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Pubblicata il: giugno 14, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Racconti inediti e/o celebri | Totali visite: 558 | Valorazione

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.

PIANETA UNO

Non ci sono suoni nella mia isola, n sorrisi, n volti felici.
Solo i fantasmi affollano la penombra che la sera cala nel
silenzio impossessandosi degli angoli.

I fantasmi che affollano la memoria di notte si fanno concreti,
insinuanti ed illusori, dispensano felicit pi dolorose di una
perdita che taglia come una lama di affilato coltello.

Deve essere per questo che dormo sempre meno e la notte non mi
risolvo mai a lasciare il mio computer, l'unico filo che ancora
mi leghi.

Tempo fa ti ho sognata. Eravamo noi di oggi ma stavamo di nuovo
insieme come noi di allora, la stessa luce splendente del giorno,
i colori delle cose e quelli della notte di velluto. Dovevi
essere uscita perch aspettavo il tuo ritorno canticchiando le
nostre canzoni. L'attesa era nell'aria, insinuata in ogni fibra
del mio corpo, ogni cellula si legava alla sua prossima in un
crescendo di marea che sommerge le terre prossime. Ogni rumore di
passi nella notte mi inondava di gioia. La felicit era talmente
grande da farmi male e allora mi sono svegliato con il cuore che
voleva correre incontro al tuo ed io a stento riuscivo a
trattenerlo dentro di me.

Ma la notte era fredda e l'oscurit si addensava negli angoli.
La felicit fugata dalle ombre mi lasciava stremato, malato,
infelice.

Ma come pu essere che dopo cos tanto tempo ancora ogni mia
cellula sia ammalata di te. dei tuoi occhi che ridevano d'amore,
delle tue labbra che pronunciavano il mio nome con rumore fresco
di torrente, del tuo corpo che era mio, delle tue mani che non si
stancavano di accarezzarmi. Quante volte con un bacio sugli occhi
hai fugato ogni stanchezza dal mio corpo. Come potuta accadere
una possessione cos totale? Cosa mi successo che ancora sono
prigioniero?

A te, cosa successo? lo stesso che a me? non credo, non
avresti mai accettato di abbandonarmi in un pianeta gelido dove
la notte non finisce mai e non giunge suono di voci.

Io, forse, sono ancora l e sogno di averti incontrata, sogno di
scriverti, sogno che mi rispondi.

Devo essere completamente pazzo, ma allora perch non riesco ad
inventarmi che noi siamo di nuovo insieme?

Fuori della mia finestra buio e il freddo appanna i vetri
della finestra, mi sento prigioniero come un pesce immerso
nell'acquario.

Vorrei uscire per andare incontro al giorno, anni fa lo facevo
tutte le mattine all'alba, mi mettevo la tuta e correvo come un
pazzo verso le colline ad ovest perch anche l c'era un
frammento di te e di me. Era insensato perch il giorno ancora
non aveva fugato le ombre e le finestre delle case difendevano il
sonno dalla notte con le serrande abbassate. Correvo e il fiato
nel freddo era denso, chiaro nel grigio del mattino, con lui si
esalavano i veleni della notte e l'ansia di un ritorno
impossibile.

Arrivato al cipresso, in mezzo alla strada da cui si vedono le
finestre di quella palazzina che conosco a memoria, c'era il giro
di boa. Non solo invertivo il cammino per tornarmene a casa
correndo sempre come inseguito dal diavolo, ma l finiva la
speranza e ricominciava la disperazione che si rinnovava ogni
mattina al sorgere del giorno.

A volte, per ritardare il ritorno della disperazione, mi mettevo
a correre nel giardino che c' l davanti a quelle finestre
dove non si affaccia mai nessuno, fino a quando, sfinito, tornavo
al cipresso, alla mia consueta disperazione, verso la via di
casa.

Altre volte mi portavo un pennarello nero e scrivevo sui gradini
del giardino il tuo nome e il mio dentro un cuore e poi scrivevo
ti amo e lo scrivevo sul muro di quel capanno degli attrezzi nel
giardino tra tanti altri ti amo di amori disperati quanto il mio.

Poi tornavo tutti i giorni a guardare le mie scritte che l'erba
di primavera nascondeva alla vista e io lasciavo che la natura
facesse scomparire i segni della mia follia nella speranza che,
insieme, svanisse anche questa mia ossessione.

Come ero stupido, come sono stupido cos stregato da una
bambina.



PIANETA DUE

La vita attorno a noi scorre sempre con flusso costante
conducendoti verso il mare che rappresenta la fine di ogni gioco.
In questo flusso sei tu a chiudere ed aprire gli occhi, stingere
i pugni e tendere la mano. Sei pieno e sei vuoto se apri o chiudi
le dighe dei flussi che attraversano la geografia del tuo corpo.
Se dimostri disponibilit, allora ti accorgi che intorno ci sono
persone disponibili. Il flusso non si raref, ma sei tu che ti
assottigli e ti assenti. Se cerchi un sorriso, guardati attorno,
ci sono molti, come te, in attesa. Non sprecare la tua vita,
tutto corre verso il mare pi velocemente di quanto tu non
creda.



