La Poesia

La casa della poesia
non avrà mai porte





Il più grande sito italiano di poesie e racconti

Entra o Registrati Che metta del giusto animo il pellegrino che bussa alla casa della poesia.


La Poesia | Antologia completa | Testi più votati | Ricerca avanzata | Rss Feeds | Invio materiale

    Poesie e racconti
» Poesia antica greca e latina
» Poesia dialettale italiana
» Poesia italiana
» Poesie inedite
» Poesie straniere tradotte
» Racconti inediti e/o celebri

  Filtra le poesie e racconti
Più lette
Più votate dagli utenti

  Felice Pagnani
Disegni
Sito Poesia
In ricordo

   Iscrivermi alla newsletter
Iscrivendoti alla newsletter riceverai la info dei nuovi materiali pubblicati.
Nome E-mail

Titolo/Autore Testi    ricerca avanzata
Pubblicata il: giugno 14, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Racconti inediti e/o celebri | Totali visite: 570 | Valorazione

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
Tempo fa sono stato invitato a Ipermondo, una mostra tra
informatica, multimedialit, realt virtuale, reti telematiche
e fantascienza ambientata nell'autunnale cornice dell'Orto
Botanico di Roma. La mostra, destinata ai NON addetti
(NON sottolineato) aveva attirato la mia curiosit e quindi sono
andato non immaginando nemmeno lontanamente quanto mi stava per
succedere.

Era una di quelle mattinate, per la loro mitezza, tanto decantate
da scrittori itineranti mittle europei innamorati dell'Italia.
Noi invitati eravamo fuori all'aperto, in attesa di entrare nella
serra adibita ad aula di riunioni dove, da l a breve, si
sarebbe tenuta la conferenza di apertura di Ipermondo.
Approfittando del tiepido sole, sostavamo nella piazzola tra
bambini che giocavano a nascondersi tra cespugli e fantesche ben
pagate che li inseguivano dappresso. I cespugli non erano
semplici cespugli ma piante titolate il cui nome scientifico, in
rigoroso latino, i visitatori cercavano di pronunciare con
l'accento corretto.

Stanchi di rimirare un orizzonte di ruzzolanti bambini, io e il
mio amico Pino, approfittando del ritardo sull'orario previsto,
abbiamo visitato l'Orto Botanico. Io che sono romano ed ho
visitato Orti Botanici di mezzo mondo, quello della mia citt
non lo avevo mai visto, un po' perch stato chiuso per anni e
po' perch uno si dice sono ad Oslo forse non ci torner
mai pi, fammi visitare l'Orto
, ecc. Non la stessa
cosa per i musei che erano aperti a Roma quando ero ragazzo,
perch quelli li ho visitati, visitati e visitati.

L'Orto Botanico di Roma forse non sta alla pari con quello di
Montecarlo che mi rimasto indelebile nella memoria o quello di
Copenaghen nel quale ho passato un'intera mattinata aggirandomi
nel caldo umido di foreste tropicali chiuse in gigantesche serre,
o con il vittoriano Rose Garden di Londra con le sue monumentali
serre Liberty, ma abituati come siamo al modo approssimativo di
fare le cose nel nostro paese, siamo rimasti sorpresi dalla cura
e dalla abbondanza di tesori della flora esposta. Nonostante la
presenza dell'uomo, la natura una cosa meravigliosa per il suo
rigoglio di vita, per i suoi ineffabili colori, le sue forme, i
suoi profumi. Eravamo al centro di Roma ma ci sentivamo
trasportati lontani mille miglia.

Con una potente dose di realt (vera) direttamente iniettata in
vena siamo ritornati a conferenza iniziata per incontrare la
Realt Virtuale e il suo profeta.

Sul podio, insieme al duo fantascientifico Caronia-Brolli, c'era
il nostro bravo scrittore che, vista l'epoca e la natura del
convegno non poteva che essere il padre, o quasi, del Cyberpunck,
filone della pi recente fantascienza. I commentatori si
dilungavano sul valore anticipatorio delle opere di Bruce
Sterling, il nostro scrittore appunto, un biondo ragazzo del '54
nato a Brownswille nel Texas che se la rideva sotto i baffi
(virtuali) alla traduzione degli interventi che gli faceva
all'orecchio la sua interprete.

