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Pubblicata il: luglio 04, 2013 | Da: Bianca Sarlo
Categoria: Racconti inediti e/o celebri | Totali visite: 822 | Valorazione

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Bianca Sarlo
Ex insegnante con l'hobby della scrittura.
LULTIMO DELLANNO

Leila usc dalla farmacia con il sacchetto delle medicine. Erano le 16.30. Guard il cielo carico di nuvole scure e minacciose e ne sent quasi il peso sulle sue spalle. Si avvi verso casa. Poca gente in giro, frettolosa per fare gli ultimi acquisti, o a tornare alle proprie abitazioni.
Cera da preparare il cenone di fine danno. Una serata speciale da abiti da sera, lustrini e paillettes. E poi i fuochi dartificio e i balli fino allalba.
Leila si sentiva stanca, le stava tornando laffanno. Camminava lentamente, ma il respiro era corto.
I figli erano lontani, allestero.
Salima era sposata e viveva ad Edimburgo, Tahir lavorava come pianista su una nave crociera. Laveva chiamata al telefono proprio mezzora prima che lei uscisse di casa.
Mamma come stai? Come ti senti?
Tutto bene, Tahir, stai tranquillo. E tu? Ti stanchi molto?
Ma no, mamma, lo sai che qui sto benissimo. Anche se si lavora tanto di sera, poi dormo fino al pomeriggio. E tu le stai prendendo le tue medicine?
S, tranquillo. State facendo tappa o sei in navigazione?
Siamo fermi al Cairo fino a dopodomani. Spero di scendere a fare un giretto tra unora, giusto per vedere qualcosa. Poi voglio comprarti un chador.
Davvero? Ma quando me lo metto? Sono anni che non lo porto pi e lo sai.
Eppure penso che lo indosserai presto C Giacinta con te stasera? Non dirmi che resterai da sola a festeggiare il nuovo anno!
Non so se Giacinta potr venire da me. Io non andr da lei perch mi sento un po stanca e poi non mi va di condizionare Romolo a riaccompagnarmi con la macchina dopo la mezzanotte.
Ma Romolo contento di farlo, non abitate cos distanti ! Dai mamma, non fare che te ne resti da sola, ti prego.
Tu devi stare tranquillo, tesoro, pensare al tuo lavoro Io sto bene e non mi succeder niente. Tua moglie come sta? Ti ha chiamato? E Julien? Ha ancora la tosse?
Elenoire sta bene; il piccolo migliora. Il dottore dice che un po di bronchite, ma niente di serio. Elenoire mi ha detto che a Parigi nevicato stanotte. Verranno i suoi genitori a casa nostra per evitare che Julien abbia una ricaduta di febbre. Ci sar anche il fratello Alain e la moglie insomma saranno in famiglia e mancher solo io. Ma si deve lavorare, no? Cara mamma, ora ti lascio, mi faccio una doccia, poi devo ancora mangiare qualcosa
Va bene tesoro, passa una bella serata, ma non ti stancare troppo. Buon anno nuovo, caro, e baci dalla tua mamma.
Tanti auguri a te, mammotta ti chiamo domani. Bacioni.
A Leila piaceva ricordare. Ogni momento era giusto. Ripensava alle parole dette e a quelle sentite e le sembrava che cos la solitudine le pesasse di meno. Per poi il cuore le faceva male
Il dottore laveva rimproverata Leila, devi smettere di pensare e rimuginare sempre tutto. Non ti fa bene al cuore.
Ma come posso, dottore? Se il mio cervello funzionasse meno se invece dellangina, avessi un po di sclerosi cerebrale
Hai bisogno di serenit Cerca di distrarti, non pensare pi a certe cose Mi prometti che ti impegnerai a farlo? Le medicine non ti faranno effetto se non ti aiuti un po da sola!
Secondo il dottore, lei avrebbe dovuto non pensare pi. Ridicolo.
Era arrivata al portone. Prese la chiave nella tasca del cappotto e apr. Le scale erano illuminate e nellangolo cera un abete con le luci che si accendevano e si spegnevano.
Leila chiam lascensore. Di fare anche solo due rampe di scale non se la sentiva, laffanno era costante. A casa laspettava la sua comoda poltrona con quattro cuscini e un programma scacciapensieri in tv.
Quando entr nella penombra del piccolo ingresso, ebbe come la sensazione che ci fosse qualcuno.
