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Pubblicata il: giugno 14, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Racconti inediti e/o celebri | Totali visite: 546 | Valorazione

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
Mentre l'evoluzione tecnologica marcia veloce e dritta segnando
conquiste giornaliere l'uomo non mostra la stessa capacit di
evolversi. Prendiamo Aristotele, sono io pi intelligente di
lui?

Sono pi generoso, pi buono di un contadino di tremila anni
fa? Forse vivo meglio di lui perch ho la birra nel frigorifero,
l'auto in strada e d'inverno accendo il termosifone, ma questo
non mi ha migliorato neanche un po'. Anzi, molto probabile che
lui fosse migliore di me.

Allora mentre la civilt tecnologica si evolve l'uomo retrocede
verso comportamenti pi primitivi, pi egocentrici?

Navigo sempre meno nel cyberspazio perch sempre pi mi imbatto
in gruppi di gente che litiga.

Ci sono persone con facilit di parola che schiacciano chiunque.
Poi ci sono quelli che si schierano con e quelli contro. Tutti
insieme fanno un gran baccano vuoto di significati.

Eppure all'inizio non era cos. Sembrava che il cyberspazio
fosse un luogo per gente stanca di ipocrisia, desiderosa di nuovi
rapporti.

Ora non sono importanti i concetti ma solo le parole. Parole che,
libere dal loro significato, si scontrano con altre parole. La
frase costruita meglio vince, la battuta pi salace mette a
tacere e segna il trionfo di chi l'ha coniata. Questo mondo
virtuale sta diventando sempre pi simile a quello reale.

I pionieri sono lontani, ricacciati dall'onda montante della
moltitudine che popola le piazze e porta ovunque la propria
banalit, la propria crudele inconsistenza.

La censura arrivata a vietare e a chiudere ma, soprattutto a
innescare il fuoco sacro dei cittadini per bene che, se fossero
forniti di mannaia, saprebbero fare una giusta pulizia. Per
quelli che ancora non avevano capito che si stava creando nel
cyberspazio una copia conforme dell'universo reale stata una
gran mazzata.

Tutti sanno che ogni anno muoiono milioni di bambini al mondo per
mancanza di cibo, di medicine, di elementari norme igieniche, per
violenza, per abbandono e a loro gi andata bene perch ci
sono bambini che invece sopravvivono per fornire organi come
parti di ricambio per persone ricche che hanno bisogno di una
cornea, una milza, un rene nuovo. Poi ci sono bambini che
diventeranno adulti senza essere riusciti a maturare la loro
mente, il corpo gracile consentir loro una vita da larva.

Nel mondo ci sono sempre guerre dove si uccide, si stermina per
un'idea, un vessillo. Qui l'uomo peggiore del peggiore degli
animali perch uccidere il suo simile lo esalta.

Non mi capita spesso di vedere gente indignata per questo che
scrive lettere ai giornali, ma c' invece chi si erge a paladino
della morale e fa fuoco e fiamme perch internet,
dice, un luogo dove si fa la diffusione della
pornografia, perch si corrompono le anime dei fanciulli,
perch attraverso internet si appagano chiss quali terribili
smanie sessuali.
Personalmente non mi sono mai imbattuto
involontariamente in qualcosa di peccaminoso. Il peccaminoso
quando l'ho incontrato stato solo perch me lo sono cercato e
non stato nemmeno tanto semplice trovarlo.

Questo che dovrebbe essere ovvio per qualsiasi persona con un
minimo di senno non lo perch tutto quello che ha a che
vedere con il sesso scatena reazioni spropositate. Se poi il
sesso concerne i minori le grida di scandalo sono pi stridenti
ed esaltate.

Sicuramente il problema molto pi nostro che loro, dei
ragazzi voglio dire, che sono pi puliti e meno coinvolgibili di
noi.

Oggi internet conta gi molti nemici, non solo i moralisti sono
contro, sono contro tutti coloro che temono le novit, sono
contro gli amanti della conservazione che vedono sempre le nuove
tendenze come pericolose deviazioni che porteranno la societ
umana alla rovina.

Se potessi parlare a questi signori direi che non devono essere
preoccupati perch internet sta sempre pi assomigliando al
loro mondo, questione di poco tempo e poi nel cyberspazio ci
sar la stessa robaccia che c' sulla terra. Internet sta
diventando un luogo adattissimo a loro.

