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Pubblicata il: dicembre 01, 2013 | Da: Gino Ragusa Di Romano
Categoria: Racconti inediti e/o celebri | Totali visite: 1584 | Valorazione:

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Gino Ragusa Di Romano

Ricordi sparsi e divagazioni.


Pietraperzia fu il paesino dove nacqui e dove trascorsi pienamente la mia infanzia, nonch parte delle altre fasi evolutive della mia vita.
Adagiato su un letto collinare, in provincia di Enna, il predetto piccolo paese situato al centro della Sicilia o Cicilia, come la ricorda Dante nelle sue tre bellissime e profondissime cantiche. La Trinacria, altro appellativo della Sicilia, si dice che fu la prima provincia di Roma e, come ci tramanda la storia, anche teatro di tante guerre e di molteplici dominazioni: romane, ostrogote, bizantine, saracene, normanne, sveve, angioine, aragonesi, spagnole, austriache ed altre, che nel bene e nel male hanno lasciato le loro vestigia in tutta lIsola.
Per la sua posizione geografica la Sicilia potrebbe essere un giardino di olezzanti fiori, se la stessa natura estinguesse le poche cattive piante dai fiori velenosi, che, fiorendo, poi i semi allaere espandono col vento, mentre la terra se ne impregna, partorendone altri ancora pi malvagi.
Oh natura inconsapevole, prendi coscienza e non far fiorire pi le piante venefiche, rendendo sterili i loro semi! E voi, piante dai fiori profumati, svegliatevi e producete semi pi potenti, tanto potenti e forti da rendere sempre pi esiguo lo spazio alle predette piante, perch i loro semi si annientino per sempre sotterra per non vedere pi la luce.
La Sicilia potrebbe essere, invece che il sud dellItalia, il nord dellAfrica; potrebbe essere una nazione civile come la Svizzera, ma pi bella e pi completa, perch, oltre alle bellezze naturali che possiede la predetta nazione, vi anche il mare.
La Sicilia potrebbe essere per la sua bellissima posizione geografica un sito veramente ameno, se si debellasse, per, come ho gi detto, la distruttiva feccia, se si risanassero le menti malate e, rimboschendo tutto il territorio, si dotasse quindi di strade bene asfaltate, di strutture alberghiere, dinfrastrutture e di quantaltro per renderla tutta un perfetto paradiso del turismo.
Il popolo siciliano, forse, starebbe cos bene fisicamente, spiritualmente ed economicamente da non dovere, forse, pi strisciare ai piedi dei potenti, da non doversi pi inchinare a nessuno per sottomissione, ma solo per salutare il suo simile per apprezzarlo ed essere apprezzato solo perch uomo; per il benessere che si verrebbe a creare la gente non solo non avrebbe pi motivo di emigrare per cercare altrove un lavoro, ma lavorerebbe proficuamente e con gioia nel sito dove nacque e vivrebbe soprattutto nella serenit e nel calore familiare.
Qualche asservito lettore sapiente ed istruito, di quelli a cui la scienza gli cola fino alle ginocchia dir: Quanta utopia! Dove vive questo sognatore e misero scribacchino?. Mentre il solito leccaculo politicante o mafioso dal cervello arido ed ignorante nella maniera pi rozza aggiunger: Chissu pazzu ! Chi voli cangiari lu munnu stu minchiuni?. Ma qui mi fermo, con la speranza che i benpensanti e ce ne sono tanti, ma non escono allo scoperto per paura, possano dare una giusta risposta, in quanto io non sarei in grado.
Chiss perch, quando affiorano i miei ricordi sugli eventi del passato o del presente, io, riflettendo, divago? Me ne accorgo, per, in certi momenti mi piace cos: ricordare un fatto, esporlo, accennandolo, divagare sullo stesso per un po e poi rientrare di nuovo in argomento. Questo mio modo di scrivere non so a quanti piacer, ma io, poich in questo momento mi viene spontaneo scrivere cos, lo ritengo valido: non essendo monotono, terr forse pi attenta la mente del lettore.
Ritorno quindi a ricordare il mio paese, dove mio padre possedeva una modesta casa in campagna, non molto lontano dal centro abitato, che si raggiungeva, infatti, con una giumenta, mezzo di trasporto della nostra famiglia, ma quasi tutte le famiglie allora possedevano un equino o pi di uno come mezzo di trasporto non solo, ma anche e soprattutto per i ricorrenti lavori della terra, essendo in quel tempo gli abitanti del predetto paesino, come tanti altri, prevalentemente dediti allagricoltura e in minor misura alla pastorizia.
In quegli anni quasi tutte le case di campagna erano regolarmente abitate dagli stessi contadini, veri coltivatori diretti della terra, che purtroppo col cosiddetto padrone, proprietario dei terreni concessi agli stessi a mezzadria, dovevano dividere a met i prodotti del suolo e degli alberi o quantaltro si ricavava dalla coltivazione del terreno ed anche dallallevamento del bestiame.
Allora era questa la prassi, ma, come sempre, le concessioni a mezzadria, enfiteusi, colonia, soccida ed altre forme di contratto si concludevano a discapito del pi debole, del misero contadino, che non poteva lamentarsi e sopportava spesso in silenzio e in modo dimesso le angherie del padrone in aggiunta alle pesanti fatiche quotidiane per potere sfamare s stesso ed i suoi familiari.
I cosiddetti padroni, proprietari terrieri, chiamati anche nobili, si riunivano in Pietraperzia in un locale chiamato Casino o Circolo dei nobili, dove, per averlo frequentato nella mia giovanissima et, avendo qualche amico nobile, notai che pi che nobili, in relazione al loro comportamento gli stessi erano uomini triviali e sboccati, dei disonesti bighelloni, che simpinguavano, facendo sudare i sottomessi contadini, che erano sempre pronti a riverirli, salutandoli cos: Voscienza benedica. Con qualche riserva, talvolta il loro sudiciume morale, rivestiva anche il loro corpo. Erano dei prepotenti e pi volte mi accorsi che erano pronti, anche senza nessun motivo, seduti in estate su uno spiazzo davanti all'ingresso del circolo, a mortificare la dignit di qualche donna, che di l passava, o di investire ad alta voce i loro contadini, che magari chiedevano loro di differire la data di qualche cambiale o quantaltro.
Questi cosiddetti nobili erano quelli che, approfittando della povert e delle difficolt dei loro sudditi, pur non praticando ius primae noctis, soddisfacevano i loro piaceri con le mogli o con le figlie dei predetti contadini, che abitavano in campagna nei tuguri da loro concessi. I poveri contadini, pur essendo, talvolta, a conoscenza di tali angherie, dovevano starsene zitti per non perdere quelloccasione di lavoro, unica fonte di sostentamento della famiglia.
Avevo compassione di questa gente debole che, tante volte offesa, taceva, sinchinava e sottomessa se ne andava. Questi erano i nobili del mio paese, che io conobbi. Nelle loro case qualsiasi occasione era buona per festeggiare, mentre nelle case o meglio nei tuguri e nelle catapecchie dei poveri si accumulava la miseria su miseria con tutte le conseguenze che ne scaturivano.
In maniera diversa con sistemi apparentemente civili, diplomatici, quindi ipocriti, e con violenza psicologica anche oggi, purtroppo, nei vari settori delle attivit e nei rapporti tra gli uomini prevale la legge del pi forte, la legge della giungla e non il diritto o meglio lhumanitas.
Oggi, pur sporcandoci la bocca di termini civili come fratellanza, uguaglianza, libert, pace ed altri valori, i cui significati rimangono solamente descritti sulle pagine dei vocabolari o sopra nel rigo dove io li ho test elencati, come sempre, purtroppo valido il detto di Plauto: Homo, homini lupus .
Ma tutto ci in altre remote epoche, forse, poteva anche essere accettato, poich quei tempi erano in fase di civilizzazione, non vi era tutto ci che la scienza e la tecnica hanno prodotto e poi hanno messo a nostra disposizione; quei tempi noi li dovremmo considerare propedeutici, preparatori di una societ migliore.
Letto quanto ci tramanda la storia, noi avremmo dovuto con intelligenza far tesoro delle poliedriche fatiche di tutti i nostri predecessori e mettere in pratica un altro detto, homo homini deus, si diligit proximum suum sicut se ipsum, che ci avvicinerebbe veramente al Quid superiore, cui da sempre qualsiasi uomo, di qualsiasi razza vivente sulla terra, crede in un modo o in un altro, perch sa che in lui e nei suoi simili non si concentra il tutto; sa di non essere completo e vuole appoggiarsi, trovare conforto, sicurezza. Il tutto, infatti, ognuno di noi lo cerca al di fuori di s stesso; in alto, nello spazio, luomo, drizza gli occhi quando la sua mente avverte in relazione agli imprevedibili accidenti della vita la sua totale terrena impotenza.
Vorrei, comunque, a questo punto, absit iniuria verbis, esprimere un mio pensiero e vorrei anche che nessuno si scandalizzasse, anzi ne potesse trarre beneficio o sollecitazione ad approfondire largomento e dare pi giuste spiegazioni a chi come me poco convinto a causa delle limitatezze del proprio intelletto, per stanchezza o per varie altre difficolt. Infatti, quando si stanchi o in difficolt ci si rivolge a Dio, perch cos ci hanno insegnato i nostri avi e poi ognuno di noi ha fatto propria questa genetica abitudine.