Pos la borsa sul tavolo del salotto, poi and in cucina, prese un bicchiere, lo riemp a met dacqua e apr una delle scatolette di compresse appena acquistate. Dal blister ne tolse due e le mand gi una per volta con il mezzo bicchiere dacqua. Le sembr di sentirsi subito meglio: era il solito modo di tranquillizzarsi con lautosuggestione. Le pasticche avrebbero fatto effetto con pi tempo, ma per lei laverle inghiottite era gi stare meglio.
And in camera, si tolse il cappotto, il foulard e il vestito, indoss la camicia da notte di felpa, la vestaglia anchessa di felpa, calzerotti e pantofole .
Le piaceva il calore che emanavano quelle stoffe, era come sentirsi al sicuro, protetta da un abbraccio familiare. Ora finalmente avrebbe potuto accomodarsi al caldo, sprofondare nella morbida poltrona color cremisi, con i cuscini azzurri e infine con il telecomando scegliere in tv cosa guardare Non sentiva nessunaltra necessit se non quella di starsene abbandonata cos ed aspettare il sonno
Se le fosse venuto appetito, avrebbe potuto prepararsi una tazza di cioccolato caldo e mangiare i biscotti allavena che Giacinta le aveva portato.
Giacinta, la sua amica pi cara e, per le sue doti in cucina, la regina delle cuoche.
Squill il telefono. Era Salima da Edimburgo.
Mammetta, come stai?
Salima, tesoro, che bella sopresa! Io sto benissimo e tu?
Eh, benissimoa sentire te, mamma, stai sempre benissimo. Invece sei mesi fa eri in terapia intensiva in ospedale. Come ti senti? Sei sola in casa?
Non c motivo che ti preoccupi, credimi. S, sono a casa, nellabbraccio della mia comoda poltrona. Poco fa ho parlato con tuo fratello. E al Cairo e stasera deve suonare, sai, c la grande festa sulla nave. Ma dimmi di te, tesoro. Stai bene? Come va la gravidanza?
Tutto bene, mamma. Ora che ho superato il primo trimestre, non ho pi le nausee. Ho fatto lecografia e va tutto bene, solo che ancora non si capisce se maschio o femmina. Philipe come me, gli piacerebbe non saperlo, ma poi la curiosit pi forte e al prossimo esame ecografico ce lo faremo dire. Anche per preparare meglio le cose che dovr indossare, che ne dici? Stai lavorando alla copertina come mi avevi promesso?
Certo, tesoro. Spero solo che ti piaccia. La vorresti come quella che feci per te prima che tu nascessi, ma allora ero a Ramallah insieme a Zahira, che mi aiutava per il ricamo. Non so se riuscir da sola comunque far del mio meglio. Oh, se mia sorella potesse venire qui!
Sai che la zia non ha alcuna possibilit di spostarsi! In questi giorni ci sono stati nuovi attacchi proprio vicino a Ramallah. Anche andare da una casa allaltra pu essere pericoloso. Ma dimmi: questa sera c Giacinta con te o andrai da lei?
Penso che Giacinta e Romolo verranno qui con tutta la loro cena del resto meglio cos, perch mi sento un po pi stanca, ma solo perch ho camminato molto. Sono stata in giro tutto il pomeriggio.
Tutto il pomeriggio? E dove? A fare spese? Ti sei comprata un vestito speciale per stasera?
Brava, hai indovinato. Sono arrivata a piedi fino al Portico di Ottavia e in uno di quei negozi ho visto un abito che proprio mi piaceva . E poi sono tornata a piedi fino a Testaccio. Ecco perch mi sento stanca.
Perch non sei andata con Giacinta? Lei ha la macchina e ti saresti risparmiata tanta strada.
Giacinta era tutta presa dalla cucina Lo sai, lei ci tiene al cenone e non vuole deludere Romolo. Deve preparargli tutte quelle specialit che usano mangiare per la fine dellanno ...
La cosa che sempre ho ammirato in Giacinta laverti voluto bene come una sorella, nonostante tu sia una musulmana palestinese E che dire di Romolo? Ha sempre avuto un grande affetto per noi, da quando eravamo piccoli e poi era tanto amico di pap Si sentiva come un fratello per lui e noi eravamo come i suoi nipoti. Davvero speciali quei due.
