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Pubblicata il: giugno 14, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Racconti inediti e/o celebri | Totali visite: 523 | Valorazione

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
Il cacciatore si avvicin al corpo esanime di Nerina.
L'illumin con la sua torcia elettrica e distolse subito lo
sguardo da quel corpo impudicamente nudo di adolescente, ma il
fascio di luce che forava la notte strappava dalle tenebre
bagliori di carne eburnea, ginocchia di giunco e seni come coppe
colme di rugiada.

Il cacciatore non aveva mai visto un vero corpo umano e questo lo
impauriva e affascinava allo stesso tempo.

Era la prima sua caccia e forse per questo gli sgorgavano copiose
le lacrime dagli occhi. Un irrefrenabile torrente di fuoco lungo
le gote gli offuscavano il volto di Nerina che il raggio della
lampada ritagliava nel buio. Gli occhi della fanciulla morta
erano ancora sgranati e sognanti, appena un'ombra di sgomento nel
fondo di turchino abissale che la morte aveva, all'ultimo
istante, strappata alla sua certezza.

Le labbra dischiuse, carnose e tenere, come fragole lasciavano
intravvedere forti denti bianchi.

Il cacciatore si inginocchi sulla sabbia accanto al corpo di
Nerina, depose a terra il fucile e liber le mani dai guanti, si
guard le dita nude e tent di fermare il flusso delle lacrime
premendole fortemente contro il viso.

Si sdrai accanto a lei, gli occhi, ancora inondati, fissi alla
luna piccola e cattiva immobile al centro del cielo, in bilico,
indecisa, indifferente.

Mancava ancora molto al sorgere dell'aurora e lui prese la mano
di Nerina e la strinse nella sua.

Era piccola e ancora calda, liscia come seta e la carne era
salda, asciutta, tenera, ma il sangue aveva cessato di scorrervi
e le dita erano inerti, incapaci di rispondere alla stretta del
cacciatore.

Nulla a che vedere, pens, con quello che provo con l'RV.

Mai nelle sue sedute al PC si era sentito cos turbato. Che sia
questo l'amore, si chiese?

Il suo viso era vicinissimo a quello di Nerina e gli sembrava che
lei avesse sospirato mentre un'ombra di infinita, disperata
tristezza le aveva attraversato gli occhi come uno stormo di
uccelli in autunno solca l'orizzonte.

Preso da un'assurda speranza accost l'orecchio alle sue labbra
per carpirne un respiro, poi lo appoggi appena sotto il seno
nudo per carpire un palpito di quel cuore che doveva essere stato
impavido.

L'AMORE

Il cacciatore tenendo stretta la mano di Nerina, il corpo supino
sulla sabbia e gli occhi alla luna, pass la nottata a parlare
con lei della sua vita, del suo PC, delle sue avventure di RV,
dei suoi amori perfetti che i programmi gli procuravano ad ogni
sua richiesta.

Lui non aveva mai sofferto, ma forse nemmeno mai gioito. Le donne
virtuali lo avevano s interessato, ma nemmeno poi tanto.
Preferiva di pi la sfida dello spazio, l'ardimento della flotta
dell'ammiragliato scatenata all'assalto del nemico in difesa
dell'impero di BG XXIII che gli alieni provenienti dalla via
lattea minacciavano di invadere. Quante innumerevoli volte era
morto da eroe lottando in settori dello spazio sconosciuti,
lontani da Sole e Terra, contro mostri fatti di zolfo e silicio,
grossi come grattacieli, pi ardenti di una supernova, oppure
molli e viscidi come schiuma e pi gelidi dello spazio sidereo.

Ma molte pi volte aveva sconfitto il nemico e il suo nome era
spesso il primo nella lista dei migliori dieci e chiunque
accedeva alla Guerra Stellare leggeva il suo nome acaratteri di
fuoco e, accanto, il numero di vascelli nemici che aveva
abbattuto nell'ultimo scontro.

Io sono giovane, aveva poi detto come chi si aspetta molto, ho
trent'anni e ne camper almeno altri centotrenta. Poi aveva
taciuto. Improvvisamente tutto si era inaridito dentro di lui e
la sua mente sommersa da un improvviso senso di inutilit era
diventata incapace di un qualsiasi pensiero.

Nerina, amore mio, questo non un game, non potr resettare e
ricominciare con uno "start" una nuova battuta di
caccia.



IL SONNO

La luna allunga le ombre nelle dune e dipinge paesaggi giocando
con le coscie affusolate di Nerina e dal seno piccolo trae, ora
una morbida collina, ora la punta di un iceberg da cui scaturisce
luce vivissima e cilestrina. Il ventre minuto, morbido e i
fianchi stretti sono un altopiano con un torrente che precipita a
valle con un mormorio cristallino. I suoi piedi all'orizzonte
sono picchi montani, dirupi scoscesi, gole rocciose, fiordi a
picco su acque turchine.

Poi lei il mare profondo ed infinito in cui tutto nasce e
tutto va a morire e, subito dopo, la madre del suo assassino e
lui, il suo boia, un cucciolo di umano piccolo e spaurito che lei
rassicura con la mano saldamente stretta nella sua piccola e
avida. Lei sorride come solo lei sa fugando la paura e l'angoscia
dal cuore dei piccoli esseri nascosti nelle loro tane, perch
lei la regina della notte, la regina d'argento padrona della
luna.

Lei spalanca gli occhi del giorno con il sorriso irresistibile
delle sue labbra di bambina e la notte si piega obbediente al suo
volere ritirando le tenebre dalla terra.