La debolezza umana, la mancanza di solidariet tra gli uomini e limpotenza di fronte alle alterne vicende che la sorte ci oppone, fanno s che luomo creda in un essere superiore a lui. Il Dio o gli Dei, a seconda di come s immagina ed a seconda di come si crede, in maniera monoteistica o politeistica, sono solo fantasmi, inventati dalla nostra mente debole ed ignorante a causa delle limitatezze sotto tutti gli aspetti del nostro quotidiano vivere.
Se noi vivessimo con solidariet, se fossimo veramente fratelli, luno allaltro, e se avessimo la sicurezza che, riponendo tutta la nostra fiducia nel nostro simile, lo stesso poi desse a noi la prova esemplare di continuo metabolismo affettivo in tutte le sfaccettate sfere della vita, ritengo, con qualche riserva certamente, che nessun uomo nei momenti di sconforto o di qualsiasi difficolt alzerebbe le mani al cielo per chiedere aiuto, ma si rivolgerebbe immediatamente al suo simile pi vicino, al primo passante, pur non conoscendolo, perch convinto che nellaltro pu contare.
Ges in croce chiamava Dio, perch in terra sapeva che non ci sarebbe stato nessuno che lavrebbe potuto salvare. Il sacrificio sulla croce, truce olocausto come tanti altri che la storia tramanda fino ai nostri giorni, sar vero o falso, ma il messaggio, ama il prossimo tuo come te stesso, che il racconto ha diffuso nei secoli fortemente esemplare, talmente importante che noi uomini avremmo dovuto metterlo intelligentemente subito in pratica, perch, tra laltro, ci conviene per vivere senza disperazione, senza doverci difendere continuamente dalle azioni malefiche del nostro simile, al quale soprattutto oggi non si crede pi, anzi si presume sempre che simuli e pertanto bisogna stare attenti. Cave canem!
E un vero peccato originale non avere inteso il messaggio di Ges; proprio questo, ritengo, il peccato originale che alberga in ogni uomo dalla nascita al morire; proprio questa la pesante zavorra, di cui subito dovremmo liberarci per sempre.
Gli uomini, se intendessero ed applicassero il predetto insegnamento di Ges Cristo, vivrebbero veramente in pace tra loro, poich questo lunico pilastro attorno al quale dovrebbe ruotare ogni essere vivente. Invece c chi specula e trae ingenti risorse di varia natura, avendo trovato nei secoli un buon pretesto per costruire fantasmi sul sacrificio di Ges Cristo.
Tali sono, infatti, gli amministratori della chiesa cosiddetta cattolica e per altre credenze gli amministratori di tutte le varie chiese. Questi sono gli unici che se ne giovano; come i maghi, imbrogliano i deboli, i derelitti, gli ignoranti e quanti si trovano in difficolt; questi vivono bene a discapito di quanti nei momenti pi difficili della vita ricorrono a Dio o agli Dei o ai maghi, ritenendo i sacerdoti diretti mediatori o sensali che intercedono presso Dio per avere le sue elargizioni e i maghi uomini potenti che detengono forze misteriose per debellare le negativit di qualsiasi natura e far sentire bene il malcapitato.
Adolescente e fino alla maggiore et seguivo la religione cattolica e sentivo che Dio, che la Verit e lAmore, si poteva raggiungere solo attraverso quel cammino, ma a poco a poco cominciai ad essere pi osservatore e mi accorsi che gli amministratori della predetta chiesa pi che apostoli erano, come sono, amministratori di denaro e di servizi a pagamento.
Non ebbi pi quindi una buona impressione, soprattutto perch le loro prediche molto piatte erano anche ipocrite e notavo soprattutto che i cosiddetti fedeli, osservando il loro comportamento dentro e fuori della chiesa, che per me non era pi affatto unassemblea di anime pie, non erano particolarmente devoti e che andavano in chiesa pi per distrarsi che per stare in raccoglimento, per rispettare le tradizioni, magari per occhieggiare un uomo o una donna, per esibirsi, per fare un defil di moda, offrendosi cos alla vendita in senso lato, per fare, come si dice, falsa politica o carriera politica, per ostentare la fede o il pentimento per poi commettere clandestinamente efferati delitti e quantaltro di non religioso e disumano.
Mi vergognavo davanti a Dio di un simile spettacolo e di non avere quel raccoglimento, che desideravo, perch distratto da quanto avveniva, nonch dai miei relativi pensieri.
Compresi che dovevo abbandonare quel luogo di falso culto della preghiera e del non raccoglimento; l, infatti, non tolleravo che si potesse conciliare quanto, a cui ho test accennato, insomma che Dio e Satana convivessero sotto lo stesso tetto. Non potevo andare avanti cos.
Cos ben presto cessai di andare a quelle funzioni teatrali religiose, che si tenevano in ore prestabilite dai vari preti sul palcoscenico della chiesa tra laltare e la platea. Interruppi definitivamente i miei rapporti con la struttura chiesa ed eressi un mio tabernacolo nel mio cuore, avendo filo diretto con Dio, attraverso la preghiera che genuina mi usciva dalla mente e con qualche buona azione compiuta nel silenzio durante le diverse attivit, a cui ero preposto ad attendere durante il giorno.
Mi riaccostai alla chiesa verso i cinquantacinque anni con tanta speranza, la seguii per un po, ma a distanza di molti anni la ritrovai, ahim, peggiorata alquanto. Oggi con risentimento e rabbia verso coloro che gestiscono male un bene prezioso per la vita umana e di conseguenza per tutti gli esseri e per tutto ci che esiste sulla terra mi ritrovo a scrivere quello che il lettore legge.
Qui vorrei fermarmi, con la speranza che chi legger, potr trarre le conclusioni pi intelligenti. Dire di pi sarebbe inutile, la storia che ci racconta nei secoli i fatti e il cattivo comportamento degli amministratori della chiesa; fatti, che si perpetuano nel tempo e cui quotidianamente assistiamo.
Errare humanum est, perseverare autem diabolicum. La storia - diceva Gramsci insegna, ma non ha scolari ed io vorrei aggiungere, aggiornando quella frase ai nostri tempi, che oggi la storia ha molti scolari e molti docenti, ma, purtroppo, pochi discenti e pochissimi maestri.
I cosiddetti sacerdoti hanno veramente capito da secoli il vero messaggio di quellolocausto avvenuto duemila anni fa sul Calvario e cos lhanno scrupolosamente messo in pratica, tramandandolo nel tempo in lingua latina, greca o in altre lingue in senso lato, insomma con tutte le loro invenzioni artificiose per imbrogliare i loro proseliti, che avrebbero prodotto poi sempre pi proseliti.
Cos sono venuti fuori anche i Santi, altri semidei, che, come gli Dei che abitavano lOlimpo, proteggono i calzolai, gli automobilisti , gli avvocati, i cacciatori, insomma sbizzarritevi voi miei cari lettori. I veri santi sono gli uomini che amano il prossimo ed operano nel silenzio, aborrendo il clamore di ci che fanno.
Le beatificazioni e le santificazioni sono farse. Non necessario fare queste cose, tributare questi cosiddetti onori, in quanto questi uomini hanno fatto il loro dovere da uomini, mentre chi sta a guardare il loro comportamento solo capace poi di elogiare con le parole ed incoerentemente agire peggio di prima.
Poi chi sono costoro che, giudicando, beatificano o santificano? Magari, come ripeto, sono dei mascalzoni della chiesa. Lasciamo che sia Dio a giudicare, a premiare o a castigare; sostituirsi allo stesso, significa peccare di presunzione.
Luomo non pu arrogarsi questo potere, essendo fallibile, e chi a qualsiasi livello e nei diversi settori delle attivit abusa, un pazzo o un imbroglione o attenta alla grandezza della divinit, come, si dice, fece quel bellissimo angelo, chiamato Lucifero. Sostituendosi a Lui, luomo diventa un altro Satana e tali sono coloro che praticano codeste celebrazioni di beatificazione e santificazione, cui ho sopra accennato.
Questi imbroglioni hanno una perfetta organizzazione centrale e periferica veramente capillare dei loro vari ministeri e delle loro gerarchie ecclesiali in tutto il mondo. Anche se non veramente cattolica in senso greco, la chiesa cattolica conta moltissimi esseri, credenti, meno credenti ed altri che fanno finta, che, come si nota, vanno dietro ad essa. Quindi, vista la sua organizzazione, ritengo che, soprattutto, si tratta di organizzazione politica, pi che religiosa; anzi la religione per la predetta chiesa il pretesto principe per adescare e reclutare nuovi adepti.
Penso che alberghi in quel monte Vaticano il covo della cattiva politica, da cui vengono fuori poi le diverse teste dellIdra o i tentacoli della piovra. Vi sono, infatti, in gran parte della terra direzioni, ispettorati, agenzie, sub agenzie e collaboratori con a capo vari monsignori. La chiesa cattolica, nella persona dei suoi amministratori, per assolvere al suo giusto ruolo dovrebbe essere aliena dalla politica e, soprattutto, dai politicanti; i preti, infatti, sono gi degli eletti, vocati a servire Dio e non dei conniventi servi-padroni dei vari partiti.
