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Pubblicata il: giugno 14, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Racconti inediti e/o celebri | Totali visite: 960 | Valorazione

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
Al grido di chi non ha peccato scagli la prima pietra
credo non si leverebbe una mano. Tutti noi abbiamo ceduto alla
tentazione, almeno una volta in passato, di usare una copia
abusiva di un programma. Ci eravamo detti lo provo, poi se
risponde alle mie esigenze, lo acquisto
.

Da allora passato qualche anno e ancora qualcuno si domanda se
risponde bene alle sue esigenze o meno e, intanto, lo usa.

Attenzione, ora la legge c' e viene fatta rispettare. Quelli
che hanno commesso il delitto e sono stati colti in flagranza di
reato ora piangono amaro: il castigo arrivato.

La legge, che tutela il diritto d'autore applicata finalmente
anche al software, non dobbiamo vederla come uno strumento
coercitivo che ci far precipitare in un'era di barbarie. Al
contrario, sta per iniziare una nuova stagione migliore della
precedente anche se saremo costretti a richiedere uno sforzo alla
nostra gi svilita tasca.

Gli utilizzatori di copie abusive appartengono a due fondamentali
categorie: da una parte, quelli che giocano e, dall'altra, quelli
che fanno sul serio.

I secondi, usano a tempo pieno un programma per il quale non
hanno mai acquistato la licenza e, se potessero, non
l'acquisterebbero mai.

Il traffico dei programmi, per gli altri, assomiglia molto ad un
gioco che facevamo da piccoli, cosa che sta a testimoniare come
il bambino dentro di noi non sia mai morto.

Si tratta del gioco delle "figurine". Al posto di quei
variopinti rettangolini patinati, sempre un po' sgualciti, oggi
si scambiano la copia abusiva di qualsiasi programma. Per una
copia di Autocad tre programmi di scrittura e per uno di grafica
due di calcolo. Un database vale un linguaggio interpretato.

Tutti hanno sempre gi tutto. Ho avuto modo di constatare che
molti di costoro hanno la copia di un programma ancor prima che
questa sia stata regolarmente posta in vendita.

Queste collezioni ammontano a centinaia e centinaia di dischetti,
se non pi, contengono programmi nuovi e vecchi; ben ordinati e
catalogati, sono gestiti dal dBase III, anche questa una copia
abusiva della loro collezione.

La maggior parte di questi programmi non sono mai stati adoperati
ma, sono stati utilizzati come oggetto di scambio con altri
programmi in una sorta di economia basata sul baratto.

Il fatto di poter disporre gratuitamente, o quasi, di molti data
base, oppure fogli elettronici, o anche programmi di scrittura,
fa s che nessuno di questi venga mai imparato veramente a
fondo. Si passa da un database all'altro, senza mai avere la
certezza di stare utilizzando il programma veramente giusto.

Ma la grande maggioranza dei pirati informatici costituita
dagli utenti che usano su base quotidiana un programma con il
quale svolgono la loro attivit professionale, conseguendo
maggiori utili grazie ai vantaggi che offre loro l'informatica.
Costoro ignorano o, fingono di ignorare, che qualcuno ha lavorato
per scrivere quel programma e sta lavorando per migliorarlo.

Lungi da me il voler fare del moralismo spiccio, ma se tutti la
pensassero come quegli utenti, l'universo PC si sarebbe estinto
ancor prima di aver superato la fase natale.

Da un'indagine effettuata in Europa, nel 1992, in Italia, solo il
14% degli utenti usa software regolarmente acquistato, dietro di
noi solo la Spagna con il 9%. Negli Stati Uniti su 100 utenti, 70
hanno acquistato regolarmente la licenza dei programmi che
utilizzano.

Qualcuno dir che in un qualunque negozio in America, il
software costa il 30% meno che da noi, ma il maggior costo in
Italia la fa proprio quel 86% di utenti che usa software senza
averne acquistato la licenza. Se il prezzo di vendita dei
programmi in Italia fosse lo stesso che in America, le filiali
italiane e le locali rappresentanti che curano la
italianizzazione dei programmi, la distribuzione, l'assistenza,
gli aggiornamenti e l'organizzazione commerciale, non avrebbero
sufficienti margini per la loro sopravvivenza.

I prezzi potrebbero scendere ai livelli del mercato americano o
quasi, qualora la percentuale di utenti che pagano la licenza
aumentasse in modo consistente. Comunque, non va dimenticato che
il mercato italiano limitato rispetto a quello americano che
pu contare anche su altri mercati collocati in aree geografiche
anglofone.



SOFTWARE PIU' ECONOMICO

E' poi vero che se da noi il software costasse come in America, o
addirittura di meno, la percentuale di licenze acquistate si
avvicinerebbe a quella statunitense?

La risposta sembrerebbe essere negativa.

Il sistema operativo MS DOS della Microsoft, nel settore dei
compatibili viene, spesso, considerato opzionale; il suo prezzo
di 115.000 lire e rappresenta solo pochi punti percentuali
rispetto al costo del PC, ci nonostante, sono molto frequenti i
casi in cui il cliente acquista l'hardware senza richiedere il
DOS.

L'alternativa pi economica al DOS il DR DOS, della Digital
Research, in versione italianizzata, normalmente quotato tra
le 40 e le 80.000 lire ma, anche in questo caso il cliente, che
ha speso 5 o 6 milioni per un 486/DX2/66, preferisce
"risparmiare" sul sistema operativo che il rivenditore
o un amico gli passeranno gratuitamente.

