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Pubblicata il: giugno 14, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Racconti inediti e/o celebri | Totali visite: 813 | Valorazione

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
Tutte le operazioni all'interno di un calcolatore, quale sia la
sua classe di potenza, avvengono attraverso operazioni logiche
basate su parole composte da sequenze di zero e uno. Uno
significa s e zero no. In un circuito elettronico digitale, un
valore zero quando un segnale elettrico sta al di sotto di 0,8
VCC, mentre diventa uno, quando il segnale superiore a 2,8
VCC. Tutto quello che sta sopra questa piccola area, terra di
nessuno, chiamata terzo stato, sempre si, quello posto al di
sotto sempre no. La tecnica digitale per un computer va
benissimo.

CIVILTA' DIGITALE

L'opposto di digitale analogico. Oggi, per alcuni, analogico
significa anche bizantino cio contorto e sfuggente. La gente ha
bisogno di semplificare e su concetti analogici si muove come
sulle sabbie mobili. Questa necessit di rendere tutto chiaro
frutto di un profondo disagio, forse basato sulla scarsa
abitudine al ragionamento. La causa di questo desiderio di
semplificazione non pu solo imputarsi all'avvento della tecnica
digitale che, uscendo dai circuiti elettronici, ha pervaso il
pensiero contemporaneo, ma sarebbe necessaria un'approfondita
analisi per indicare alcune delle probabili cause. Nella
prospettiva della storia della nostra cultura potrei azzardare
che il pensiero digitale, stia raccogliendo l'eredit del
decadentismo dove tutto frammento, la parola silenzio e
nulla certo. Cos come il decadentismo, a suo tempo, mise
fine ad ogni certezza basata sul pensiero positivista. Un
pensiero filosofico quello che, nato sui risultati della ricerca
scientifica, concepiva il tutto come conoscibile in quanto
catalogabile. Ma potrebbe darsi che la tecnica digitale, alla
fine, non sia affatto la causa che sta determinando questa
semplificazione del pensiero in termini di s e di no, ma,
semplicemente da lei vengano mutuati i modelli logici per fondare
il pensiero contemporaneo, il pensiero digitale. Nella ricerca
delle cause che spingono i nostri filosofi ad adattare i modelli
digitali al loro pensiero, la massa delle informazioni che i
mezzi di comunicazione ci scarica in ogni istante ed in una tale quantit
da rendere impossibile ogni assimilazione, pu essere un
argomento di rilievo che richiederebbe una approfondita analisi.
La necessit di non rimanere sommersi, richiede tecniche di
semplificazione attraverso sistemi di classificazione e
assegnazione di etichette e di riduzione delle informazioni a
record in campi entro i quali gestire la cultura.



LA CAUSA

Ma si potrebbe ancora pi penetrare il nocciolo delle cause, per
scoprire come la massa delle informazioni, che bombardano la
nostra esistenza, possa essere, a sua volta, l'effetto dovuto
all'accelerazione del progresso tecnologico che, negli ultimi
cento anni, sta caratterizzando la nostra civilt. Allora
potrebbe questa terribile velocit che ha preso la civilt
nella suo evolversi essere la vera causa, a monte di tutto? La
tendenza a progredire non si mai arrestata in questi ultimi
cento anni ed un uomo, oggi nel pieno della vecchiaia, durante la
sua esistenza, ha vissuto pi esperienze evolutive
significative, in quantit e qualit, di quante ne possano aver
vissute le cento generazioni che l'hanno preceduto. Pensiamo ai
trasporti basati sulla trazione a motore, attivi solo da pochi
decenni, contro sistemi che utilizzavano forza animale o che
sfruttavano l'acqua, il vento ed i remi, che l'umanit ha usato
per alcuni secoli. E questo tempo ancora nulla rispetto alle
centinaia di secoli durante i quali gli uomini si sono mossi
sulla forza delle loro gambe e ci volevano parecchie generazioni
per completare una migrazione che oggi possiamo compiere in poche
ore, giusto per fare una vacanza. Sono passati meno di duecento
anni dalla scoperta dell'uso dell'elettricit e meno di cento
dallo sfruttamento delle onde hertziane.