La chiesa non dovrebbe avere diritto di voto; essendo cattolica, come si definisce in senso classico, quindi universale, dovrebbe provvedere solamente alla cura delle anime che popolano la terra con i mezzi che Dio prescrive.
Il contrario di quanto sopra ho scritto produce, come ognuno di noi sa, effetti sempre pi deleteri. Il compito dei preti quello descritto dal Vangelo e non altro; chi lo sente per vocazione lo metta in maniera esemplare in pratica, chi non lo sente non sporchi labito talare, ma si arruoli apertamente e senza ipocrisia nella schiera dei masnadieri.
Ges non fu un monsignore, n un pluralis maiestatis, fu un semplice uomo, un povero missionario che fu crocifisso, come si legge, perch uomo e non monsignore.
Luomo, infatti, dice il messaggio cristiano, deve comportarsi da malfattore o da monsignore, se no finir sulla croce.
Con qualche eccezione, molti amministratori della chiesa, cosiddetta cattolica, in pectore cos nei secoli lhanno inteso e lintendono e di conseguenza cos si sono comportati e si comportano.
Il termine o appellativo sacerdote, sacer = sacro e dos = dote, qualit, pregio, non lo meritano, in quanto per le loro delittuose azioni commesse nei secoli e che si perpetuano ancora oggi, come la storia ci narra e la cronaca oggi, meglio chiamarli sacrileghi; la loro dote, infatti, quella di far dote, arricchirsi in mille modi col pretesto di trattare il sacro, il divino.
Imbroglioni! Voi siete la zavorra pi pesante, di cui gli Stati dovrebbero liberarsi. Vergognatevi, individui ipocriti, di fare scempio ed asservire i vostri simili.
Voi siete dei sepolcri imbiancati e delle madonnine infilzate. Siete proprio voi ad allontanare luomo dal suo simile.
Voi siete quelli che volete che gli altri facciano quello che voi dite e che voi stessi non fate, pesando gravemente sul bilancio umano.
E anche inutile dire di quanti privilegi godete voi e tutti i vostri addentellati.
Il cosiddetto Papa va al Gemelli per uninfluenza e si mobilitano i tanti pecoroni, la stampa e quanti altri, insomma un affronto fatto alluomo, al povero cittadino, al lavoratore, allanziano pensionato, a chi non ha e per questo motivo non , a chiunque paga le tasse e non vive disonestamente o da parassita.
Ma, ahim, possedendo questessere infelice solo la sua dignit di uomo, quando ha bisogno di un ospedale per malattie ben pi gravi spesse volte trova tutte le difficolt, di cui ognuno di noi sa e, non potendosi appoggiare al suo simile, che fa? Alza le braccia al cielo e prega Dio, ma la risposta e quella che ognuno conosce e quindi va dal monsignore o dal politico di turno; se non ha nessun protettore, deve pagare la tangente al personale medico o paramedico per avere qualche attenzione, che dallaltro viene erogata sempre falsamente in relazione e in proporzione allobolo incassato; se, infine, il malcapitato non ha nessuno e non ha denaro, diventa solo un numero.
Luomo, talvolta o spesso, si pente di essere nato e si sente colpevole di vivere, perch la societ lo emargina e talvolta lo esclude, in quanto non ha e per questo motivo non .
Insomma questa la dura realt, che tutti conosciamo per averla vissuto, purtroppo, in maniera epidermica pi o meno.
Quindi sappiamo quali sono le disoneste procedure, cui ci si sottomette spesse volte per ricevere un servizio umano, che dovrebbe essere erogato a qualsiasi uomo, vivente sulla terra, non solo per diritto, ma soprattutto per dovere, senza ferire la sua dignit, specialmente in quei momenti, in cui pi debole, perch malato.
E indegno quello che avviene e cui assiste luomo, inerte spettatore, che a forza subisce e sommessamente tace.
Gli uomini vengono sulla terra non per loro gradimento, ma perch qualcuno, magari spesso senza amore li mette al mondo; pertanto, non hanno nessuna colpa di esistere.
Anzi coloro che gi sono sulla terra e sanno gi cos la sofferenza non dovrebbero fare altro che accoglierli e fare in modo che gli stessi si possano sentire durante la loro vita vicendevolmente ospiti luno dellaltro.
Se cos non sar, il contrario del mio ragionamento, che purtroppo viviamo quotidianamente, produce e produrr sempre gli effetti deleteri, di cui siamo dolosamente coscienti.
Mi dolgo che luomo Wojtyla soffra tanto e che nei momenti della sua agonia quindi riceva tutto il conforto e la solidariet, di cui ha bisogno, ma non condivido le discriminazioni tra gli uomini, in quanto ogni uomo che su questa terra soffre deve ricevere, non mi stancher di ripeterlo, tutte le umane attenzioni e le doverose cure, cos come vengono erogate alluomo-papa, alluomo-presidente, alluomo che detiene il sudicio potere.
Tutti sanno e quindi taccio sul chiasso che si fatto alla morte delluomo-papa, preferisco non ampliare oltre largomento. Quante speculazioni sul morto! Quante parole, che restano tali! Quante false e teatrali celebrazioni.
Non abbiate paura! Fratelli, cui do voce, toglietevi una buona volta il bavaglio! Ribellatevi e debellate i fautori di questo malcostume!
Luomo grande di per s ed ha dignit solo perch uomo e come tale devessere rispettato ed amato dal suo simile; chi in qualsiasi modo e con qualunque mezzo lo rende servo e sottomesso al proprio volere devessere curato, perch di malato di mente si tratta.
Luomo, purtroppo, nei momenti di debolezza, per via del bisogno, indifeso, ritorna bambino, perch bambino rimane; da piccolo chiama la madre e da adulto invoca e volge gli occhi al cielo, ma il cielo appartiene alle eminenze, ai monsignori ed ai loro addentellati e per ricevere grazie, le stesse devono essere pagate lautamente dai deboli ai predetti mediatori del Dio o degli Dei che stanno in terra, insomma ai vari feticci della chiesa cattolica, della politica e della delinquenza.
Ma se rimarr bambino, luomo, e vorr continuare ad esserlo, la sua sorte segnata, sar un eterno schiavo, mentre altri vivranno da forti sulla sua debolezza e da ricchi sulla sua miseria.
Sarebbe meraviglioso, se luomo restasse bambino, visto quello che succede quando presume di fare ladulto.
Ma io stesso che ho espresso il mio pensiero sono il primo a sollevare le mani e gli occhi al cielo, poich, debole ed indifeso come tanti, ho talmente radicato nel mio DNA il gene che ha nome Dio, da non potermene liberare e penso che non ci riuscirebbe neanche il migliore esorcista a debellarlo.
Dio, un piccolo nome, ma dimmensa illusione, un grande fantasma, di cui non si potr fare a meno, finch luomo non rispetter ed amer il suo prossimo come fece Ges.
Uomini di chiesa, in nome di Ges vi prego di vestire un solo abito, bruciate tutti gli altri, onorate labito talare, dedicandovi solo alle missioni, come gli apostoli, ed a non altro che vi allontani e vi distragga dallo scopo principe, cui vi sentite chiamati e cui per vostra scelta e predisposizione dellanima vi siete votati.
Allontanatevi dalla politica, dagli sfarzi, dai commerci; amate solo Dio e con le opere esemplari, come fanno pochi tra voi, siate forieri di amore e di pace tra gli uomini.
Lasciate aperte tutte le chiese, perch i fedeli possano entrarvi in qualsiasi ora del giorno e della notte per il loro spontaneo raccoglimento.
Aborrite tutti gli ori e gli argenti e tutti gli effimeri tesori, di cui sono pregne le vostre sontuose chiese e le annesse sacrestie, a causa dei quali fate commercio a livello centrale e periferico.
Bruciate gli sfarzosi paramenti, che, tra laltro, vi fanno sembrare dei manichini, che stanno per rappresentare in maniera ridicola scene teatrali di bassa interpretazione.
Preti, suore ed addentellati, chiaro che mi riferisco a tutti dal papa ai sacrestani, voi, se vocati allordine per vostra libera scelta, dovreste essere ritualmente castrati, onde evitare gli scandali, cui assistiamo, pedofilia, congiunzioni sessuali con suore etc, dovreste sentire la castrazione come voto per una totale dedizione a Dio. Certamente la chiesa perderebbe molti proseliti, forse il 90%, ma la restante parte sarebbe sicuramente sana. Voi, che, si presume, ne abbiate pi titolo e, soprattutto, predisposizione dellanimo, dovreste accudire proprio voi in tutti gli ospedali gli ammalati; per questo nobile servizio siete i pi idonei come barellieri, inservienti, infermieri, medici, insomma come personale paramedico e medico. Lo stesso dovreste fare nelle carceri: dovreste affiancare in maggior numero le guardie carcerarie e sulle strade cittadine, nei diversi quartieri, dovreste vigilare le anime ed intervenire in pronto soccorso, se vi bisogno, cos come i poliziotti vigilano per la sicurezza dei cittadini ed al bisogno poi intervengono. Insomma uscite fuori dai vostri covi e proiettatevi con amore a rendere pi cristiana la societ.
Non fate pi commercio dicone, di corone e di quantaltro, non fate speculazione disonesta sulluomo dalla nascita alla sua morte, come fate adesso con le varie tangenti applicate sui battesimi, cresime, matrimoni, funerali, messe semplici e cantate per vivi e per morti (chiss quale differenza c tra semplice e cantata?), sacre ruote.