Il costo per dotare il proprio PC di MS DOS 6.0 Microsoft,
rasenta o inferiore a quello della duplicazione del manuale
originale che consta di ben 670 pagine.



LO SCOGLIO PSICOLOGICO

Il maggior costo dei pacchetti software, in realt, interessa
solo chi acquista le licenze perch ha gi superato lo scoglio
psicologico a spendere per un qualcosa che non ha peso, se non
quello dato dai manuali. Una eventuale riduzione dei prezzi, con
conseguente allineamento ai costi di oltreoceano, non porterebbe
ad un aumento delle licenze vendute. Il problema rimuovere il
blocco psicologico basato su un rozzo concetto di
"valore" legato a fattori fisici quali il peso, la
materia e il volume.

Ma lo scoglio non solo questo.

Bisogna anche rimuovere il principio radicato in molti: se
il software lo si pu avere gratis, stupido pagarlo
.

A questo si risponde in due modi, secondo il soggetto.

Se la mentalit quella truffaldina e spregiudicata che fino
ad oggi ha approfittato del vuoto legislativo in materia, la
risposta che la vacanza delle disposizioni finita e che,
oggi, al delitto segue il castigo.

Per tutti coloro che vivono nella convinzione che il programma,
non avendo una sua fisicit composta di materiali costosi, non
vale un grancch, dobbiamo fare informazione seria e capillare,
dobbiamo far conoscere i dati che partecipano alla determinazione
dei costi. Dobbiamo lavorare perch gli utenti arrivino a dare
un giusto valore economico all'ingegno umano che ha concepito il
prodotto software.

Dal punto di vista etico, dobbiamo risvegliare il loro senso
civico spiegando che usando gratuitamente il programma
danneggiano il loro prossimo perch, se tutti agissero come
agiscono loro, le societ di software non avrebbero di che
vivere e di conseguenza il progresso si arresterebbe lasciando
tutti senza pi programmi da utilizzare. E, non solo, se tutti
comprassero quello che usano i prezzi dei programmi
scenderebbero.

Infine, per quelli che si sentono furbi a non pagare quello che
altri pagano, va spiegato che usare software non avendone
acquistato la licenza l'equivalente di rubare, solo che in
questo caso si tratta di un furto vigliacco perch troppo
facile rubare software.

Probabilmente queste persone appartengono alla categoria di
automobilisti che quando trovano la tangenziale intasata, usano
la corsia d'emergenza, dimenticando che, con il loro
comportamento, danneggiano tutti gli altri automobilisti, che
impediscono l'arrivo dei soccorsi e che un ferito potrebbe morire
per causa loro.

Ma ora questi signori devono sapere che non solo c' la legge
che tutela il software ma, con il Nuovo Codice della Strada, o
cambiano abitudini o devono pensare a procurarsi la tessera del
tram perch, per chi usa la corsia di emergenza, previsto
l'immediato ritiro della patente.



RIORGANIZZAZIONE & ENTROPIA

Ora che la legge controlla il legittimo uso dei programmi vediamo
come ci dovremmo organizzare per un salto qualitativo che giovi a
tutti: produttori e utenti. Potremmo persino scoprire che a
pagare il software si riesce a spendere meno di quando andavamo
avanti con le copie abusive.

Dall'eterogeneo numero di programmi che vengono utilizzati in
un'azienda si deduce subito che non c' mai stato un vero e
proprio progetto di informatizzazione.

Ogni reparto, ufficio, persino nella stessa stanza, si usano
programmi diversi per fare le stesse cose.

Ogni utente usa il software che preferisce e che a suo tempo ha
introdotto con il complice, silenzioso assenso dell'azienda che,
in questo modo, ha ritenuto di conseguire un risparmio.

Questa prassi, molto generalizzata, ha creato uno substrato
storico di cattive abitudini e vizi difficili da estirpare e un
mancato fatturato, per le aziende che si occupano di software, di
parecchie centinaia di milioni di dollari.

La non omogeneit dei programmi usati non pu che procurare un
impiego disordinato delle risorse umane che sono notoriamente
costose. Le copie abusive sono spesso "infette" e i
contagi si propagano a macchia d'olio bloccando i PC per ore se
non per giorni costringendo a volte a riformattare il disco
rigido con la conseguenza perdita di dati che possono
rappresentare mesi di lavoro.

La Torre di Babele dei programmi piratati genera disordine e
quindi una proporzionale entropia. Risulta quindi evidente come,
dove non c' stato piano informatico, lo spreco sia
particolarmente elevato.



CONCLUSIONE

Il discorso sull'universo software non si esaurisce qui. I
cambiamenti sono iniziati e le cose in questo settore si evolvono
con grande rapidit. Stanno arrivando programmi per animazione,
elaborazione di immagini, programmi di compressione e
decompressione di immagine in tempo reale. Strumenti fantastici,
stimolanti e creativi, altro che le figurine. Cosa sarebbe il
mondo del PC se non ci fossero i programmi? Non esisterebbe,
punto e basta.

Allora smettiamo di collezionare figurine, compriamo una licenza
e impariamo ad usare bene uno strumento del nostro vivere
quotidiano, scopriremo che nell'usare bene un programma c' un
godimento maggiore che collezionarlo e in pi scopriremo che
questo giover al nostro lavoro dandoci pi serenit e pi
tempo libero.

L'UOMO E L'INFORMATICA - luglio/agosto 1993-
Micro & Personal Computer


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