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Pubblicata il: settembre 24, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Racconti inediti e/o celebri | Totali visite: 530 | Valorazione

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Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
Bartolomeo Di Monaco
UN NATALE DELL'ANNO 5325

Marzia era stufa di trascorrere il Natale sempre allo stesso modo.
Lo aveva confidato a Lazzaro, suo marito, il quale per n'era rimasto dispiaciuto.
Egli trovava stimolante, infatti, rinnovare tutti gli anni l'antica tradizione dell'albero e del presepio. Con i suoi ragazzi passava straordinarie ore in allegria quando tutti assieme caricavano i rami di neve e di palline colorate.
Quest'ultime, muovendosi da sole, mutavano continuamente posizione e colore con spostamenti lenti, sempre accompagnati da una dolce musica; e cos anche la neve, una volta posati i fiocchi sull'albero, si alzava al soffitto da sola e lievemente precipitava ad imbiancare i rami con intermittenze regolari e suggestive.
Contemplava quei giochi di colori sempre a bocca aperta.
I figli ogni anno facevano addirittura a gara per escogitare combinazioni nuove e divertenti.
Anche il presepio subiva di anno in anno continui rinnovamenti.
La mucca e l'asinello prima della mezzanotte di Natale se ne andavano in giro per la stalla e solo allo scoccare dell'ora mirabile si sdraiavano intorno alla culla a riscaldare Ges bambino. I pastori suonavano i loro zufoli; belavano le pecore mentre si avvicinavano alla mangiatoia.
La cometa poi compariva nel cielo gi qualche giorno prima, e da sola lentamente si spostava in direzione della grotta, dove si fermava a risplendere in tutto il suo fulgore proprio nel momento che dalla chiesa vicina si levava festoso il suono delle campane.
Che cosa c'era di pi bello che attendere cos tutti insieme sotto l'albero e davanti al presepio il Santo Natale?
Ancora si celebrava in inverno il Natale, ma la stagione non era pi cos fredda come lo era stata tanti secoli prima. Sui libri avevano letto che nel periodo natalizio, soprattutto sulle montagne e qualche volta anche nelle citt dell'Italia settentrionale, cadeva la neve e tutto il paesaggio si faceva suggestivo. Anche al Sud c'era stato un periodo che nevicava come al Nord e i graziosi paesini abbarbicati sulle montagne a picco sul mare si coloravano di bianco e parevano usciti dalle fiabe.
Ora invece la neve non cadeva pi in Italia da qualche secolo; il clima si era fatto pi mite anche nella stagione invernale e c'erano poche differenze tra l'estate e l'inverno, anche se l'ultima stagione dell'anno restava sempre la pi fredda.
La neve bisognava andarla a cercare lontano, vicino ai Poli. Soltanto l la si poteva ammirare. Appena al di sotto delle calotte polari gi non la si incontrava pi.
Marzia aveva nostalgia di quei tempi passati, e tutte le volte che aiutava i suoi a fare l'albero e il presepio, quando arrivava il momento di mettere i fiocchi di neve sui rami o sui monti di cartapesta, sentiva dentro di s scuoterla un brivido sottile.
Come doveva essere bello vedere nella notte di Natale scendere dal cielo la bianca neve, e i campi, i tetti delle case, le strade coprirsi del morbido manto!
Quando arrivava questo periodo spesso ripescava nella sua videoteca vecchi documentari sui secoli passati, alcuni acquistati direttamente da lei, altri invece ricevuti in dono dai genitori, che a loro volta li avevano ereditati dai nonni e cos via.
Aveva dei filmati che risalivano addirittura agli ultimi secoli del terzo millennio. Conservava ancora un bel film sul Natale, girato nel 2727 da un suo antenato, in cui si vedeva cadere la neve! Marzia lo guardava continuamente quando sentiva salire dentro di s l'atmosfera dolce del Natale.
Era invece stanca di una vita che in generale non riservava grandi emozioni.
Anche trascorrere il Natale sempre allo stesso modo, era arrivata al punto che si annoiava.
Quando leggeva sui libri oppure vedeva in qualche vecchio filmato tutto quel caos ricco di vitalit e di umore che animava i millenni passati, non poteva non raffrontarli al suo presente, che invece non aveva scossoni, era lineare, piatto, ordinato; tutto vi scorreva previsto, nessun avvenimento inatteso poteva accadere nella giornata.
E s che di tempo per dedicarsi allo svago e al divertimento ne avevano in gran quantit!
La vita infatti si era allungata enormemente, ma non solo, una ragazza restava giovanissima fino ai 100 anni e se era un po' fortunata poteva restare cos anche fino ai 130. Solo verso i 150 cominciava ad apparire sotto gli occhi qualche piccola ruga.