Insomma, che finiscano tutti i privilegi e le immondezze da voi inventati per estorcere denaro, perch destorsione si tratta ed anche di evasione fiscale; reati che dovrebbero essere perseguiti dufficio e condannati dalla magistratura. I maghi vengono perseguiti, ma gli amministratori della chiesa no; anzi agli stessi, dulcis in fundo, oltre agli altri privilegi concesso per legge di ricevere un piccolo regalo annuale: il cosiddetto otto per mille, al quale, per la sua destinazione da parte di chi presenta la dichiarazione annuale dei redditi, viene fatta martellante pubblicit alla televisione come ad un detersivo, allacqua minerale o a quant altro: la religione diventata un business per la chiesa cattolica.
Quanto detto sopra per codesti amministratori, in relazione alla solidariet ospedaliera, carceraria et cetera, certamente implicito che vale per tutti gli altri amministratori di tutte le istituzioni pubbliche e private, nonch per tutti i cittadini, che intelligentemente dovranno adoperarsi alla buona riuscita di questo magnifico progetto, cui sto facendo cenno, con tanta solidariet religiosa con i novelli sacerdoti, non pi elettori di feticci per loro scelta umana e cristiana, ma apostoli e missionari senza frontiere.
Non se ne pu pi. Aborriamo la guerra tra gli uomini e seguiamo i sentieri della pace. Vogliamoci bene, non ci costa niente, anzi assaporeremo la vita e sentiremo il suo buon gusto dallalba al tramonto.
Homo homini deus et toto pectore amare e non pi homo homini lupus, questo dovrebbe essere il motto che dovrebbe guidare gli uomini, poich sappiamo tutti quanti gravi conflitti ed orrendi, deleteri atti terroristici, come ci tramanda la storia, produce lapplicazione della dannosa frase di Plauto, sopra riportata.
Lindignazione, talvolta, mi spinge a ripetere cose che tutti sanno, soprattutto moltissimi intellettuali che conoscono profondamente i fatti storici a menadito; ma anche senza essere un intellettuale, quindi un normale cittadino come me, ci si accorge dellamara realt e non si pu continuare a vegetare passivamente, si sente proprio il bisogno umano di spronarsi e spronare i propri simili a cambiare rotta nella direzione sopra descritta per il bene personale e di tutta la collettivit.
Qualcuno, con cui ho dialogato, magari in maniera sommaria, su questi argomenti, mi ha risposto che sarebbe giusto che le cose cambiassero ed anche gli uomini, ma aggiungeva anche che sarebbe stato meglio se ognuno di noi, senza affannarsi tanto a pensare a trasformare gli altri, migliorasse se stesso.
Ma io ritengo che le mie sollecitazioni a chi certamente non sordo naturalmente, ma ha solo gli orecchi otturati e non la mente, possano suonare echi armoniosi per poter distrarre la sua attenzione nella giusta direzione.
Adesso, per, vorrei ritornare a ricordarmi dei miei anni infantili, perch alla mia et piacevole qualche volta ricordarsi del tempo passato; sembra quasi di avere qualche anno in meno e, se si va un po sovrappensiero, proiettandosi nella realt di allora con la fantasia, si riesce a rivivere quella stessa et, in cui avvennero quei remoti fatti.
Ritorna di nuovo alla mia memoria quella casa di campagna, ma soprattutto la vegetazione di allora di quel sito e la vista panoramica. Si andava l di solito nei mesi estivi e durante tutto quel periodo mio padre, mia madre ed io ci alzavamo allalba ed al suo chiarore, seduto a terra o appoggiato al tronco del carrubo, io aspettavo, aspettavo per mirare laurora, che mi offriva i primi raggi del sole, che risvegliano dolcemente la natura.
Era bello stare immerso nella natura; mio padre e mia madre minsegnavano sempre pi ad amarla, standole spesso vicino, passeggiando e mirando, ascoltando i suoni e i silenzi magari seduti su un greppo.
Quante volte, appoggiata la mia testa sulle ginocchia di mia madre, seduta su un muretto antistante la casa, in silenzio ascoltavo dei grilli i loro striduli suoni, il garrire delle rondini, il chi dellassiuolo. La natura - mi diceva mia madre - anchessa una dolcissima madre, che comprende i bisogni dei suoi figli ed a loro si dona, sempre incline a concedere i frutti e loblio necessario alla vita.
Sin da piccolo io ero vicino alla natura, che spesso suscitava in me sensazioni infinite ed indefinite: suoni, richiami, ricordi; i miei compagni durante la mia permanenza in campagna erano sempre gli uccelli, le piante, i fiori, gli insetti etc
I palpiti della natura li sentivo dentro di me e volentieri mi abbandonavo ad essa in contemplazione, confondendomi nel verde e respirando laria balsamica che oggi non conosciuta ai pi; godere del suo contatto, della sua pace e dei suoi paesaggi campestri significava vivere ed ammirare i quadri pi belli in un loro continuo rinnovarsi. Quanti aspetti lieti o melanconici si colgono nella natura immersa nel silenzio arcano, rotto soltanto da qualche isolato rumore.
Incantato, io ti ho cantato, natura, alla luce del sole ed a quella delle candele; tu mi hai ispirato sentimenti ed hai prolungato nel mio animo le sensazioni pi forti, che poi sono sfumate in un alone di spiritualit indeterminata.
Laria fresca e pura del mattino, passeggiando con mia madre, ossigenava la mia mente e, aspirandola, sentivo che si espandeva nel mio petto, dando vita al mio spirito ed al mio corpo. Nellora lunare scendeva balsamico il silenzio ed i pensieri sfumavano nell'oblio del sonno. Era bello vivere, ero felice e tra gli alberi correvo spensierato, rincorrendo farfalle, grilli, lucertole ed uccelli; mi arrampicavo sugli alberi e, gridando la mia gioia al silenzio, rotto soltanto da quegli esseri armoniosi che io prima mentovai, assaporavo la vita e ritornavo, poi, nella mia vecchia casa di paese, ritemprato.
Questo rimpianto della vita in campagna, da dove a forza le migliori e giovani braccia si allontanarono per cercare altrove il sudato pane, c ancora e soprattutto oggi.
La vita per me era luce e speranza. Non mi mancava niente, ma non avevo niente. La mia infanzia come quella di tanti ragazzi non fu da me vissuta negli agi, ma anche la mia giovinezza e la mia maturit ebbero la stessa sorte. I miei giocattoli me li costruivo con materiali di risulta: cerchi di biciclette, pezzi di stoffa, scatole di cartone, stecche di parapioggia e tanti altri materiali che inutile elencare; da questi prendevano forma palle da gioco, carri, case, archi etc. Ero contento ed anche soddisfatto di costruire i miei giocattoli, anzi i nostri giocattoli, poich a quel lavoro partecipavano con tanta inventiva e perizia molti miei compagni di strada.
La strada ci vedeva crescere e ci forgiava alla vita. Si giocava quindi sulla strada o meglio sulle strade, dove simpara a vivere, a socializzare, a costruire, ad inventare, ad immunizzarsi, a soffrire, a gioire, a conoscere la generosit, lamore, la cattiveria, lodio e tutto ci che di positivo e di negativo offre alluomo il quotidiano vivere. La strada , come ho gi detto, lofficina dove gli uomini plasmano le loro menti e il loro corpo. Gli sforzi per superare le difficolt della vita e le sofferenze temprano la mente delladolescente, che divenuto uomo, poi non sar mai nel bene o nel male una canna che si piega al primo soffio di vento .
La sofferenza certamente sulla terra regna sovrana dallalba al tramonto della vita, ma luomo, che la conosce sin dai suoi albori, poco dopo la sua nascita, avendola incontrata pi volte ovunque, credo che potr sicuramente fregiarsi del predetto appellativo e sentirsi veramente uomo solo se accetter la sofferenza medesima come ingrediente del suo quotidiano vivere e dominer la stessa, traendo il bene e il bello che essa produce allanimo umano.
Bisogna guardare allorizzonte, i monti e le valli non dovranno mai ostruire il nostro occhio, ma intrepidi bisogna valicare gli stessi, che sinterpongono tra la nostra mente e lorizzonte. I monti e le valli, che non sono altro che i falsi piaceri, le menzogne, le cattive persone, i facili guadagni, le illusioni, le mollezze, le compagnie di falsi amici.
Durante questo viaggio forzato sulla strada ho incontrato, ho conosciuto e quindi ho abbandonato le predette zavorre, inutili pesi, che fanno arrancare e talvolta fanno segnare il passo, impedendoci spesso di arrivare in tempi brevi allorizzonte del bene o di farci perdere completamente durante il cammino.
Certamente il cammino lungo ed impervio, sincontrano tempeste e tenebre; allorizzonte, per, svaniscono le stesse per lasciare poi libero il passo alla luce, che lo spirito risveglia.
Allorizzonte lincubo sannienta ed io sono rinato pi temprato e pronto a rivivere e a donarmi per il bene della collettivit, credendo nellamore e nella libert, che sono i motori che sollecitano alla solidariet umana ed alla naturale conservazione di tutte le specie esistenti sulla terra.
