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Pubblicata il: giugno 14, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Racconti inediti e/o celebri | Totali visite: 747 | Valorazione

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
Cosa cercano questi dannati delle autostrade telematiche che,
interrotti i ponti con la quotidianit, vagano in questo
universo virtuale popolato di parole, di immagini, di fantasmi
evanescenti che con le loro parole incendiano l'anima suscitando
sentimenti, emozioni, che oscillano dalla felicit alla pi
cupa disperazione?

La nascita del popolo dei cybernauti non assomiglia a nulla di
gi avvenuto in passato. E' un fenomeno talmente nuovo che
lascia sconcertati anche gli studiosi del comportamento.
Psicologi e sociologi guardano sgomenti il fenomeno cercando di
capire quali siano i meccanismi che lo governano.

Oggi il cyberspazio, nell'immaginario collettivo, si identifica
con la possibilit di evadere dalla concretezza dei nostri
giorni viaggiando attraverso una fitta rete di autostrade
telematiche chiamata Internet.

Ci sono molti modi di vivere Internet. C' chi vede l'Autostrada
delle Autostrade come un'interessante opportunit per migliorare
sensibilmente il proprio lavoro, chi la sfrutta come inesauribile
fonte di svago e chi la vive come un universo alternativo nel
quale immergersi completamente spendendo tutte le proprie
emozioni.

In realt, a parte gli addetti ai lavori, non sono poi molti
quelli che hanno ben assimilato cosa sia Internet ma non ha
importanza sapere cosa sia, come funzioni, perch funzioni e chi
ci guadagni. Quello che veramente conta che esiste, che
funziona a tutte le ore del giorno e della notte, che immensa,
inesauribile, magica, appagante e frustrante nello stesso tempo.

Il popolo dei cybernauti si accresce ogni giorno, cresce a
dismisura e gi oggi alcune decine di milioni di persone, in
ogni parte del mondo civile, percorre pi o meno regolarmente le
vie telematiche.

Sebbene Internet abbia pi di un quarto di secolo, il fenomeno
qui da noi sta dilagando da meno di un anno, ma gi conta una
folta schiera di patiti che con la loro presenza rendono pi
ricco e affascinante questo universo. Il numero dei cybernauti
italiani cresce ogni giorno e, se un anno fa erano solo poche
migliaia, gi oggi sono alcune decine di migliaia e c' chi
prevede per la fine del 1995 il superamento dei centomila. Forse
non saranno tanti rispetto agli americani che sono i pi
numerosi ma l'attivit, che qui da noi viene attualmente svolta,
sta dando filo da torcere ai vari fornitori di accesso sorpresi
da una crescita superiore alle pi rosee aspettative.

Quanti saranno alla fine del secolo i cybernauti nel mondo,
quanti nel nostro paese? Se per assurdo la crescita fosse
inarrestabile il terzo millennio potrebbe trovare ogni essere
umano impegnato alcune ora al giorno a passeggiare per le strade
telematiche.

Non lontano il tempo in cui smetteremo di andare in edicola a
prendere il giornale perch le informazioni di qualsiasi tipo si
attingeranno tramite PC. Senza muoversi sar possibile fare
tutto quello che si fa oggi prendendo l'aereo, il treno, l'auto.
Si potranno visitare le mostre in giro per il mondo, acquistare e
vendere qualsiasi tipo di merce, scambiare posta con i propri
corrispondenti in qualsiasi parte del globo senza ritardo nella
consegna della missiva.

Ma tra questi bravi utenti razionali e preparati si aggirano i
vagabondi che perduti nei labirinti, sono alla ricerca di una
parola che li sciolga o li leghi.

Ci sono dei siti dove la gente si incontra per parlare solo di
una cosa, un inesauribile diluvio di parole che si consumano su
passioni che accomunano, parole che sottolineano come ci sia un
bisogno di legarsi ad un gruppo, intorno ad un argomento
importante, banale, inutile, sterile, privo d'amore.

C' chi porta la propria litigiosit, la propria intolleranza e
diventa famoso per odio e per l'invidia che suscitano i suoi
messaggi di invettive.

Internet rende protagonisti, perch quando qualcuno riceve la
risposta ad una propria idea, opinione, concetto, coagula
l'attenzione degli altri su se stesso. Se intorno alla sua idea
nasce un dibattito lui diventa per tutto il tempo che dura
l'argomento un leader cui tutti si riferiscono. Questo pu
esaltare l'animo di chi vive un'esistenza tra incombenze
d'ufficio sempre uguali e una famiglia che segue un iter poco
gratificante.

Ma c' anche qualcosa di pi sottile che costringe taluni lungo
i sentieri telematici. Qualcosa molto simile a quello che
spingeva ad attraversare l'oceano per trovare nuove terre, nuovi
accessi, uomini come Amerigo Vespucci e Cristoforo Colombo,
oppure conduceva Marco Polo nell'impero della Grande Cina alla
ricerca di nuove culture, nuovi sbocchi commerciali, gente nuova,
diversa. Eroi che lasciavano una casa sicura, gli amici, la
ricchezza per affrontare l'ignoto, la paura e la morte. Forse al
di l di ogni nobile ideale c' sempre una profonda
insoddisfazione che non ti fa sentire mai bene in nessun posto,
che ti spinge a vagare in una perpetua ricerca di verit che
sono inafferrabili ovunque si nascondano. Il Cyberspazio nella
sua complessa struttura offre quel richiamo alla fuga romantica,
che fa scattare la molla del rifiuto alla banalit quotidiana di
cui la nostra esistenza prodiga.

