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Pubblicata il: settembre 24, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Racconti inediti e/o celebri | Totali visite: 744 | Valorazione

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Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
L'uomo Ubriaco
Angelo Calza

Getta luomo ubriaco un eterea esistenza in quattro gocce di alcool. Lo fa da una vita, lo fa nel silenzio di una notte catturata dagli occhi e fotografata dai lampioni.Passi sgraziati e insicuri, come la mente stessa delluomo ubriaco, lo conducono lentamente a casa.Una processione quasi sacra, rispettata da sempre, verso quel luogo odiato dal quale non pu fuggire.Legato ad esso dallubriachezza, e motivo stesso di sofferenza che porta allubriachezza.Si passa le mani sul volto luomo ubriaco, e sente dentro se la nenia avere principio, e scivolando nel baratro di chi cade sempre senza incontrare nessun suono, non riesce a trattenerla dentro se e le voci sfocate si fanno stessa voce di lui, e escono tra il vomito di una vita passata pensando ad un ipotetico ieri.Dimentica luomo ubriaco gli attimi fugaci in cui il suo dolore si trasform in vergogna per ci che era, ma non dimentica, ahim, le mille immagini di un pazzo pittore che del dolore fece memoria.Pupille grandi come nere lune piene, la notte pesa come macigno, e il blu che la colora si fa soffocante coperta, impossibile liberarsene.Lasfalto grigio sappoggia a terra come un enorme topo ormai morto. Su di esso cammina da anni luomo ubriaco e ne sente fin troppo il nauseabondo odore, insopportabile odore che solo lalcool bruciando e distruggendo porta via con se.Davanti alluomo ubriaco un ragazzo si ferma, attirato ad esso dallo stesso odore che lui stesso assapor.Ventanni li separano come lastra di ghiaccio, ma la vodka scorre in ognuno di loro.Ghiaccio frantumatosi infilato nei bicchieri semi pieni dei loro crani sconquassati.- la tua giovent -, dice luomo ubriaco fissando negli occhi del giovane mi rimembra let pi serena della mia vita, in cui i problemi scorrevano come paglia non legata sui campi di grano, quando il sole tanto alto da accecare anche chi sotto un albero passava il suo tempo, facendosi accarezzare dalla brezza di chi vive in campagna, e silenzioso sognava il futuro.- la mia giovent, disse il giovane, morta da tempo, da quando pesanti massi rotolarono su di me come ricordi e rimpianti, e strangolandomi mi diedero una sola via di scampo nel dolore e nel bere.Presto mi prender, compagno, e di me non voglio resti solo vomito come ricordo, ma nemmeno voglio restare nella tua mente, perch so cosa significa non riuscire a dimenticare. E soffrire e pensare sempre.Il vecchio ubriaco piangeva, bench non capisse nulla di ci che il giovane diceva, piangeva perch i dolori passati tornavano a galla, perch il sole non accecava davvero chi stava sotto gli alberi, perch il dolore per le cinghiate di un padre donnaiolo bruciavano ancora, perch la morte di una madre bella quanto una dea non servii a dargli la forza di vivere, anzi quasi lo convinse che dal dolore non si sfugge e che tanto vale morire ubriachi, senza saperlo, che sobri e pensanti per capirlo.Guardava quelle mani tanto delicate, il viso rosso e gi rugoso di quel giovane, i suoi lunghi capelli, e la morte negli occhi grigi. La vide attraverso gli occhi del giovane, su un albero dietro di lui.- giovane mio - disse, - guardami bene, saranno venti gli anni che ci separano, e anche se ci che dico pu sembrarti tanto pazzesco, io ti dico lo stesso che devi sperare. Che nella vita sei tu a fare le scelte, e che cento schiaffi si dimenticano davanti ad una carezza. E che per quelle agoniate carezze bisogna combattere, che chi ubriaco le vede solo attraverso il vetro di un bicchiere, e che non sono lontane, non sono irragiungibili. Lotta giovane, non assomigliare a me, che solo ora mi rendo conto che tutto ci che ho cercato lho trovato senza cercarlo, e che i pensieri pesavano tanto che divenni cieco a tutto.Non solo sputai su quello che avevo, ci vomitai sopra. Sempre allontanandomi da me, e tappandomi la bocca con bicchieri sempre pieni.Ascolta la voce, giovane, ascoltala la verit, ascolta la realt. Il suo suono non cos sgradevole come si crede.- io gi ho perso tutto- disse il giovane, vedendosi riflesso negli occhi delluomo che piangeva.Le mie cause, le mie sconfitte. Ogni giorno me le mostra il telegiornale, ogni giorno me le mostra lo specchio. In te vedo come sarei, se decidessi di restare in vita. Ti dono allora la mia anima-disse dando alluomo ubriaco un fazzoletto curamela tu, che vivevi in campagna, e dalle la vita perch io non ce la faccio-.Detto questo la falce argentea di chi meglio di tutti sa quando un uomo gi morto si mosse, e la Morte stessa scese dal ramo e amput la testa del giovane, che oramai aveva gli occhi chiusi.Nellaiuola di fianco a quella panca, dove oggi mi siedo, a ricordare quelluomo ubriaco, mio padre a 40 anni, nato un fiore magnifico, che ancora adesso, a distanza di 40 anni dalla mia nascita brilla senza mai chiudere i petali, assetato di luce e di vita come quel giovane, cieco e assuefatto dallalcool che mor davanti a mio padre, dandogli la sua anima, e provocando la sua rinascita.Stelle tra dei rami dietro di me.Rido della vita per io, e del passato di mio padre. Brindo allanima di quel giovane tanto simile a me. E alla mia fine.


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