S hai ragione, cara. Non so come farei senza di loro. Giacinta sempre cos sollecita e attenta con me. E poi mi hanno salvato la vita. Sono stati loro che mi hanno trovato in casa svenuta, quando ho avuto quel malore. Se non fossero venuti qui in quel pomeriggio, a questora sarei morta
Non li ringrazieremo mai abbastanza Comunque adesso non ci pensare pi! Sta per finire questo anno sfortunato per te. Ora pensa a stare bene, me lo prometti?
Te lo prometto, bambina mia!
Mammetta cara, ti auguro con tutto il mio cuore un anno nuovo sereno e in salute! Ora mi spiace, ma devo salutarti. Vado a prepararmi perch Philipe ed io andiamo a cena da amici vicino Glamis Castle. Ci fermeremo l fino a domani sera, ma ti chiamer comunque. Bacioni.
Milioni di auguri, tesoro, a te e a Philipe. Ti bacio.
Leila riagganci il telefono. Per fortuna Salima non si era accorta, nel salutarla, che lei era commossa e stava piangendo.
Che stupida che sono! pens I miei figli da anni vivono lontani da me e io ne sento sempre fortemente la mancanza La loro vita altrove, non sono pi bambini, come quando si stava a Ramallah per le nostre feste Allora Walid era ancora con me, il mio caro Walid eravamo una famiglia e cera anche il mio piccolo Munir
In quel momento, mentre ricordava il marito e il figlioletto, sent una fitta intensa proprio al centro dello sterno.
Si abbandon con la testa sui cuscini, pensando ancora al passato.
Questo dolore che ti affligge, te lo ha provocato la morte del tuo piccolo. Era la voce di Zahira. Veniva da dietro la poltrona e Leila ebbe un sussulto.
Zahira, sei qui? Quando sei arrivata? E come hai fatto ad entrare in casa? Ti ha aperto il portiere? Come stai? Vieni qui, sorella mia, siediti accanto a me. Leila si sentiva un po debole, non riusciva a muoversi dalla poltrona. Zahira ora le stava accanto in piedi. Indossava il vestito verde intenso, quello delle sue nozze, splendido per quei bellissimi ricami a cui aveva lavorato anche Leila, e il velo dello stesso colore . Il suo viso era bianco, i lineamenti affilati.
Si sedette accanto a lei e rimase a guardarla.
Ma che bella sorpresa mi hai fatto, adorata sorella! Perch hai messo questo vestito? Sei venuta da sola? Non c con te Rashid? Come sta? Hai fame? Vogliamo mangiare e bere insieme qualcosa? C del the egiziano nella dispensa.
Leila faceva tante domande e Zahira restava silenziosa, quasi immobile accanto a lei che sentiva mancarsi le forze.
Perch non porti mai il velo?le chiese Rashid rimasto a Ramallah. Sta bene, ma invecchiato Mia dolce sorella, la vita si sta allontanando anche da lui.
Ma che dici, Zahira? Non lo dire nemmeno per scherzo. Lunga vita al caro Rashid, mio cognato!
Zahira la guardava con affetto, ma non si avvicin per abbracciarla.
Sei sola, Leila. I tuoi figli sono troppo lontani da te. Io finora ho avuto vicini i miei Salim e Aisha. Partiranno per la Germania. A Monaco c il cognato di Salim che ha un commercio di frutta e verdura. Andranno a lavorare per lui. Prima di loro lo hanno gi fatto Nashat e Karim e le loro famiglie. Rasha tornata a vivere con noi da quando rimasta vedova. In Palestina non c futuro sicuro se hai dei figli.
Sono contenta per loro. Certo vedrai che anche tu soffrirai di nostalgia per i tuoi figli, come successo a me, quando sono partiti Salima e Tahir Tu almeno hai tuo marito Povero il mio adorato Walid! Piango ogni notte per la sua assenza.