IL RISVEGLIO

La luna tramonta nella pallida luce del sole che si leva ad est
rischiarando il cielo. La notte finita.

Il cacciatore ha forse dormito abbracciato alla sua vittima tra
le dune. Ha forse sognato e nel sogno deve pur aver amato la sua
Nerina perch ora lei, nel pallore della morte, ha occhi che
sfavillano felici e bocca che sorride misteriosa con labbra di
fragola.

E con la luce che guadagna il cielo si fugano anche le ombre
dalla sua mente. Il cacciatore si solleva. Abbandona la mano di
Nerina che ricade inerte nella sabbia.



Per avere il premio dovr portare come prova all'ALC, il
coltello della sua vittima e la piccola catenina che
indissolubilmente legata per la vita al suo possessore dove in
un microchip ci sono tutti i dati che identificano un essere
umano senza ombra di dubbio, una catenina dove c' memorizzato
tutto del suo corpo e della sua mente.

Il cacciatore si allontana, diretto al suo alivolo.

Passeranno poi i robot spazzini a recuperare il corpo da mettere
nell'inceneritore. Ma prima di loro potrebbero arrivare gli
avvoltoi dalla vicina foresta a dilaniare quelle carni, strappare
quelle labbra vermiglie e sorridenti, aprire buchi mostruosi sul
suo ventre, mangiarle gli occhi blu come specchio di lago
lasciando orbite vuote. I becchini troverebbero solo ossa
biancheggianti nella sabbia al sole e forse nemmeno quelle,
perch gli sciacalli, a torme, verranno a reclamare la loro
parte di bestiale pasto, allora le sua ossa frantumate si
spargeranno per il deserto tra le dune.

Il cacciatore si ferma, il cuore stretto in una morsa di gelo e
di angoscia.

Scaver una fossa e vi seppellir Nerina, coprir il suo corpo
con sabbia scura che vetrificher con il calore del suo fucile
laser perch il sorriso della sua bocca di fragola resti intatto
nei secoli insieme allo sguardo di felice abbandono dei suoi
occhi.



IL RITORNO

Il sole dardeggia il deserto che si arroventa. Il cacciatore ha
finito il suo lavoro e sente con urgenza il bisogno di ritornare
nella sua cellula, lontano da tutto. Si sente infettato, sporco,
malato. La sua testa in fiamme e gli occhi bruciano per le
lacrime, il sudore e il sole che con la sua luce implacabile ha
spiato ogni suo movimento, ogni pi riposto moto del suo
pensiero febbrile. Deve fare pi in fretta possibile, deve
andare a depositare i suoi trofei di caccia all'ALC e aspettare
con la posta pneumatica il suo premio nel sicuro rifugio della
sua cellula, magari con un doppia razione di RV.

Mai, meditava librato a pochi metri dalle dune col suo alivolo,
un uomo aveva pianto per un'altro uomo da almeno 10 secoli.
Chiunque poteva improvvisamente sparire che nessuno l'avrebbe mai
rimpianto. "Che strani pensieri", si disse.

Cosa gli stava succedendo? Lui il dominatore dello spazio, lui
che poteva abbattere un vascello con solo colpo allostesso
istante del suo apparire, perch in lui non c'era mai stata la
paura e, invece ora il terrore attanaglia il suo cuore. Nulla
sarebbe mai pi stato come prima.

Ed aveva paura della solitudine, perch lui era l'unico abitante
del pianeta, perch tutti gli altri erano ognuno di loro l'unico
abitante del pianeta, ma nessuno di loro avrebbe mai voluto
vedere o toccare un altro e lui, se avesse solo pronunciata la
parola solitudine sarebbe diventato un candidato per una partita
di caccia, ma questa volta nei panni della preda.

Lasci il coltello e trattenne la catenina, avrebbe inventato
qualcosa per il rapporto, qualcosa di plausibile con l'aiuto del
suo fedele PC. E questa era una sciocchezza in pi che si
aggiungeva alle tante altre che aveva fatto nelle ultime ore,
talmente tante che difficilmente sarebbero passate inosservate.



IL SUO NOME

Il suo nome era diventato da quel momento "Il
Cacciatore", perch chiunque avesse fatto almeno una
vittima in una battuta di caccia, si sarebbe chiamato in quel
modo per sempre. Aveva sognato a lungo questo momento, eppure ora
avrebbe dato qualsiasi cosa per non dover portare quel peso che
lo faceva star male.

Giunto nella sua cellula cerc refrigerio nell'alcova bagno,
dove ci si decontaminava per quelle rare volte che si usciva e,
per il resto delle volte, era il piacere di sentire sfiorare la
propria pelle dallo sbuffo dell'aria umida e calda, dai profumi
eterei, dagli incensi, pregustando una successiva seduta di RV.

Indoss la vestaglia cercando di ritrovare il se stesso di
sempre e si sedette nella poltrona PC ed ordin:

"Gioco di Coppia!"

"Quale delle sue fanciulle desidera questa sera il
signore?"

"Nessuna, anzi, cancella definitivamente tutto
l'harem."

"Pronto per la creazione di una nuova compagna.

"...."

"Il suo nome, signore!"

"...."

"Prego, signore la regola, il nome come prima cosa,
potrei suggerirle io qualche..."

"No! il suo nome Nerina. In questa catenina ci sono tutti
i dati"

E forse stava firmando la sua condanna a morte.

L'UOMO E L'INFORMATICA - febbraio 1994 -
Micro & Personal Computer



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