Finalmente il quasi padre del Cyberpunck ha preso il microfono,
un anacronistico monumentale carciofo met ferro e met carbone
con base in pesante metallo che ben si adattava all'ambiente e ha
iniziato avvertendo l'uditorio che non avrebbe approfittato
dell'occasione per pubblicizzare i suoi libri (meno male perch
gi si erano parecchio dati da fare i succitati due) ma ci
avrebbe partecipato il suo pensiero su un paio di scottanti
argomenti: Realt virtuale e Reti Telematiche.

Bene, si veniva al dunque, io ero l apposta per ascoltare il
profeta, lo stocastico che si rivolgeva ai NON addetti.
Finalmente avrei saputo cosa l'essere umano dovesse aspettarsi in
termini di realt virtuale e reti telematiche nel prossimo
futuro.

Davanti a me, credo un giornalista (troppo giovane per essere un
sessantottino) inviato di qualche giornalino trasgressivo di
nicchia, ha sgranocchiato tutto il tempo dei niente affatto
virtuali biscottini, dando all'alato contesto una dimensione pi
terrena e banale.

Nel 2010, sostiene con certezza condiscendente lo stocastico,
ogni essere umano vivente sul pianeta avr il suo terminale
sar in modo permanente collegato ad ogni altro essere umano
tramite Internet.
Chiss perch la mia mente
scattata ai milioni di bambini, di donne giovani, vecchie, vecchi
che ogni anno muoiono per fame in sud America, in Africa, in
certi paesi dell'Est. Nel 2010, i Paesi pi ricchi aiuteranno
quelli pi poveri dotandoli di terminali Internet e tutti questi
sfortunati, seppure famelici ed agonizzanti, se ne andranno a
zonzo attraverso la rete telematica planetaria magari invocando
pane.

Ma non basta, non solo ogni essere umano avr il suo
terminale, ma animali e piante avranno le loro reti che saranno
interconnesse con quella degli uman
i.

Per fortuna, di NON addetti, con e senza sottolineatura, non ce
n'era nemmeno uno perch, a queste dichiarazioni, se ci fosse
stato avrebbe guadagnato l'uscita guardandosi furtivo alle
spalle. Tutto il pubblico, invece, costituito da esperti,
sogghignava felice a queste prospettive, magari immaginandosi in
chat con una tigre dell'Hymalaia posto che l ci siano tigri
piuttosto che con un monaco buddista vecchio di settecento anni,
posto che al mondo ci siano persone cos vecchie, ma in un clima
come quello tutto cominciava a sembrare possibile alla mia mente.

Il collegamento tramite Internet tra umani e animali
servir a risolvere il secolare problema della sgradevole
convivenza uomo/topo
. Ci assicura con un sorriso di
complicit Bruce, come dire: con la tecnologia fregheremo pure
loro!

Ora i topi scorrazzano per la casa approfittando di ogni
pertugio, rosicchiando non solo il formaggio in dispensa ma anche
gli abiti pi preziosi e meglio riposti in armadi che credevamo
sicuri, disseminando la casa di piccoli e fastidiosi escrementi,
riempiendo di squittii le notti primaverili in cui i topi si
disputano una topina di primo pelo. Niente paura! si apre in un
sito Internet un NewsGroups tipo SOC.CULTURE.MICE.HUMANITY e
uomini e topi cominciano a scambiarsi una serie di messaggi sulla
reciproca convenienza di instaurare una pacifica convivenza. Noi,
grazie a loro, potremo avere la casa sempre pulita, e loro,
grazie a noi, potranno avere cibo in abbondanza, un servizio
sanitario per vaccinarli contro le malattie infettive. I bambini
si cureranno della loro pulizia lavando e pettinando la loro
morbida pelliccia e giocando con loro nei momenti che il
terminale gli lascia liberi
. Altro che due piccioni con
una fava! qui si va ben oltre: I topi mangerebbero i nostri
rifiuti e non pi formaggio e abiti "buoni"; non
sporcherebbero pi in giro; non litigherebbero pi la notte
perch imparerebbero a rispettare le topine; non dovremmo pi
preoccuparci delle discariche dove seppellire le tonnellate di
rifiuti che ogni minuto del giorno e della notte l'essere umano
riesce a produrre; non dovremmo spendere soldi per fare regali
alle bambine che sarebbero impegnate con i topi al posto delle
bambole, e i maschietti potrebbero giocare con i nuovi alleati
come facevo io quando ero piccolo con i soldatini di piombo.