Walid era un bravuomo. Ricordo quando decise di partire, dopo la morte del vostro piccoloE stato un bene per voi ricominciare la vostra vita qui in Italia. In Palestina c solo e sempre guerra! Quando Munir fu ucciso, era cominciata lintifada Non dimentico mai quel giorno: era lotto dicembre. Il piccolo stava giocando con altri due bimbi nella spianata del campo. Nostra madre lo chiamava: Munir, vieni, guarda cosa ho trovato per te in cucina
Io ero dallaltra parte della casa quando ho sentito lesplosione. Gli israeliani stavano attaccando. Siamo corsi tutti fuori e abbiamo visto il sangue e i tre bambini a terra Munir respirava ancora. Prima che venisse il medico del campo, sei arrivata tu dalla nostra fabbrica di stoffe. Correvi, ti vedevo da lontano, anche tu avevi sentito lesplosione ma appena capisti che Munir era l a terra, irriconoscibile, perdesti i sensi. Ti portarono via con lambulanza temendo anche per la tua vita. Il piccolo era gi morto. Fu allora che cominciasti ad avere problemi con il tuo cuore, forse gi debole, e tuo marito prese la saggia decisione di portarti via dalla Palestina, per cercare di curarti seriamente. Avevate gi gli altri due piccoli Qui a Roma il cugino Hassan vi ha tanto aiutato, che Allah lo abbia in gloria, i tuoi figli hanno potuto studiare, costruirsi un futuro. In Palestina sarebbe stata una tragedia anche per voi. Sai bene quello che abbiamo patito noi, da poveri profughi. Quanti morti nella nostra famiglia, i nostri genitori i nostri fratelli Tanto dolore Voi siete stati risparmiati grazie ad Allah. Walid stato un marito perfetto, un gran lavoratore, non ti ha fatto mancare nulla. Poi Allah lo ha chiamato
Leila stava piangendo. Il cancro se l portato via Allah non centra. Non sai quanto ha sofferto il mio povero amore
Non devi pi piangere per lui. Lui sta bene dov ora. Non ci pensare, ora ci sono io e non sei pi sola. Rester a parlare con te, poi berremo il nostro the e ci addormenteremo.
Squill ancora il telefono. Zahira non si mosse. Leila la guardava e continuava a sentirsi debole.
Non rispondi? Potrebbe essere Giacinta.
S, possibile, ma ora ci sei tu e vorrei dedicarmi a te. Sei venuta qui per stare con me. Con Giacinta ci sentiremo domani.
Ma lultimo giorno dellanno. Lei vorr sentirti per farti gli auguri Perch non le rispondi?
Zahira, sorella mia, siamo qui dopo tanti anni di lontananza. Dobbiamo raccontarci tante cose Giacinta la sentir pi tardi.
Il telefono smise di squillare. Leila prov un certo sollievo, le fitte al petto si stavano attenuando. Zahira era pallida, e in quel suo pallore il colore scuro dei suoi occhi e delle ciglia sembrava pi intenso. Quell abito di nozze che indossava le donava ancora e Leila si chiedeva, guardandola, se per caso non lo avesse fatto allargare, visto che erano passati almeno trenta anni dal suo matrimonio con Rashid.
Il mio vestito ti piace, vero? E sempre lo stesso indossato quel 23 maggio Ricordi il tuo? Allepoca portavi ancora il velo. Il tuo abito da sposa piacque tanto al tuo Walid. Non aveva occhi che per te.
Zahira, sorella mia, davvero prodigioso che dopo trentanni anni questo vestito ti stia come allora eppure hai messo al mondo cinque figli e il tuo corpo si era allargato un po, come naturale
Si era allargato, certo Ma ora il mio corpo cambiato Anche il tuo vestito di nozze ti starebbe come nel giorno del tuo matrimonio. Lo hai conservato, vero? Perch non lo indossi stasera?
Certo che lho conservato. Credi che avrei mai potuto disfarmi di quellabito cos importante e prezioso? Con i ricami in seta doro e dargento Eravamo brave ricamatrici, ricordi? Tutte le spose di Ramallah volevano che ricamassimo i loro veli. Tu ricami ancora?
Sono cinque anni che ho smesso. Ho cominciato ad avere problemi agli occhi, non vedevo bene il tracciato del disegno e ho smesso di lavorare. Ma ora va a prendere quel vestito e indossalo. E una serata speciale, Leila!
Posso provare, ma sono sicura di non riuscire ad indossarlo. Non sono pi magra come allora.
Scommetto che ti sbagli. Io ti vedo esattamente come quando hai sposato il tuo caro Walid.
Leila si alz dalla poltrona. Allimprovviso le sembr che le forze le stessero tornando. La medicina faceva il suo effetto. Ma soprattutto la presenza della sua amata sorella. Ora non si sentiva pi sola.