Ma praticamente la vecchiaia non esisteva. Dopo i 150 anni di solito sopraggiungeva la morte, che non era mai improvvisa, bens annunciata da specialissime microcellule di cui era dotato il corpo umano.
Si moriva preparati, sazi, tutto sommato soddisfatti della vita.
Solo qualche animo sensibile, come quello di Marzia, poteva avere qualche rimpianto per un'esistenza diversa. Ma erano rarissimi questi casi.
La vita scorreva quasi tutta dentro una giovinezza del corpo gagliarda, esuberante, vivace. Che cosa si voleva di pi?
Si erano infatti accorciati, quasi scomparsi, proprio i periodi estremi della vita: l'infanzia e la vecchiaia.
Non esistevano pi le malattie e il corpo sapeva reagire da solo allorch un nuovo virus o un microbo sconosciuto si insinuava nell'organismo. Non saliva nemmeno la febbre quando il corpo lottava contro l'intruso!
Marzia abitava in campagna nella immediata periferia di Lucca.
A volte, quando era stufa di restare sempre nello stesso luogo, poteva spostare la sua piccola casa ed avvicinarsi di pi alla citt, oppure trasferirsi per qualche tempo sul fiume, o pi lontano ancora in qualche angolo appartato, quieto.
Stare in casa era quasi come stare all'aperto.
Tutto vi era progettato per esaudire ogni desiderio, e i muri perimetrali erano fabbricati addirittura con uno speciale materiale che ora diventava trasparente, ora perfino svaniva e permetteva di stare a contatto con l'esterno, ora si iscuriva e consentiva di rinchiudersi dentro la propria intimit.
Spesso le stanze dove i suoi figli studiavano erano direttamente a contatto con l'aria aperta. Azionavano un minuscolo pulsante posto proprio sulla scrivania e zac, la parete si dissolveva e subito entrava l'aria fresca della campagna.
Per spostare in altro luogo invece la casa occorreva il consenso di tutti; e Lazzaro era il pi restio a fare questo tipo di cambiamento. Gli piaceva la campagna e tutte le volte che Marzia gli proponeva di entrare dentro le mura di Lucca, lui storceva la bocca.
"Ma perch, se qui si sta cos bene? Perch vuoi andarti a ficcare in mezzo a quella confusione?"
Marzia adduceva per le ragioni della donna che deve fare certe compere e ha bisogno di stare sul posto per meglio scoprire e scegliere le novit della stagione. Ma Lazzaro non si lasciava convincere tanto facilmente.
"Puoi andare con l'aerobici e mettere gli acquisti dentro il cesto! In un attimo vai e torni. Oppure puoi anche fare "un volo" da sola se vuoi soltanto osservare, e quando avrai deciso le compere veniamo tutti insieme a caricare i tuoi acquisti."
Allora Marzia per non inquietare Lazzaro qualche volta lasciava la casa l dov'era, rinunciava allo spostamento, e faceva un sopralluogo volando direttamente in citt.
Del resto anche le altre donne di solito prima andavano da sole e solo pi tardi, completato il giro delle visite, tornavano con l'aerobici e qualche volta anche con l'aeromobile a fare il carico.
Volare era cos bello e cos naturale! Bastava distendere lateralmente le braccia, applicare sotto le ascelle due minuscole macchinette, piccole come un bottone, fare un leggero balzo in avanti, accompagnato da una simultanea spinta delle braccia, e subito il corpo si levava in alto, rapidamente raggiungeva l'altezza desiderata.
Quando decideva di volare, Marzia lo faceva sempre a quote altissime; voleva vedere sotto di s il mondo piccino piccino. Solo quando andava coi figli, allora fingeva di essere molto prudente e sconsigliava i ragazzi di volare a quelle altezze pericolose.
Ma i figli conoscevano la verit e anch'essi, quando erano soli, facevano tale e quale alla mamma.
Marzia ebbe cos per quel Natale un'idea.
Ne parl prima coi figli e, una volta ottenuto il consenso, confid il suo progetto anche a Lazzaro.
Ne rimase sbigottito.
"Ma non possibile!" esclam subito. "Che cosa dir la gente? Saremo sulla bocca di tutti!"
"Fammi contenta" lo supplic Marzia.
Lazzaro non si lasciava convincere. Radun tutta la famiglia intorno al tavolo e spieg che nessuno fino a quel momento si era mai sognato di invitare al pranzo di Natale gli abitanti degli altri pianeti.
Che cosa avrebbero detto i lucchesi?