Quando il vagabondo cybernauta si mette davanti alla tastiera e
prepara un messaggio si pone nella stessa posizione di chi sta
per scrivere una lettera ad una fanciulla che lontana, amata.
vagheggiata, sognata, irraggiungibile, desidera conquistare
attraverso la suggestione delle parole, trasmettendole tutta la
sua anima, il suo sentimento, il suo desiderio.

Scrivere molto diverso dal parlare, richiede di chiarire bene
prima a se stessi il significato dei sentimenti che si vogliono
comunicare agli altri.

Scrivere pi difficile che parlare, richiede un impegno
maggiore, una maggiore concentrazione, quando si scrive si
rilegge, ci si corregge, si chiarisce meglio, si raggiungono
livelli pi elevati di comunicazione.

Quando si scrive ci si pone pi vicino alle istanze inconsce, si
sente il fluire della coscienza mentre si alla ricerca della
frase che sintetizzi un pensiero nascente.



Partire un tempo non era facile, occorreva coraggio ed una forte
spinta interiore per abbandonare amici, famiglia, averi. Poi
partire diventato facile ma costoso e il vile denaro
banalizzava l'idea romantica della fuga con in mente una vaga
meta di ricerca dell'innocenza perduta.

Come concepire la fuga romantica confusi nel gruppo turistico
raccolto all'aeroporto da un annoiato operatore turistico e
riconsegnato, quindici giorni dopo, allo stesso aeroporto dallo
stesso, sempre pi annoiato, operatore turistico?

Fino a ieri molti erano i Chiamati ma pochi gli Eletti.

Ora le cose stanno diversamente, ogni chiamato un eletto,
anche chi non chiamato, spinto dall'emulazione, diventa un
eletto e si mette in viaggio.

Oggi ci si pone davanti al PC e la fuga comincia subito.

Nessun ostacolo al dilagare dell'inconscio, all'insorgere
straboccante dei ricordi, agli struggenti momenti del primo
amore, alle prime delusioni. I nomi riaffiorano dal rumore di
fondo nel ribollire dei ricordi e sono come stilettate dirette al
cuore e ogni colpo inferto una parola rosso scarlatto che si
apre a corolla nel silenzio, una gemma splendida e preziosa che
nasce dalla melma dei tradimenti, della meschinit balbettata
nella disperazione, nella vergogna che ancora ti sprofonda e ti
fa arrossire.

Desiderio di redenzione, desiderio di carezze materne, desiderio
di ritorno all'Eden perduto sebbene mai trovato. Ma non c'
nessuno che sia disposto al perdono e si cerca un luogo dove
seppellire la carogna e il suo ghigno malvagio che non ci ha pi
abbandonato da quella volta che abbiamo visto lo schianto del suo
cuore ferito dalla nostra crudelt ed il corpo abbandonato dalla
sua anima riverso sul pavimento.

Si vorrebbe il silenzio, ma non c' silenzio pi assordante di
quello cui ti costringe la solitudine coatta, un turbine di
pensieri sospinti dai ricordi come raffiche nella bufera della
mente che cerca

un riparo in un luogo frequentato da amici ma le parole non
vengono e la solitudine in compagnia diventa insostenibile e si
torna di corsa a rifugiarsi nella tana.

Ma le parole disperate, difficili da pronunciare, che non trovano
la via della bocca, trovano sfogo nella tastiera. Si stabilisce
un canale diretto mente/PC, un flusso della coscienza fluido,
incessante, inarrestabile. La diga che tutta la vita avevamo
puntellato si apre e sui tasti scorre tutta l'amarezza dei giorni
smarriti a rimpiangere le occasioni perdute, la sofferenza
profusa a larghe mani a causa nostra incapacit di amare.

Queste sedute alla tastiera sono catartiche. La mente, attraverso
i messaggi, si libera ed il rumore del silenzio si acquieta per
un po' sciogliendo la tensione che da sempre attanaglia il cuore.

C' chi riesce a tenere separati i due personaggi, il lavoratore
modello, sposo e padre premuroso e il Giovane Werther quando si
mette alla tastiera. C' chi scivola interamente nel secondo
personaggio e si smarrisce lungo i labirinti della memoria, vaga
incerto e disperato, inseguito dai ricordi di amori mai concepiti
in cerca di una parola che lo sciolga, di una parola che lo
leghi.

Forse in tutti gli uomini vive un piccolo Werther che aspetta
l'occasione per crescere, e forse quella puntura che
improvvisamente vi ha trafitto il cuore alla vista della
primavera dilagare nella campagna e che avete subito scacciato
dalla mente era proprio lui ad averla inferta.

Amici lettori, che fino a qui avete scosso il capo con
scetticismo, mettetevi alla prova, cercate degli amici di
tastiera in una qualche Piazzetta Telematica di cui pieno il
cyberspazio ma, attenzione, pu essere pericoloso.

Io vi ho avvertiti.


Felice Pagnani - L'UOMO E L'INFORMATICA - luglio/agosto 1995
- Micro & Personal Computer



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