And in camera da letto e apr larmadio. Lo vide subito: chiuso in un sacco di plastica trasparente, era l, il suo abito delle nozze, blu con i ricami di seta dorata e argentata. E cera anche il velo.
Zahira laiut a vestirsi.
Cosa ti dicevo? Ti sta perfetto. Il tuo corpo non cambiato, quello di quel giorno, quando avevi diciassette anni. Eri splendida, Leila e lo sei ancora. Lo specchio grande dellarmadio rimandava limmagine di Leila: labito le stava indosso perfettamente, sembrava davvero che il tempo non fosse trascorso. O che fosse tornato quel lontano passato. Cera qualcosa di strano che Leila non capiva. Provava come un piacevole stordimento.
Zaihira le prese la mano e la condusse di nuovo nel soggiorno, accanto alla poltrona. Sul tavolino cerano due tazze di the nero egiziano, appena fatto. Leila per un momento si chiese chi avesse preparato quel the. Zahira? Ma era stata sempre con lei, in camera, mentre indossava il vestito del suo matrimonio! Leila pens che la grande emozione di rivedere la sorella dopo tanti anni le confondesse le idee... Meglio non soffermarsi su quei dettagli.
Zahira prese una delle due tazze e la porse a Leila. Ora berremo il nostro the e poi ci addormenteremo insieme.
Prima di dormire voglio ancora che parliamo che mi racconti della nostra Palestina, di Ramallah e dei tuoi figli e nipoti. Da quando non torno l? Tanti anni Ma vi ho sempre tutti nel cuore! Salima tra cinque mesi avr un bambino. E una cosa bellissima, cara sorella, e tu lo sai bene perch sei gi diventata nonna di splendidi nipoti!
Tahir mi ha fatto diventare nonna due anni fa Che bella sensazione! E che splendido bambino Julien! Ricordo quando lo hanno portato qui lanno scorso. Dolce creatura, somiglia molto a Elenoire, ma gli occhi sono quelli del mio Tahir Lo hai visto in foto, vero? E ora tocca a Salima io sono cos felice!
Zahira la guardava con unespressione dolce e rassicurante, ferma e immobile accanto a lei.
Presero le tazze cominciarono a sorseggiare il the.
E una bella esperienza quella di diventare nonna, ma tu sai bene che mettere al mondo un bambino non ha confronti con niente altro nemmeno il giorno del matrimonio bello come quello della nascita di un figlio, dopo un lungo e doloroso travaglio. Io ricordo tutti i miei sette parti. Purtroppo due piccoli mi sono morti dopo pochi giorni e so io quanto stato straziante! La prima volta che ho partorito ceri anche tu con me insieme a nostra madre, nostra zia e le altre cugine. Non pensavo che fosse cos doloroso, credevo di morire. Guardavo le vostre facce preoccupate e ansiose mentre avevo le contrazioni e spingevo forte. Poi si ud il vagito anzi lurlo di Karim. Che gioia sentire la sua voce e sapere che era un maschio! Rashid ne fu felice
La ricordo anche io sai la nascita del tuo primo figlio! Tre anni dopo fui madre anche io. Dopo una notte di doglie che mi straziarono le viscere, nacque Munir. Mamma Anisa me lo appoggi sul seno. Aveva ancora il cordone ombelicale attaccato, stava piangendo, ma si calm ascoltando i battiti del mio cuore. Che dolce tesoro stato Munir! I suoi occhi di un verde intenso come quelli di Walid e il mio colorito E quei riccioli neri cos morbidi
Munir era il pi bel bambino di Ramallah. Tutte le nostre amiche se lo rubavano con gli occhi da quando era nella culla. E poi cos intelligente e attento. E sensibile. Anche quando vennero al mondo Salima e di Tahir, vivemmo momenti di grande felicit.
Eravamo molto uniti, tutti insieme. La guerra e i pericoli quotidiani non ci impedirono di gioire per la nascita dei nostri figli.
Le bombe ci terrorizzavano, per nella nostra casa regnava quel clima di serena accoglienza che in qualche modo ci ha protetto e tenuti uniti, fino a quel maledetto giorno di dicembre
Ma stata la volont di Allah! Il nome di tua figlia fu scelto per ricordare come ti salvasti dalle bombe quel giorno che lei nacque. E quello di Tahir che significa modesto, rappresenta la dote che hai sempre avuto e regalato alla vostra bella famiglia.