Niente di nuovo, perch tutti sappiamo che cos per aver letto tanto e dialogato a lungo su questi argomenti, su cui di solito siamo daccordo solo quando si disserta sugli stessi; ma se ci sar un eventuale lettore di questo mio modestissimo scritto, spero che per lo stesso queste mie parole possano avere leffetto martellante della buona pubblicit e si renda conto che tempo di mettere in pratica per il bene comune ci che oggetto di mera dissertazione.
La strada minsegn ad amare e ad odiare. Io, crescendo, scelsi lamore e con esso la libert. Amore, significa rinunziare al benessere personale, sublimarsi attraverso di esso.
Lamore ha le pi spiccate risorse per guarire qualsiasi ferita e, quando simpossessa del cuore delluomo, lo trasforma e gli d una forza che lo rende invincibile a qualsiasi attacco.
Lamore nutre luomo e lo nobilita, la vera ragione del nostro quotidiano vivere e del nostro sereno morire.
Queste parole, mentre scrivo, mi fanno ricordare i miei primi elementari, ma vitali educatori: mio padre e mia madre, scomparsa da poco, il 13 dicembre 2004, la quale qualche giorno prima di morire, conversando con me su diversi argomenti, infatti, fece riferimento ai predetti valori, ai quali ho test accennato. Ella fu per mio padre la sua collaboratrice ed il suo appoggio, sempre al suo fianco nelle poche gioie e nei tanti dolori. Io non vi dimenticher, finch vivr, o miei amati maestri! Ho legato i vostri due cognomi per onorarvi anche cos. Dallet della ragione ho sempre creduto nella parit tra uomo e donna e nel loro reciproco rispetto tanto, da capire che giusta cosa che il cognome della donna-madre non rimanga ignoto dopo il suo matrimonio; anzi, sia di prestigio ai figli potersene fregiare. Non mi soffermo su questo argomento, poich, a prescindere dal pensiero di qualche imbecille, lapalissiano quanto ho gi test scritto. Quindi pari diritti, pari doveri e pari dignit in tutte le direzioni e in tutte le espressioni del quotidiano vivere. Le leggi dello Stato possono sancire tanti comportamenti, ma sono delle imposizioni; quindi, se non ci sar coscienza, lannosa lacuna nei confronti della donna non sar mai colmata e luomo sar monco.
Dianzi accennavo alla libert, che non libertinaggio, ma la spinta pi forte che sollecita luomo ad agire con consapevolezza sempre per il bene del prossimo.
Luomo, infatti, perch possa compiere le sue buone azioni ha bisogno di sentirsi libero di agire e di adoperarsi senza nessuna costrizione, in quanto di sua natura aspirare alla libert.
Io sentii forte questo bisogno nella mia adolescenza, che pi intenso divenne poi in tutte le prossime fasi evolutive della mia vita. Cos vissi non da liberto, ma da uomo libero.
Tutti gli esseri della terra vorrebbero vivere in libert la propria vita, ma soprattutto lessere umano sente questo bisogno innato di vivere liberamente, soffrendo o gioiendo; per, giusto che luomo, agendo sempre per il bene collettivo, non rifiuti lesperienza altrui o il buon consiglio.
La libert, infatti, come ho gi detto, non libertinaggio, ma giusto discernimento dei fatti, dei sentimenti, premio e castigo, equilibrio della mente nei confronti di tutto.
Luomo libero non vive con ipocrisia, nella menzogna, anzi sempre alla ricerca della verit, che rende sempre luminoso il suo sentiero, come individuo, come persona e come membro della societ mondiale.
Io ho sempre amato la verit, mi sono sentito pi forte nel ricercarla e nel diffonderla unitamente agli ideali di libert, che danno coraggio di lottare contro il male e riescono sempre a ristabilire in noi lequilibrio, che talvolta si perde a causa delle pressioni esterne o degli istinti.
Io ho avuto dellamore, della libert e della verit una grande attrazione. So anche che la gioia si conquista giorno per giorno col sacrificio e col sapersi accontentare e che rispondere al male con il bene la pi grande vendetta e il pi alto riconoscimento che luomo pu elargire a s stesso, facendo un sommo bene alla collettivit.
Qualcuno per potrebbe dire che non bene dire tutto ci che si sente nella propria mente, anche se fosse bene tutto quello che si sente, in quanto bene anche frenarsi nel dire liberamente ci che si sente, soprattutto quando non si vive liberamente. Simulare e dissimulare oggi condizione del cosiddetto vivere civile e poich alla natura umana non data la possibilit di vivere nella luce della verit, chi vuol vivere da uomo libero ritenuto un Don Chisciotte, che non conoscendo la dissimulazione e volendo vivere nella verit, un visionario, un pazzo.
La simulazione e la dissimulazione qualcuno dice che unarte, unarte indispensabile per luomo ed anche legge di vita perch non viva la stessa in maniera miseranda, scegliendo un inutile sacrificio, vista la brevit della vita.
Io credo per che chi vive nella verit o alla ricerca della stessa assolve al compito umano pienamente, chi vive con ipocrisia e nellipocrisia vive in uno stato di difesa e di offesa; poi quali sono i confini che dividono la difesa dalloffesa? Non si conoscono mai, perch non possibile stabilirli e pertanto dilagano i conflitti a qualsiasi livello, che distruggono la serenit del quotidiano vivere umano.
Luomo non pu vivere oggi come viveva nei tempi remoti o come vivono gli animali della foresta, sempre attenti a difendersi, perch c sempre in agguato un altro animale che li sovraster prima o poi per la sua stessa sopravvivenza. Ma tutti sappiamo che gli animali prendono quanto basta e non di pi ed aggrediscono solo per i suddetti motivi.
Luomo non pu stare sempre attento in uno stato di continua difesa, non pu stare sempre attento a scoprire il suo simile se quando parla, quando si atteggia, quando agisce alla ricerca della verit per il bene comune o simula.
Uno scrittore, di cui non ricordo il nome, scrisse: Tra le cime dei monti c tanta distanza, ma tutti poggiano sulla stessa terra. Gli uomini sono distanti tra loro, come le cime dei monti, ma non dovrebbero mai dimenticare di stare vicino, tanto vicino tra loro, poich poggiano sulla stessa terra, su cui si ergono.
Un giorno, dialogando con un uomo politico, a cui avevo fatto omaggio di un mio libro di poesie, lo stesso mi disse, dopo averlo letto, che condivideva il mio pensiero, ma aggiungeva anche che carmina non dant panem e chi scrive versi perde il suo tempo, in quanto per contribuire al progresso di una societ ci vogliono programmi, idee concrete e non sogni.
Siate voi, lettori, a dare la risposta. Io dico soltanto che luomo cesser di esistere come tale dal giorno in cui non legger pi una poesia o non sentir pi il bisogno di scrivere qualche verso dettato dal cuore per descrivere unemozione di gioia o di dolore. Per poesia intendo il termine greco poieo, che significa creo, creazione in senso lato: musica, pittura, scultura etc.
Noi, dominati dal vuoto spirituale, avendo eclissato molti valori stiamo creando il presupposto per annientare luomo, cio la sua humanitas, che proprio la morte del silenzio, cibo di cui si nutre la poesia. Oggi le masse senza cervello si entusiasmano e delirano per calciatori o per cantanti e questa una realt squallida e demenziale; cos, perch manca uneducazione allascolto della voce interiore dello spirito.
Oggi, pi che in altri tempi avremmo bisogno di mettere in pratica il detto in te ipsum redi, per poter vivere nel rispetto dei valori, di cui il pi importante la pace tra gli uomini.
Si sono costituiti e si costituiscono tanti Ministeri, talvolta o spesso inutili, in tutti gli Stati, cosiddetti civili ed avanzati, ma i politicanti, operanti negli stessi, non hanno mai pensato dolosamente alla costituzione perpetua del Dicastero della Pace, come organismo di tutela preventiva e permanente della stessa.
Il Ministero della Pace dovrebbe sovrastare tutti i Ministeri, che allo stesso dovrebbero far capo e riferire prima di procedere su qualsiasi cosa, che verrebbe disapprovata, se fosse pi o meno in contrasto con i principi di amore e di pacifica convivenza della collettivit mondiale o che potesse minimamente sconvolgere lequilibrio della terra.
Le istituzioni devono cambiare rotta e coloro che le gestiscono devono prendere coscienza e far prendere coscienza con tutti i mezzi, che sono tanti oggi quelli di cui disponiamo.
Agire quotidianamente senza frodare il proprio simile produce ricchezza a tutti gli uomini della terra, nonch allambiente in cui viviamo.
E inutile cercare fuori, cercare altri pianeti, se ancora non conosciamo il nostro e non amiamo quelli che ci stanno intorno.
Come possiamo amare o aiutare la sorte di altre popolazioni meno fortunate di noi che abitano altri luoghi, ma sul nostro stesso pianeta, se neghiamo il saluto al nostro vicino? Come possiamo vivere in pace, se costruiamo la stessa non sullamore, ma sul timore? Lequilibrio del terrore non potr mai essere approvato in una societ umana.
E tempo che i cosiddetti potenti della terra si rendano conto, prima che sia troppo tardi, che di questo passo porteranno i popoli in continuo conflitto tra loro ad un definitivo eccidio cosmico.
