cadono dei libri e rompono tutto. B credo che non sia esattamente come ti senti tu in questo momento ma per qualche istante ho provato la stessa sfiducia. Nel frattempo erano stati contattati la polizia e i familiari del giovane. A quel punto Teo lo invit a guardare di sotto: Guarda quanta gentecosa vorranno? Cosa si aspettano che tu faccia? Io da te mi aspetto che faccia la cosa giusta ma non per quella gente per te stesso. La felicit si trova sulla vetta di una montagna altissima, per arrivarci ci sono due modi: una strada che pu essere percorsa con una carrozza trainata da tre uomini che per ruota intorno a tutta la montagna, oppure decidere di percorrere un sentiero molto ripido che porta direttamente alla vetta. Oraun ricco ovviamente prender la prima strada sfruttando la forza dei tre uomini, mentre il povero sfrutter le proprie capacit arrivando alla cima quasi esausto, ma potr dire di esserci arrivato da solo. Con questo voglio farti capire che non importa che tu abbia tutto o che non abbia niente, limportante che tu ritrovi il sentiero che hai lasciato e ricominci la tua scalata verso la cima della montagna.
Quelle parole gli suonarono come una nuova forza, era come se dentro di lui fosse sbocciato un fiore che per doveva essere annaffiato per farlo crescere.
Grazie gli disse laltro allontanandosi insieme a lui dallorlo delledificio.
Cos Teodoro continu il suo cammino fino ad arrivare davanti alla sua casa.
Prima di tornare per decise di trascorrere unultima notte nel suo mondo.
Entr in un ristorante e ordin da mangiare.Si sazi e uscendo scorse rannicchiato tra uno scatolone e laltro un barbone. A quel punto rientr nel ristorante e ordin nuovamente da mangiare, and vicino al barbone e, offrendogli la cena, gli chiese:C posto anche per me?. Il barbone gli rispose:Accomodati pure se questo ti fa felice, maecco, tieni indossa questoti terr caldo.
Stette in quella specie di rifugio tutta la notte e tutto il giorno seguente e in quel tratto di tempo pens di essere morto e di stare allinferno.Era tutto ci che lui aveva sempre temuto: essersi dimenticato di tutti ed essere dimenticato da tutti. Quel giorno con nessun uomo incroci lo sguardo, con nessuno ebbe uno scambio di parole, a parte il barbone. La gente rideva, chiacchierava, si litigava, mangiava, si baciava davanti ai suoi occhi increduli. Ad un certo punto ebbe unintuizione: la giacca. Aveva troppa paura di toglierselain realt aveva paura che la sua intuizione fosse fondata. Si dette coraggio e si tolse la giacca. Stette fermo in attesa che qualcuno o qualcosa gli desse una risposta. Pass un uomo, si ferm:Scusi mi sapreste dire che ore sonogli chiese.
Cap che la vita era come una corda piena di mille nodi da sciogliere in modo da farla passare attraverso un buco: c chi la taglia, c chi la tira sperando che si spezzi, c chi la brucia, ma alla fine sono coloro che hanno sempre vissuto nel rispetto per il prossimo che riescono a sciogliere lultimo nodo.
Il giorno dopo torn nella sua casa dove trov i suoi genitori. Lo abbracciarono molto stretto, forse perch temevano se ne sarebbe andato unaltra volta.
Tra le mille domande che gli fecero una lo colp: Hai trovato risposte alle tue domande?
Ho trovato ci che cercavo, ma non quello che volevo trovare. Quel che volevo sapere era molto pi vicino di quanto potessi immaginare.
Cos rientr nella sua vecchia vita, molto pi felice e molto pi forte di prima.
Oggi Teodoro Smulti insegna filosofia in una delle universit pi rinomate


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