Oh, amata sorella Zahira! Quanto mi sei mancata in tutti questi anni! Tu e il caro Rashid S, eravamo una grande famiglia insieme alle nostre sorelle, Faiza e Selma e i nostri fratelli Mansur e Nasser , lorgoglio dei nostri genitori, mamma Anisa e pap Khalil. Tu, cara sorella, sei rimasta nella nostra terra in tutti questi anni. Hai visto partire me e Walid e poi anche Selma insieme al marito Bashir, quando decisero di andarsene a vivere in Inghilterra. L hanno fatto fortuna e hanno salvato le loro vite e quelle dei loro figli, ma da quanti anni non li vediamo pi? Ci sentiamo al telefono di tanto in tanto. Selma mi manda qualche foto per mostrarmi i suoi figli e i nipoti. Hanno anche loro una bella famiglia come la tua Zahira
Non posso dimenticare i nostri morti, Leila. Quando perdemmo Faiza, la nostra sorella maggiore. Aveva diciotto anni. Forse accadde tra il 6 e il 12 agosto del 76. La notizia ci giunse dopo una settimana.
Faiza era sposata da un anno e mezzo e aveva partorito da poco la piccola Jamila. Era nel campo profughi di Tall al Zaatar, a casa dei genitori del marito Tareq. Il mondo parl di una specie di genocidio, come quello degli ebrei nei campi di concentramento. Nessun sopravvissuto alla strage dei miliziani libanesi. Faiza aveva solo diciotto anni e la piccola Jamila meno di tre mesi
Lacrime scorrevano sulle guance pallide di Zahira, che di colpo tacque. Anche Leila era commossa ma continu.
A Sabra, invece, cerano Mansur e Nasser con le loro famiglie. Selma da Edimburgo mi sped una copia del Daily Mail del 20 settembre.
La conservo ancora. Erano state pubblicate delle foto impressionantistrazianti! Ricordo che Walid mi tolse il giornale dalle mani. Perch vuoi leggere? mi chiedeva piangendo. Voglio vederli i miei fratelli, gli risposi, perch non posso andare a piangere sui loro corpi e su quelli delle loro mogli e dei figli. Riconobbi solo Nasser. Ma nessuno della sua famiglia si era salvato e la stessa sorte era toccata anche alla famiglia di Mansur. Come si pu dimenticare quellorrore?
Rimasero in lacrime a guardarsi. Il tempo sembrava essersi fermato. In casa il silenzio, allesterno rumori di festa.
Dalle finestre entravano riflessi di luci colorate: gli addobbi natalizi luminosi degli appartamenti vicini. Luci che si accendevano ad intermittenza. Poi si sentirono dei colpi, come degli spari. Quei colpi somigliavano al rumore dei razzi israeliani, invece erano i fuochi dartificio di una citt che si preparava a festeggiare linizio di un nuovo anno.
Zahira sorrise. Era la prima volta, in quella sera, che Leila la vedeva sorridere
E quasi mezzanotte tra pochi minuti sar passato anche questo anno Non sei stanca, Leila? Vuoi riposarti un po sul letto. Andiamo a distenderci, vieni!
Si avviarono insieme nella stanza. Il letto matrimoniale aveva la grande sopracoperta con le rose di Ramallah, un disegno particolare che avevano ricamato insieme da giovani, preparando il loro corredo. La stanza era nella penombra; le imposte erano aperte e attraverso i vetri entrava la luce della strada illuminata e delle altre abitazioni. Si sentivano musiche e voci allegre
Leila si sdrai su letto e avvert una sensazione di freddo. Cara sorella, meglio che io ti copra con la nostra coperta, stai tremando Zahira si chin su di lei, le sistem anche il cuscino, mentre Leila la guardava come se per la prima volta si stesse rendendo conto di qualcosa
Ma tu, Zaihira, non capisco non sembrinon so come dire
Zaihira si distese al suo fianco. Le appariva diafana, unimmagine inconsistente, leggera come in un sogno.
Che importa, Leila. Tu mi vedi. Io sono qui con te. La forma non conta. Non ha significato la forma. Limportante essere insieme. Tu eri sola questa sera e lo sarei stata anchio, a molte migliaia di km da qui. Invece eccoci, sotto questa coperta che ci ricorda la nostra giovent, la nostra terra, le persone che amiamo, quelle che non ci sono pi Tra poco tempo anche noi non saremo pi. Hai paura tu della morte?