E tempo di prevenire questo male, di cui conosciamo la causa, perch quando si user il bisturi per estirparlo, lo stesso avr ramificato nel corpo e nellanima troppe metastasi.
E tempo di abbandonare, mi riferisco a coloro che detengono il potere a qualsiasi livello nei vari settori di tutte le istituzioni pubbliche e private, il falso concetto, dietro al quale ci si maschera, che il popolo che fa luomo politico; infatti, il politico, se onesto, non scende a patti con chi attenta al benessere della collettivit, ma fa in modo nella stesura delle leggi e nel suo quotidiano agire di non perdere mai di vista il compito che il popolo gli ha affidato e cio la gestione della vita umana in tutte le sue sfaccettature.
Quindi, non assolvendo a tale compito, ma anzi provocando dolosamente gravi danni alla collettivit, dovrebbe essere per le sue devianze mentali curato e rieducato poi al vivere sociale, perch di malato di mente si tratta e non daltro.
Chi non aiuta, infatti, il proprio simile o non lo compensa, se non allaltezza di certe situazioni, senza farlo sentire minimamente inferiore, attenta alla vita dello stesso.
Altri malati di mente sono i cosiddetti sedicenti nobili titolati e non: re, principi, duchi, conti, marchesi, baroni, cavalieri, papi, cardinali, vescovi, monsignori, presidenti, eccellenze, eminenze ed altre lordure inventate in altri tempi, oggi anacronistiche, dai nostri antenati pecorai e contadini, che asservirono allora i loro simili pi deboli e cominciarono ad inventarsi i vari titoli, di cui per diversi secoli si sono fregiati ed oggi si fregiano con tutti i relativi privilegi a discapito dei sudditi.
Ecco, questi uomini sono altri malati di mente, come ho detto, che potrebbero essere curati, pagando con le loro stesse ricchezze, accumulate e distorte ai loro sudditi con varie magagne, il personale addetto a tale scopo, non gravando cos sul bilancio della collettivit; cos come avviene per le ricchezze accumulate illegittimamente da altri malati di mente, che chiamiamo mafiosi. Questo sarebbe un grande esempio di giustizia sociale, che avrebbe una lunga risonanza, facendo sentire tutti gli uomini uguali durante la vita, cos come avviene alla loro morte.
Nessuno dovrebbe essere proprietario di terreni, di case, di gioielli e quantaltro, ma solo gestore, ripeto gestore, che con il buon senso del padre di famiglia dovrebbe gestire non pi di quanto gli necessario per vivere dignitosamente, sic utere suo ut alienum non laedas, cio usare ci che gestisce in modo tale da non danneggiare mai laltro, e non per sopravvivere in maniera asservita e miserrima, con sottomissione e con paura.
Qualsiasi professione dovrebbe essere esercitata con dedizione, con passione e missione senza scopo di trarne maggior lucro, ma solo espletata esclusivamente per il bene collettivo.
Nobile colui che con le azioni compiute a favore del suo simile migliora le condizioni di vita di tutti gli esseri esistenti sulla terra, avendo un solo scopo, quello di vivere e far vivere bene durante la sua breve esistenza i coevi e in prospettiva le generazioni future.
Prendete coscienza voi che vi dite nobili, eccellenze, eminenze, dottori; solo cos da malati di mente, riacquisterete la salute e tutta la collettivit da questa azione ne trarr esempio e nel prossimo avr sempre pi fiducia.
Nessuno dovrebbe mai sentirsi migliore o superiore allaltro, perch tutti abbiamo gli stessi bisogni, le stesse necessit: convivere vuol dire condividere il tutto, dialogare in maniera costruttiva, operare tutti insieme, aiutarsi reciprocamente e quantaltro di bello e di buono, perch la collettivit ne tragga beneficio, mentre sopraffare laltro vuol dire sopravvivere con sofferenza e morire e far morire a poco a poco, senza mai poter gustare le gioie che la breve vita ci offre.
Si dice che i forti desideri, pi puri e pi veri, ai quali tanto si anela, si realizzino sempre. Io voglio a tal proposito testimoniare che questo vero, perch mi viene confermato dalla mia esperienza: mio desiderio era di servire la gente pi debole e tutte le mie attivit nei diversi settori del lavoro mi hanno messo in contatto con gran parte di essa ed io spesso mi sono identificato con quella gente quasi sempre a me ignota, con cui ho dialogato in maniera solidale, dando e ricevendo reciproco benessere e gratitudine. Cos ritornando a casa mi sentivo gratificato di aver dato pace, seppure momentanea ad un mio simile, che avevo cordialmente ascoltato.
La pace si costruisce cos, con la vera fratellanza, con il sereno vivere, con la fiducia tra i popoli; solo cos si potr definitivamente porre fine a qualsiasi conflitto. La pace non pu nascere da intese diplomatiche tra potenti, ma dallo scambio culturale tra gli uomini, che deve basarsi sulla verit, sulla giustizia sociale, sulla solidariet, superando le false ideologie, gli interessi personali e qualsiasi forma di egoismo.
E tempo non pi di combattere, ma di costruire i presupposti di pace, eliminando gli squilibri economici e sociali esistenti sulla terra. E tempo di educarsi allordine, serva ordinem et ordo servabit te; lordine, infatti, aborre la violenza.
E tempo di educare alla pace con lesempio e la primaria officina proprio la famiglia e la scuola, se le stesse insegnano a vivere la libert con la convinzione che ogni essere vivente un tassello importante come tutti gli altri che compongono il cosmico mosaico.
E tempo che i re e le regine, i papi e le papesse abbandonino lo scanno, i pulpiti, le cattedre, gli sfarzi e seguano lesempio di San Francesco dAssisi. Ed aggiungo ancora che conviene agire in tale direzione, in quanto annienteremmo linvidia, lorgoglio, la superbia ed altri bassi sentimenti, che velano gli occhi e non fanno focalizzare allorizzonte i sentimenti del bene: la fratellanza, luguaglianza, la libert, che, come dicevo, sono i sentimenti di quello che io definisco egoismo buono, che sicuramente quello che d dignit alluomo, in quanto essere razionale.
Politici o meglio politicanti, amministratori di Chiese, di Tribunali, di Scuole, di Ospedali, di Carceri, Scienziati, Istituzioni pubbliche e private, nonch altri addentellati a qualsiasi livello, applicate la vera democrazia, servite il popolo, dategli la migliore sedia e i migliori consigli, quando si presenta al vostro cospetto nei vari dislocati uffici, quando chiede notizie o quantaltro a voi impiegati, talvolta parassiti esuberanti ed impreparati.
Cambiate rotta, siate onesti e preparati a servire il vostro simile, che vi paga per rendergli utili servizi e non per poltrire nellignoranza, rubando il cosiddetto 27 ed altre indennit dirette a seconda del livello di appartenenza ed indirette a seconda dellillecito camuffato.
Chi fa politica e poi eletto ad amministrare la cosa pubblica dovrebbe percepire un giusto stipendio e, se gi fruisce di una retribuzione, dovrebbe solo cambiare lavoro e scegliere uno dei due stipendi, versando laltro in un fondo di garanzia per lavoratori disoccupati o in altri fondi di pubblico bene.
Ritengo anche che per il periodo, in cui svolge attivit politica, lo stesso dovrebbe lasciare il lavoro, cui adibito, e dedicarsi solo ed esclusivamente alla politica, percependo la stessa retribuzione mensile, gi percepita.
Il cittadino eletto, se disoccupato, dovrebbe percepire lo stipendio per il tempo in cui svolge il suo mandato politico e poi , terminato il mandato, se non pi eletto, dovrebbe percepire lindennit di disoccupazione dignitosa come un normale cittadino, che ritorna ad essere disoccupato.
Chi poi avesse redditi alti e propriet immobiliari, sicuramente accumulati a danno del prossimo, dovrebbe restituire tutto allerario in maniera di compensare coloro che non hanno. In questo modo, forse, non avremmo tanta povert e ci sentiremmo politicamente in senso classico pi vicini luno allaltro.
Tutto ci che io in questo momento sto pensando e scrivo chiaramente dovr essere oggetto di attento esame per trovare la giusta soluzione, sempre avendo riguardo alla collettivit.
Giusto sarebbe, in ogni caso, che, a prescindere dallattivit svolta, a qualsiasi livello il lavoro fosse distribuito e retribuito in maniera paritaria per tutti i lavoratori, certamente avendo riguardo alla predisposizione ed alla preparazione di ognuno di noi, in maniera di poter rendere di pi e far meglio ci, di cui ci si occupa.
Tanti in questo momento sicuramente hanno avuto uno scatto e si sono alzati dalla loro sedia, leggendo queste parole, che per loro sono spine che pungono il sedere.
Vergognatevi di far sentire nessuno il popolo, dimbrogliarlo, e a suo discapito arricchirvi.
Rivolgete lorecchio nella giusta direzione e sentirete un suono armonico levarsi e non i quotidiani rumori dissonanti della guerra tra gli uomini, che tutti i mezzi di comunicazione ci propinano pur di dare notizie, non curandosi del grave danno che arrecano alle menti, soprattutto alle deboli menti.