PIANETA TRE

Simo

Ieri ho trascorso un luned mattina molto particolare: sono
andata con Maria in giro per la citt per fotografare alcune
fontane che le interessavano.

Abbiamo visitato Fontana di Trevi e quella a Piazza della
Repubblica, con le quattro Naiadi di cui una bellissima, mai
vista prima; poi stata la volta di Piazza Barberini, dove c'
una fontana che non avevo mai visto, piccola, con tre api che
sembrano dosare l'acqua che scorre, oltre a quella grande, con il
tritone al centro molto bella, peccato che lo smog la rovini...



Felipe

Interessante la faccenda di piazza della Repubblica, primo
perch nonostante ci abbia passato una vita non mi ero mai
accorto che le ninfe avessero una loro particolare fisionomia, mi
sembravano tutte uguali, alla fine mi rendo conto che ho fatto
proprio bene a mollare la pittura. Secondo, perch proprio l
sono stato fermato dalla polizia durante una manifestazione non
autorizzata dalla questura, sono stato portato a via dei Mille,
trattenuto per 8 ore e picchiato tanto da riportare una
microfrattura alla clavicola, per anni non ho pi potuto tenere
il portafoglio nella tasca posteriore dei calzoni perch non ci
arrivavo con la mano. Ministro degli Interni era, all'epoca, un
certo Francesco Kossiga (sui muri scrivevamo la doppia s del suo
odiato nome come quella della famigerata polizia nazista) e la
piazza si chiamava dell'Esedra. Oggi un luogo come tanti altri
e con il cambio del nome se ne sono andati anche i ricordi che
sono la vergogna della nostra repubblica. Ti picchiavano perch
eri studente e avevi i capelli lunghi, perch sembravi di
sinistra, perch non fuggivi davanti a loro, perch eri povero
ed eri stanco di esserlo, perch credevi che le cose potessero
cambiare.

A piazza Campitelli c' una fontana tanto splendida quanto
sconosciuta. Da studente di architettura anche io sono andato per
fontane. Pare che pure un certo Ottorino Respighi avesse una
certa passione per le Fontane di Roma.



Simo

Non siamo riuscite a seguire l'itinerario che ci eravamo
proposte, siamo passate al mercato di Campo de' Fiori e abbiamo
mangiato la pizza bianca der Sor Giovanni (con formaggi,
affettati, verdure sott'olio o ricotta calda o fresca, prosciutto
e fichi quando stagione... dietro Piazza Navona. Mentre ci
sgranocchiavamo i pistacchi sui gradini della Chiesa Nuova ha
iniziato a piovere, e allora via in un bar che regalava uno
scorcio su uno dei vicoli di Roma, per un ricco caff macchiato
... ahhh, che bellezza! quell'atmosfera... Finch era ora di
rientrare: alle 15.30 dovevo aprire il negozio, finita la gita,
il divertimento. Ora chiss quanto tempo deve passare prima che
io possa tornare nella mia citt di giorno, quando viva e
colorata, non di notte o di domenica, quando tutto falsato dal
giorno o dall'orario di "festa"... e tutti sono vestiti
"in tiro", che si devono divertire a tutti i costi.
Come le due-tre scenette a cui abbiamo assistito io e Maria, al
bar o nel traffico, o al mercato...



Felipe

Immagino che da turista Roma torni ad essere una splendida
citt, io sono anni che non vivo che i suoi lati peggiori e,
sebbene il mio sentimento sia di odio, non potrei mai cambiarla
per nessun'altra citt al mondo. Classico caso di amore odio:
l'ho amata troppo per esserle oggi indifferente, ma non posso
amarla e allora l'odio l'unica alternativa possibile.



Simo

Stasera non sono proprio su di morale, chiss perch certe
volte ci vogliamo creare i problemi per forza, anche quando e
dove non ci sono... in questo periodo mi sento un po' sola, e
anche stasera, sebbene sia andata in palestra e mi sia divertita,
anche se sono soddisfatta del mio operato nonostante i risultati
non siano dei migliori...



Felipe

Questo succede spesso anche a me. Non avrei motivi a
giustificazione di un sentimento di scontentezza che vela i miei
pensieri. Una pena sottile ed insidiosa, lieve ma persistente la
sento nel respiro, nei battiti del cuore, la leggo negli occhi
che lo specchio mi rimanda interrogativi. Cosa c' che non va
sembrano chiedersi, ma nulla, proprio nulla, tutto gira per il
verso giusto, lavoro, amicizie, famiglia...



Simo

Il disinteresse ed il distacco per tante cose a volte si
trasforma repentinamente in un ossessivo pensiero. L'equilibrio
che cerco da sempre e che mi sembra di aver raggiunto in certi
momenti di pacata serenit, in altri mi sembra sfuggirmi dalle
mani... E' normale, non ho dubbi: si cresce, si cambia un po', si
rafforzano i pregi e i difetti della personalit, si definisce
la struttura, un po' come fanno gli atleti con la loro massa
muscolare...



Felipe

credo sia come dici tu, ma il pensiero di esser oramai
interamente definito in attesa che tutto questo debba finire mi
d fastidio, voglio sperare in altre mutazioni.


Felice Pagnani - L'UOMO E L'INFORMATICA - dicembre 1995 -
Micro & Personal Computer



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