IL PENSIERO DIGITALE

Per pensiero digitale intendo quel modo rudimentale di spiegare e
definire quello che succede a noi e al mondo intorno a noi.
Sembrano essere scomparsi i passaggi graduali (analogici) tra il
segno positivo ed il suo opposto. Per scivolare nel mondo dei
sentimenti, a parte il telefonico: ma tu, quanto mi ami?
(dell'infedele e perfida adolescente assoldata dalla SIP) che
sembra adombrare un concetto di quantit pi che di qualit,
molto pi diffuso rimane il: mi ami o non mi ami?,
di tipo digitale che, neanche lontanamente assomiglia
all'amletico essere o non essere dove c' per intero il calvario
dell'avvicinamento alla soglia fatidica che divide l'essere dal
non essere, e non si tratta dell'essere contrapposto all'avere
frommiano ma, piuttosto, dell'esistere cartesiano. Non ignoro che
gli opposti siano sempre esistiti e che su questi si regolino
esistenza e rapporti tra esistenti, ma le divisioni erano pi
morbide, i confini meno netti. Conosco i rinomati e biblici
opposti come: Vizio e Virt, Amore e Odio, Salvezza e
Perdizione, Ricchezza e Povert; come i pi laici: Coraggio e
Vilt, Bello e Brutto, Nobile e Plebeo, Dotto e Ignorante, e via
dicendo. La narrativa, il cinema, le telenovela in special modo,
si basano sempre sulla contrapposizione del bene e del male, sul
trionfo del protagonista e la sconfitta dell'antogonista, fatte
salve poche eccezioni che, solitamente, lasciano scontenti i
pi. La vicenda narrata o teletrasmessa, si snoda servendosi di
simbolismi senza equivoci che servono a rinforzare i concetti
base. Il buono bello ed anche chiaro perch l'eroe ha i
capelli biondi, gli occhi celesti e la sua pelle, sotto una sana
abbronzatura, si intuisce bianca; si muove con eleganza; ha voce
armoniosa con la quale enuncia concetti lineari, facili da capire
e quando dice: ti amo, lo fa senza doppi fini. Non
come il cattivo che, normalmente brutto, nero e sporco; se ne
va in giro solo dopo un paio di giorni che si rasato, perch
l'antagonista, lo si sempre visto con la barba incolta e
quando dice: ti amo lo dice con voce e sguardo cos
lascivi che tutti intuiscono subito il vero scopo del miserabile.
Nessuno si mai chiesto cosa faccia il cattivo subito dopo
essersi fatto il bagno, essersi rasato e aver ben pettinato la
sua ispida capigliatura? Dall'unione di due opposti nasce il
sempre pi misconosciuto ossimoro. Sostantivo che sta a
significare che sono state usate in unione due parole che sono
normalmente usate in modo contrapposto. Ghiaccio bollente
l'ultimo ossimoro che mi sia capitato di sentire nella mia
vita, ed era a proposito di Marilyn Monroe, all'epoca del suo splendore.
Di anni, da allora, ne sono passati e, l'ossimoro, nel
dimenticatoio di tutti, ucciso dal linguaggio digitale. Un
ossimoro, nel nostro quotidiano avrebbe l'effetto sgradevole di
un corto circuito, un qualcosa di dannoso, da evitarsi in ogni
caso.



RUSSIA

Nella riduzione della realt a concetti digitali si rischia di
utilizzare una tavolozza a due colori: il bianco ed il nero ed indebolire
i nostri mezzi descrittivi e quindi speculativi. Mentre scrivo si
compie una tragedia in Russia e tutti noi assistiamo in diretta a
quello che, nel nostro sentire, riteniamo essere la storia ma
che, per ora, solo cronaca commentata in modo mediocre. Non
stupisce la meraviglia della gente semplice che ascolta
sbigottita e non capisce, ma lasciano sconcertati il commenti
degli esperti, i creatori di opinione, che danno forza ai loro
ragionamenti elementari applicando principi di logica digitale.
Eppure basterebbe pensare che stiamo parlando di un paese
talmente grande che, quando ad Ovest la gente va a dormire,
stanca per una giornata di lavoro; ad est, stanno appena uscendo
di casa per una nuova giornata lavorativa. L'ex Unione delle
Repubbliche Socialiste Sovietiche occupava per met un paio di continenti.
Un paese sterminato, geograficamente confinante ad ovest con la
logica illuministica e industriale della vecchia Europa; per un
buon tratto, a Sud, con il fatalismo dell'India e il misticismo
del Tibet; per finire, ad Est, ai margini della millenaria
civilt cinese. Un paese dove Ivan IV, detto il Terribile,
autoproclamatosi Zar (da Caesar) nella met del Cinquecento,
dava inizio ad una dinastia di tiranni che deterr saldamente un
potere assoluto, basato sulla divisione tra aristocrazia e servi
della gleba, ininterrottamente per oltre quattro secoli.
Disuguaglianza alle cui spalle c'erano i sedimenti di tirannie
che, originatesi negli oscuri anni mille, si sono susseguite per
altri 5 secoli, Un'epoca di sudditanza che per un millennio, ha
affondato radici nella carne e nella cultura del popolo. Una
condizione umana mai contestata fino a poco pi di settant'anni
fa, fino alla Rivoluzione di Ottobre avvenuta nel '17, che ha segnato
la nascita del Comunismo Marxista-Leninista. Durante questi pochi
decenni terminati tre anni fa con l'avvento della Perestroika, si
predicata e tentata l'assoluta uguaglianza tra gli uomini, un
concetto, per molti di loro non solo astruso ma persino contro
natura. Crolla il cosiddetto Socialismo Reale, solo una frazione
di tempo rispetto al resto, sotto il peso delle sue
contraddizioni e le spinte consumistiche dell'occidente e, di
punto in bianco, viene proposta a quella gente abituata a servire
da sempre, l'alternativa cosiddetta democratica. Ci si aspetta
che loro prendano l'iniziativa e siano capaci di goderne i
frutti. Loro, gli ex servitori della gleba; gli ex schiavi del
sistema burocratico; loro, i cui capi e signori erano discendenti
di Bisanzio di cui Ivan IV, detto il Terribile
riteneva di essere diretto erede. Perch non si mette in
relazione la situazione russa con quanto accade nell'ex
Jugoslavia, dimenticando come i russi occidentali siano slavi e
come 30.000 testate nucleari siano sufficienti a cancellare la
civilt nel mondo? Ma il problema sembrerebbe consistere
nell'esatto conteggio del numero dei morti, di quello che far
Elstin e se i rivoltosi subiranno un processo per alto
tradimento.



CONCLUSIONE

Da noi lo sport preferito dagli intellettuali, oggi divi del
piccolo schermo, il pubblico massacro dell'avversario. Il mio consiglio?
Far tacere i cronisti e dare voce agli storici. Forse potremmo
riuscire a capirci qualcosa di pi e se questo non fosse
possibile spegniamo la TV e accendiamo il PC, almeno lui la
tecnica digitale la usa a proposito.

L'UOMO E L'INFORMATICA - novembre 1993-
Micro & Personal Computer



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