Non lo so, cara sorella. Tempo fa mi angosciavo al pensiero di veder morire chi amavo. Pensavo alla vita finita nel corpo che si raffredda. Ora non so se ho paura di morire. Non mi importa pi del mio corpo mi piacerebbe solo rivedere i nostri cari scomparsi.
E se non ci fosse che buio infinito, in cui non distinguere nulla?
Non credo che sar cos. Sai, qui sul mio comodino ho la foto di Walid con il piccolo Munir in braccio. E una vecchia foto di quando eravamo ancora in Palestina. La guardo tutte le sere pensando che potrei non risvegliarmi pi al mattino. Cos li saluto e poi mi addormento sperando di ritrovarli in un sogno che non finisca pi. Ecco, se la morte fosse un sogno che non finisce pi Guarda anche tu la foto, cara sorella! e la prese dal comodino per mostrarla a Zahira. La luce che proveniva dalla strada era sufficiente per distinguere i volti, le espressioni.
La vedo. E bella! Forse hai ragione, la morte un sogno che non finisce pi Leila si volt e vide gli occhi della sorella brillare nella penombra. E le sent dire E ora di dormire
Si, hai ragione Mi sento stanca, il sonno mi sta chiudendo gli occhi ma tienimi la mano.

Giacinta gir la chiave nella serratura della porta. Prima di aprire guard la faccia scettica di Romolo.
E mezzanotte e mezza. Secondo me, Leila sta dormendo.
Nel piccolo appartamento cera silenzio come se non ci fosse nessuno.
Si avvertivano solo i rumori provenienti dallesterno, dagli altri appartamenti e dai palazzi del quartiere,
i festeggiamenti della mezzanotte da poco trascorsa.
Giacinta attravers il piccolo ingresso senza accendere la luce, mentre Romolo richiudeva la porta con delicatezza, che non si percepisse lo scatto.
La cucina, attigua allingresso, era illuminata. Sul tavolo una teiera e una tazza ancora per met piena di the nero. Ormai freddo. Tutto in perfetto ordine.
Non ha neppure cenato
Dai, Giacinta, torniamocene a casa! Mica la vorrai svegliare solo per augurarle buon anno?
Vedo solo se tutto a posto anche in camera da letto. Non ha risposto al telefono per tutta la sera Possibile che non abbia sentito?
La porta della camera da letto era accostata, allinterno era quasi buio, comunque la sagoma di Leila si intravedeva. Era distesa sul letto.
Ma cos avr freddo, senza la coperta Ha ancora le scarpe ai piedi! Leila, cara, posso aiutarti a svestirti? Hai indossato il tuo vestito delle nozze hai messo anche il velo Sai ti sta davvero benissimo. Ecco ti tolgo le scarpe hai i piedi freddi, cara!
E il sonno pesante! Sta dormendo, Giacinta, proprio non ti convinci? Te sei fissata che la devi svegli per gli auguri
Leila cara, mi senti? Buon anno! tanti auguri! c qui pure Romolo, ti abbiamo chiamata al telefono tante volte, ma non hai risposto Ora, per, se vuoi dormire, ti mettiamo sotto la coperta, senn ti raffredderai. Hai le mani gelide. Leila, per favore, collabora un po! Ma oddio! Romolo vieni qui e accendi la luce.
Perch? Che c? Lasciala riposare sar stanca, no? Cos la svegli davvero! la vuoi proprio svegliare?
S, vorrei svegliarla! Leila, mi senti? Leila oh, no! Romolo, non vedi? Non respira Leila non respira pi! E fredda!
Ma che dici Giacinta? Sei diventata matta? Che dici?
Dico che dico che non si sveglia pi!
Giacinta cominci a piangere silenziosamente accasciata sulla sponda del letto.
In quel preciso istante dal cellulare di Romolo part il bip di un sms. Romolo lesse il messaggio.
Era di Salima. Carissimi non posso non farvi gli auguri e ringraziarvi sempre per quanto fate per la mia mamma. Siamo per molto tristi, perch abbiamo saputo poco fa da parenti di Ramallah che la nostra cara zia Zahira se n andata nel sonno Non ditelo per ora alla mamma. Il suo cuore ancora debole.


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