Al di l dell'alleanza tra uomini e topi mi rimasta oscura
l'interconnettivit con la rete arborea, qui neanche la fantasia
di Bruce riuscita ad immaginare nulla di men che plausibile e
vantaggioso (almeno per noi). Non riesco a vedere la mia
Cosiddetta Aralia chattare con il pesce rosso nella boccia o con
il gatto vecchio, pigro e malandato della mia vicina con la quale
io non ho mai scambiano nulla di pi che un intelligibile giorno..

Ma ora la Realt Virtuale.

Fuori dalla grande serra che fungeva da sala convegni, oltre le
grandi vetrate, le piante ci guardavano come pesci in un acquario
tropicale. Bruce guardava le piante, Bruce si era accorto che in
un ambiente come quello tra piante pi o meno rare, bambini che
trattavano con la loro realt ludica parlare di realt virtuale
poteva essere riduttivo de ha scelto la via mistica.

Che cos' la realt virtuale senza le piante, senza gli
animali? La realt virtuale senza le immondizie, senza gli altri
uomini, senza i bambini non nulla!
Lo stocastico ora
sembrava un predicatore ispirato ed elencava una filastrocca di
calamit umane senza le quali la realt virtuale non poteva
essere. Devo dire molto interessante e ieratico come effetto, ma
assolutamente povero come contenuti, ma probabilmente certi toni
da predica a messa la domenica all'americano medio non
dispiacciono. Mentre mi stavo mentalmente chiedendo il perch si
dovesse riprodurre nella realt virtuale la realt vera (scusa
Pirandello) si alzato, credo una spettatrice, ma forse era uno
spettatore, che ha concretizzato in onde sonore il mio pensiero.

Si era al termine, e la risposta si persa tra il vociare dei
presenti noncuranti che fosse stata posta una domanda inquietante
la cui analisi avrebbe recuperato un senso alla mattinata che
oramai era irrimediabilmente perduta. Mi ero aspettato un bel
tuffo nel futuro ma mi sono trovato intrappolato in una sacca
temporale che procedeva a ritroso. Questa sensazione diventata
fortissima quando Bruce Sterling, rivolgendosi a noi, uditori
delle sue mirabilia, ci diceva, per gratificarci, che se noi
eravamo li era perch eravamo diciotto, dico diciotto, non meno,
non pi, mesi avanti al resto della gente.

Non so perch quando sono tornato a studio ero furente. Era di
sabato e questo per me significa che avrei potuto lavorare il
resto del giorno e parte della notte senza essere disturbato
dall'esterno, ma il disturbo era interno e non accennava a
dileguarsi. Perch ero cos arrabbiato?


Felice Pagnani - L'UOMO E L'INFORMATICA - gennaio 1995 -
Micro & Personal Computer



 Commenti degli utenti

Non ci sono commenti...



Protected by Copyscape DMCA Takedown Notice Violation Search
1 2 3 4 5
Come ti è sembrato?     Scarso
Eccellente    


Ti proponiamo i Racconti inediti e/o celebri più letti

» Oscar Wilde LA BALLATA DEL CARCERE DI READING
» Howard Phillips Lovecraft LESTRANEO
» Saint Germain IO SONO COSCIENZA, INTELLIGENZA, VOLONTA 3
» Saint Germain PENSARE E CREARE 5
» Marchese de Sade SERAPHINE
Gli ultimi Racconti inediti e/o celebri pubblicati

» monik elena _ io e te
» Sandrino Aquilani - Gli alberi
» Marina Lolli - Aprile 1949-Giugno 2012
» Ferruccio Frontini-Acca
» Non Tutti sanno chi sono - Desiree Dal Pin
» ZioPier - I colori del buio


    Una pubblicazione proposta fra le tante presenti nel sito
Tu sei la mia estate Sei il sole che osa Dove al sole non concesso osare Tu sei lacqua salata del mare Nelle mie narici aperte Il succo delluva che non ho ancora mangiato La polpa granulosa di un fico esploso

    Statistiche generali
Pubblicazioni
6543
Autori registrati
3082
Totali visite
9992311
Categorie
35

Eliminare i file cookie | Torna su   

2000, 2013 © La-Poesia.it | Fondato da Felice Pagnani e ripubblicato nel 2013 dalla redazione di Latamclick.