Anche questi avvoltoi, per, da questo danno ne traggono profitto, mettendo in pratica un antico detto: il fine giustifica i mezzi e il buono pasto, io aggiungo, giustifica la notizia, anche falsa, (non gi che il fine giustifichi i mezzi, come spesso balordamente ripetono cattivi e goffi studenti; la frase, infatti, non del Machiavelli, ma fu coniata nel periodo della controriforma ed proprio il contrario del suo pensiero che, purtroppo, corre sulla bocca di tanti. Sono i mezzi adeguati, infatti, che finiscono invece col giustificare i fini; soltanto la sapiente scelta dei mezzi pu dare nobilt allazione che si compie. Questa la giusta interpretazione del pensiero del Machiavelli).
Ritornando ai mezzi di comunicazione, si pu affermare, infatti, con cognizione di causa che nessuno di questi indipendente, libero di poter dire, ma al servizio esclusivo di partiti o di gruppi di pressione ed anche per quei pochi che volessero uscire dai binari esistono condizionamenti indiretti dimposizione tali, da renderli, in qualche modo, dipendenti.
Una volta si diceva che la stampa fosse il quarto potere dello Stato, forse lo era, chiss, ma penso che da molti anni tutti i mezzi di comunicazione non lo siano pi, in quanto non svolgono pi la loro libera funzione dinformazione e di critica.
La libert del dire viene repressa e difficilmente ci che gli addetti ai lavori scrivono o dicono vera espressione di ci che sentono, ma, da asserviti, per il buono pasto, propinano notizie a fiumana e, noncuranti del danno arrecato alla collettivit, danno libero sfogo alla libert o meglio al libertinaggio di chi ha abbastanza denaro e potere per comprare la loro lingua e la loro penna, quindi il loro cervello. Ma ad un uomo, cui asservito il cervello, cosa resta? Chi ? Non forse uno schiavo?
La tratta, dunque, esiste ancora ed reclutata con i sistemi nepotistici approvati dai politicanti o dai monsignori disonesti, che fanno proliferare sempre di pi la sicura tratta, asservita da anni al loro volere, che avr per sempre gli occhi al fatto, ma la mente criticamente rivolta, spesso a suo malgrado, solamente al bene del feticcio, da cui dipende. Ahim, che amara realt!
Durante la mia adolescenza, durante la giovinezza e poi durante la maturit anchio, come tanti incontrai molte difficolt, ma non mi sottomisi a nessuno, non fuggii in maniera codarda, anzi cercai di valicare il muro che ostacolava il mio passaggio e questo ho fatto spesso con maggior lena, perch questo minsegn la strada e lesempio dei miei genitori che, pilastri del nucleo familiare, mi allevarono con amore, dandomi sempre col dialogo lezioni di vita.
Pi volte mi sono sentito stanco e sconfitto, ma con coraggio ho ripreso pi volte la mia lotta per non essere asservito, usando le sole armi, di cui dispongo: la parola e la penna, avendo orrore delle altre armi e della violenza. Io ho stima di quei giovani e poi di quegli uomini dignitosi che, non si arrendono di fronte alle avversit della vita, che non si sottomettono a nessuno, che non strisciano ai piedi dei propri simili divenuti potenti. Cos agendo, si desempio ai propri simili e lamore, la libert e la verit rimangono sempre i cardini del vivere da uomini liberi e non da schiavi. Vale la pena sacrificarsi e soffrire un po per mantenere vivi i valori, cui test ho accennato. Credetemi!
Siate puliti dentro e fuori, siate forti e lottate, o uomini, contro tutte le negativit che vi circondano, opponendo alle stesse pensieri positivi, atti di bont, di generosit, di coraggio, da cui trarrete nuovo slancio e darete sicuramente nuovo equilibrio allanima, che sollecita la mente ed il corpo a vivere in simbiosi e in sintonia. Lo squilibrio, infatti, regna sovrano solo se in un corpo cresciuto alberga una mente debole ed unanima infantile.
Si dice, infatti, mens sana in corpore sano, perch fra i due ci devessere, come ho gi detto, simbiosi, sinergia, perfetta sintonia tra le loro attivit; perch questo avvenga necessario fare riferimento alle parole scritte sul tempio di Delfo: conosci te stesso; tale formula indica e linteresse per luomo e il proposito di ricercare una dottrina-norma sulluomo che valga per tutti. Grande adagio dellantichit, che vale perch intimamente legato a conoscere gli altri; infatti, luomo solo non esiste.
Luomo soltanto apparenza, sono gli altri che gli daranno il suo volto, perch attraverso la conoscenza di s e degli altri, in un rapporto continuo, egli pu agire in maniera benefica sugli altri e per gli altri.
Conoscere se stessi, tra le altre interpretazioni, in senso lato, per chi sta bene, significa star meglio e per chi malato essere per met guarito.
La mente d ordini al corpo e, talvolta o spesso, lo condiziona con le sue immaginazioni, spesso false, e con le sue emozioni. Langoscia, gli scrupoli, le nevrosi sono atti della mente che prima influenzano il corpo e poi gli fanno rivivere fenomeni dorigine psichica in maniera negativa.
Adesso vorrei ricordarmi dei tempi della mia giovinezza, di quel tempo in cui crebbi e diventai adulto, raggiungendo la maggiore et, ventuno anni, cui tanto aspiravo, come molti giovani, che lattendono con ansia. Chiss, perch; ma cos .
Questo periodo di grandi possibilit per anche una fase della vita, come dice uno psicologo, durante la quale la maggior parte dei giovani deve pagare uno scotto per il privilegio di crescere. Questo il periodo in cui si sentono forti contraddizioni; da un lato si desiderano fare grandi cose e dallaltro ci si sente insicuri. Si cerca di scoprire il mondo esterno nella sua realt, di comunicare con gli altri, ma si soffre, purtroppo, contemporaneamente nella maniera pi irrazionale di solitudine e di paure.
Un vecchio saggio mi disse: Diventare adulto, per, significa raggiungere lequilibrio tra la mente ed il corpo. Diventare adulto il sogno dogni adolescente, che attende con impazienza talvolta il momento della sua indipendenza, della sua autonomia e della gestione della sua totale libert. Ma diventare adulto spesso significa raggiungere il libertinaggio, non la vera libert, che conoscenza di s, saggezza, discernimento e non mistificazione dei propri sensi e dei sentimenti verso gli altri. Diventare adulto significa saper ragionare ed agire costruttivamente verso s stessi e verso gli altri, di modo che le azioni compiute da noi possano migliorare noi stessi ed essere poi desempio ai nostri simili, che, se vogliono, possono imitarci. Luomo, infatti, il pi grande imitatore e molte azioni le compie cos, che magari, talvolta, sfociano in competizioni costruttive o distruttive; costruttivamente trova benessere, distruttivamente la competizione deva in sopraffazione di s stesso o degli altri. E necessario avere padronanza di s in tutti gli atti quotidiani per vivere, come mangiare e bere nella giusta misura e quindi favorire la digestione; non avrebbe senso, infatti, compiere i predetti atti, ingoiando grandi quantit di qualsiasi cibo per distruggersi. Quanto gi detto, vale anche per la mente; infatti, assumere moltissimi concetti, significa confondere la stessa, se non si d ai concetti medesimi un giusto ordine, cancellando ci che non buono e conservando lessenza dei migliori .
Incisi nella mia mente quanto il vecchio disse, ma la padronanza di s chiaramente si acquisisce nel tempo e si consolida progressivamente, facendo cos maturare il giovane e rendendolo sempre pi equilibrato.
Divenni adulto, ma mi sentii anche sperduto, privo di appoggio spirituale-ideale; sorse cos la coscienza del franare di ogni punto fermo, del perire di ogni speranza e di ogni illusione.
Diventare adulto fu anche insoddisfazione del presente e della realt. Mi pervase un sentimento di sproporzione tra la realt che mi circondava e lideale, mi avvolse una profonda tristezza, una tristezza romantica, uninquietudine profonda, che per attraverso interiori tempeste, riuscii a superare e ad acquistare una nuova fede e viverla. Ma prima di superarla, mi sembr essere una malattia, una brutta malattia e cos, ancora poco temprato, io ero spadroneggiato da questa malattia, ero stato fatto schiavo del sentimento. Mi abbandonavo spesso agli eccessi della mia immaginazione e crollavo quindi inesorabilmente nello scontro con il reale con dolore e pianto.
Credo che anche spiriti forti in questa fase evolutiva della vita soffrano invero di pi o di meno, ma se si avuta una buona e forte educazione dalla famiglia e dalla strada, penso che ci si risani, come avvenne a me, e si possono poi anche trarre dei benefici ed acquisire delle capacit di pi larga comprensione umana.
Questo un momento delicato della vita, durante il quale per superare lo stato dinfelicit del presente e la cruda realt che ci circonda, si cerca di evadere dalla stessa realt con ogni sorta di fuga: nella natura, nellamore, nellarte, nello spazio, nel tempo etc.
Cos facendo, con riferimento a ci che avevo studiato, sentivo un ritorno nostalgico al passato, al mio passato, che mi sembrava bello nella lontananza, perch irrevocabile, ma anche speranza nel futuro; vagheggiavo lontani paesi, isole deserte. Immaginavo di vivere una vita misteriosa, piena di avventure, di fantasia. La mia fuga, per, si diresse soprattutto verso lamore, a cercare lamore come piena espressione della vita, della mia vita. I sensi si affinarono a mano a mano, fino alla sublimazione.