Tutto ci porta a capire che l'utopia finita, che il terreno
pronto per una grande mutazione.

Navigare nel cyberspazio oggi costa poco e col tempo coster
sempre meno, o niente. Ma non bisogna esultare per questo, al
contrario, perch tutto ci fa parte di un preciso disegno
interamente a nostro svantaggio.

Prepariamoci, i tempi sono maturi per il grande scippo.

Tra breve, a gestire l'accesso a internet non saranno pi quelli
che hanno iniziato con passione convinti che il cyberspazio fosse
un nuovo modo di vivere, ma saranno le stesse multinazionali che
gestiscono le comunicazioni sia irradiate attraverso l'etere, sia
diffuse a mezzo carta stampata.

Costoro non faranno pagare pedaggi di sorta perch, per prima
cosa, dovranno far scomparire gli attuali gestori di accesso che
sopravvivono grazie all'abbonamento che pagano gli utenti.

Per i prossimi padroni dell'accesso il guadagno non sar nel
biglietto d'ingresso, a loro baster mettere insieme un grande
gregge di consumatori da vendere al migliore offerente.

L'utopia finita.

E' stato bello crederci, stato bello scambiare le proprie idee
come se la cosa avesse avuto la possibilit di durare.

Un tempo esisteva una Piazzetta, un'utopia nell'utopia.

Lentamente la Piazzetta si trasformata in un isolotto
temporale, un pezzo di medioevo incastonato in una sacca lontana
dai grandi traffici, senza le seduzioni della tecnologia,
lentamente si svuotata, lentamente si trasformata in un
luogo di ricordi.

La Piazzetta si spopolata, il silenzio si addensa negli
angoli, le poche persone che si affacciano lo fanno furtivamente,
guardinghe e fuggono alla prima folata di vento che porta rumore
di passi.

Qualche breve ritorno, poi sempre pi di rado per far finire
tutto tra le macerie dei ricordi.

Qui un tempo ferveva la vita. Ora la vita altrove, nelle
piazze affollate del cyberspazio dove le multinazionali dirigono
il traffico. Dove le multinazionali della comunicazione fanno il
calcolo dei consumatori cui rifilare pagine e pagine di
pubblicit vendute a caro prezzo alle multinazionali della
produzione dei beni necessari e superflui che venderanno i loro
prodotti a caro prezzo al popolo dei cybernauti consumatori che,
scampati alla TV, ritroveranno, servito in modo diverso, lo
stesso sottile gioco di persuasione a non poter fare a meno di
questo e quest'altro.

Ma qui siamo in Italia, ci vorr solo un po' pi di tempo che
altrove prima che le cose diventino come le sto descrivendo.

Con questo non voglio dire che noi italiani siamo pi difficili
da gestire rispetto ad altri popoli. No, il problema solo
l'impreparazione tecnica di chi intende sfruttare la cosa che sta
stancando anche gli utenti pi pazienti.

La campagna pubblicitaria in atto da quasi due anni ha messo
internet sulla bocca di tutti, ma tecnologicamente le strutture
non erano e non sono ancora pronte a sfruttare l'interesse
raccolto. Oppure i veri protagonisti sono dietro alle quinte in
attesa di entrare in scena quando il momento sar completamente
maturo per raccogliere il lavoro degli altri.

Questa potrebbe essere l'ipotesi pi corretta.

Le Piazzette Telematiche che ancora non sono morte presto lo
saranno perch il potere che le multinazionali hanno sar tale
che si promulgheranno leggi e si imporranno tasse e balzelli che
porteranno alla chiusura delle Piazzette Telematiche che hanno
vissuto qualche stagione lontane dal potere nell'illusione che
qualcosa di nuovo stesse nascendo.

Gli amici della Piazzetta se ne sono andati a navigare per altri
lidi, quando tornano, per una breve visita, lasciano messaggi con
il loro nome seguito da un sacco di indirizzi E-Mail e Home Page
WWW. Somigliano tanto agli emigranti che tornano a Natale per una
visita al loro paese giudando vecchie Mercedes.

Molti non sono pi tornati.


Felice Pagnani - L'UOMO E L'INFORMATICA - aprile 1996 - Micro
& Personal Computer



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