Qualche extraterrestre per la verit di quando in quando capitava anche a Lucca.
Arrivavano in gruppo sui loro magnifici aeromobili. Atterravano fuori delle Mura e quasi sempre attraverso la vecchia porta San Donato facevano il loro ingresso in citt. Giravano dovunque, ma specialmente visitavano i bei negozi di via Fillungo. L facevano numerosi acquisti. Quando entravano loro, praticamente svuotavano il negozio, si portavano via ogni cosa. Dicevano che nel loro pianeta i prodotti terrestri, ma specialmente quelli italiani, erano i pi desiderati. Le loro donne andavano matte per le graziose tute e i gonnellini colorati che si fabbricavano a Lucca.
Erano straricchi e non badavano a spese. I commessi, quando li vedevano entrare, spesso trascuravano i vecchi clienti per correre a servirli.
Erano per bruttini assai, per non dire orripilanti.
La loro eccezionale bruttezza era per accompagnata da una squisita cortesia e da un grado di intelligenza sicuramente fuori dell'ordinario.
Per solo per queste spese che facevano erano tollerati in citt, ed era cos anche in qualsiasi altra parte del globo.
Stare con loro, specialmente doverli guardare, osservare quegli strani occhi tentacolari, quel muso largo senza naso e senza bocca, quelle braccine corte e sottili, quelle gambe che avevano solo i piedi che spuntavano alla fine del tronco, non era assolutamente piacevole. Si avvertiva un certo fastidio, piombava nell'animo una profonda malinconia al pensiero che Dio aveva messo al mondo, insieme con la bellezza dell'essere umano, quella bruttezza che non aveva paragoni.
Fatti gli acquisti, quindi, era esaurito anche il contatto con l'uomo.
Essi lo sapevano e quando uscivano dai negozi, dopo aver passeggiato in silenzio per la bella citt, tornavano fuori delle Mura e partivano. Si vedeva nel cielo da ogni punto della citt levarsi la scia luminosa del loro potente aeromobile.
Marzia voleva invece per quel Natale stare con loro, azzardare un contatto che nessuno aveva mai seriamente ricercato.
"Ma come pensi di invitarli? Mancano solo due giorni al Natale. Eppoi sei proprio certa che verranno e che desiderino davvero stare con noi?"
Marzia aveva pronto gi tutto. Lazzaro non sapeva come avesse potuto fare, ma la sua Marzia era riuscita a conoscere il codice di quegli extraterrestri.
Aspettava solo il consenso di Lazzaro per lanciare nell'etere quei numeri.
Il sistema era davvero elementare. Immessi nello spazio i codici dei vari pianeti, bastava far seguire semplicemente il messaggio a voce.
I figli si radunarono intorno alla mamma quando arriv il momento magico.
Marzia trepidava, la sua voce usc dalla gola emozionata, quasi balbettante.
Lazzaro le aveva messo un braccio intorno al collo e si era chinato a baciarla per farle coraggio.
Lanci ben cinque inviti ad altrettanti pianeti!
Al termine tir un sospiro di sollievo, come se avesse spostato una montagna.
La vigilia di Natale trascorse colma di emozioni.
Ogni rumore che sentivano fuori di casa, ogni sibilo di vento, i passi dei ragazzi per le stanze, tutto li metteva in agitazione, come se quegli ospiti straordinari stessero davvero arrivando.
Lazzaro era il pi scettico di tutti e raccomandava ai ragazzi di non raccontare niente in giro.
"Non verranno. Sono troppo intelligenti per non capire che non sono realmente graditi. Li abbiamo sempre emarginati e loro lo sanno bene."
A mezzanotte, durante la Messa solenne, Marzia chiese una grazia a Ges bambino, e anche i figli in segreto pregarono perch quel loro desiderio di stringere amicizia con gli extraterrestri si avverasse.
L'universo sarebbe diventato pi bello, pi caldo, pi accogliente, pi vicino, pi conosciuto, se tra i pianeti cos diversi e lontani si fosse potuto pi facilmente e con pi amore comunicare.
Marzia era questo che voleva, ed ora lo volevano con tutto il cuore anche i suoi figli e il suo adoratissimo Lazzaro.
Fu il mattino dopo, poco prima di andare a tavola, proprio pochi minuti prima che Lazzaro invitasse i suoi a non illudersi pi, a non attendere quegli ospiti, che qualcuno suon alla porta.
A Marzia si illuminarono gli occhi.
Di corsa, seguita dai figli, and all'uscio e lo spalanc. Ancor prima di vederli, ancor prima di udire il loro saluto, gi aveva allargato le braccia per stringerli assieme in un grande, calorosissimo abbraccio.


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