Adorai la donna come creatura umana, ma anche come un idolo, capace di emanare tanto fascino da dare colore e significato alla vita umana. Indi mi rivolsi allarte per trarre dal mio intimo tutto ci che sentivo, poich ritengo che essa dia libert assoluta: sollevandosi, infatti, sulla materia, avendola prima conosciuta, dischiude, poi, la mente delluomo allespressione pi alta dei sensi verso tutto ci che lo circonda, senza limitazione alcuna di tempo e di spazio.
I tentativi di evadere, per, nonostante i miei sforzi, di uscire dal finito, dal reale si concludevano sempre in una sconfitta ed era sconfitta anche ci che sembrava pi certo: levasione attraverso larte; infatti, lartista, sebbene sogni, sempre legato alle cose ed il trionfo della fantasia sempre adombrato dal disagio dellattuale.
Nulla, purtroppo, sufficiente ad appagare pienamente il desiderio di libert assoluta, da cui sono stato sempre tormentato. Da ci malinconia, dolore; linsoddisfazione mi avvolgeva lanima e spesso mi balenava in mente unaltra fuga, la fuga nella morte: speravo di trovare in essa la pace e il riposo ai miei affanni; ma talvolta la vedevo anche come ribellione contro il destino avverso o contro la societ ostile, come affermazione di libert spirituale o come sublimazione dellamore o forse come principio della vita, lontano da tutti i limiti e da tutti i vincoli che incombono sulla natura umana.
Sognavo emozioni ed azioni, nonch modi di vivere diversi da quelli degli altri uomini comuni e propri della natura umana; intensamente sognavo, ma la realt fatalmente era spesso diversa. Allora accusavo il destino e lo sfidavo sempre di pi, quando ero pi vicino alla mia sconfitta.
Ero pronto ad uccidermi, poich vedevo nel suicidio non il pi alto atto di vilt e di debolezza, ma la pi strenua sfida contro il destino. Ma anche qui sentii che con la morte avrei annientato un corpo; infatti, sarebbe rimasto vivo solo un disvalore, un atto di mera vilt e di conclamata debolezza, che non dovrebbero mai identificarsi con la natura umana. Con quellatto insano quali insegnamenti avrei tramandato?
La vita umana ha uno scopo ed degna di essere vissuta. Chi dolosamente agisce per modificare il suo normale iter, sconvolge il sistema e tutta la collettivit ne paga il fio.
Questa la mia esperienza. In ogni caso con molte rinunzie, con tanti sacrifici, con intense introspezioni e continue ricerche, dopo tante incertezze e dopo dolorose ricadute questo travaglio mi ricompens e, pur se fragile, ripresi lena, opponendomi con pi vigore alle alterne vicende dellumana sorte.
Cos ritrovai finalmente la serenit perduta, a cui tanto anelavo, e quella certezza di sentirmi fratello degli altri uomini, con cui dialogare e costruire sempre meglio e nella giusta direzione la pace per la salvaguardia di tutti gli esseri della terra e dellambiente in cui vivono.
La pace, la tanto agognata pace, che tutti cercano, ma pochi, purtroppo, ne creano i presupposti perch la stessa regni sovrana sulla terra.
La pace costruita sul dialogo e sullo scambio continuo di atti di bont e di solidariet, costruita sulla forza di vincere i turbamenti, sulla padronanza di certe insicurezze, che danno vita alla pace interiore, che lespressione dellequilibrio delle forze che presiedono allo svolgersi della vita quotidiana: il giorno e la notte, il sonno e la veglia, il lavoro e il riposo, la mente e il corpo.
Come si nota luomo si trova ad affrontare questa condizione dualistica e, se queste condizioni si alternano in maniera equilibrata, luomo vive, viceversa si ammala.
La mente e il corpo, come si pi volte ripetuto, devono vivere in accordo tra loro; nessuno dei due pu essere luna nemica dellaltro, devono per forza vivere in simbiosi per istinto di conservazione dellumana specie; la mente, infatti, ha il compito di rendere vivo il corpo, inviando impulsi ai suoi organi. Cos luomo spinto a nutrirsi per vivere, ad usare gli organi sessuali per riprodursi e cos via. La mente d vita al corpo, senza di essa lo stesso sarebbe solamente un cadavere.
La mente preposta, come si nota, alla crescita morale e spirituale delluomo, ma quando essa per qualsiasi devianza coltiva il proprio orgoglio, lavarizia, la lussuria, linvidia, insomma tutti gli interessi personali e i bassi sentimenti essa fallisce il segno, lobiettivo si svia e non assolve pi al compito, cui preposta. Vengono fuori cos la desolazione e il turbamento, situazioni morbose, malumori, ingordigia, pigrizia et cetera e, finch la mente rimane attaccata ai suoi errori, i predetti malesseri non cessano e lansia del domani rovina loggi e il domani.
Credo che la mancanza dequilibrio fra la mente ed il corpo provenga dallignoranza dei legami profondi che li uniscono. La mente ed il corpo non sono mai in conflitto tra loro, perch sono fatti per intendersi e completarsi. Il corpo e la mente sono due compagni che viaggiano insieme per tutta la vita ed insieme cercano la serenit e la pace, che se posta su basi materiali o desiderata al di fuori delle difficolt della vita di ogni giorno, non la vera pace, ma la fuga e quindi la guerra con s stesso e con gli altri.
La salute in stretto rapporto con la serenit dello spirito e la tranquillit del cuore. I conflitti segreti della personalit turbano profondamente le funzioni organiche e si sa che c un legame tra certi stati psichici e manifestazioni patologiche.
Per essere in pace luomo deve essere daccordo con la natura, perch proprio essa che produce ed elargisce gli elementi da cui egli stesso trae vita. Perch ci avvenga, bisogna cancellare dalla mente in maniera critica tutti i falsi feticci, che i mezzi di comunicazione ci presentano, inculcando falsi sensi di colpa ed altri gravi danni a tutte le popolazioni della terra.
Qualsiasi senso di colpa compromette lequilibrio psichico e semina disordine nellanima e nel corpo. Le colpe sono morali; infatti, il corpo non pu agire da solo, essendo strumento dellanima.
Lanima d gli ordini e il corpo li esegue, ma se gli ordini sono sbagliati la conseguenza materiale di questi comportamenti la degrada. Non vi dunque colpa materiale, perch la materia non ha in s alcun carattere morale.
La pace si acquisisce man mano che si allontana lagitazione dei pensieri, il tumulto dei sentimenti, i capricci della volont e lorgoglio.
Lorgoglio il padre di tutti i vizi; dove c orgoglio vi posto per tutte le devianze che ne derivano. La scomparsa dellorgoglio e dellegoismo suo cliente sufficiente per risanare latmosfera morale e per costruire i pilastri della pace, della pace duratura. La pace ha bisogno di controllo dei pensieri, di dominio dei sentimenti e di libert di ci che si vuole.
Luomo equilibrato, la cui anima gioiosa, la cui esistenza si svolge sanamente, che pensa agli altri pi che a s stesso e si rallegra della loro felicit, possiede la pace e la diffonde intorno a s. La pace uno stato di benessere mentale che, in simbiosi col normale funzionamento degli organi del corpo, produce un benessere generale.
Un medico mi disse una volta che la salute la pace nel silenzio degli organi. La pace interiore si vive nel silenzio. Quando i nostri organi tacciono, il nostro corpo vive senza difficolt. La pace la salute delluomo e sta nella concordia con s stessi e con gli altri.
Luomo, che si smarrisce, che fugge, che cerca allesterno, nei falsi idoli le ragioni del suo comportamento non trover mai pace. Bisogna imparare a vivere secondo le regole della salute e le regole derivano dalla natura stessa del corpo.
Per vivere luomo necessita di molte cose e fra queste le pi importanti, anzi le primarie sono il cibo, lacqua, i vestiti ed una casa. Nutrirsi e coprirsi, vuol dire conservare la vita del corpo, captando gli elementi del mondo materiale, ivi compresa latmosfera dalla quale il nostro organismo trae sostanze indispensabili, che conferiscono allindividuo, attraverso processi di trasformazione chimica, benessere mentale e resistenza fisica.
Il nutrimento necessario allo spirito e agli organi del corpo, che sono legati tra loro in perfetto ed ordinato funzionamento; la sua mancanza o il suo eccesso, infatti, provocano nellorganismo quei disordini, che sono le malattie, talvolta letali, alle quali non accenno, essendo le stesse oggi note a chiunque.
Vivere unarte e lartista luomo. Luomo crea la sua vita, usando le parole, i colori, le linee e i toni a lui pi confacenti per procurare a s ed alla collettivit gioie, sollecitando le illimitate ricchezze nascoste della sua anima per migliorarsi continuamente, per crescere spiritualmente e sviluppare il coraggio e la fiducia, qualit indispensabili che si sostengono reciprocamente, se si conduce una vita regolata. Solo cos i dolori, le sofferenze, le difficolt che incontriamo sul nostro cammino non sono causa di disordine fisico, mentale e spirituale, ma anzi stimoli per lanima in armonia con la vita.
Questo controllo richiede senza dubbio grande sforzo, ma ne vale la pena; infatti, svaniscono le paure e la fiaccola della pace brilla sul nostro volto.
Oltre al cibo, luomo deve lavorare e riposare, allo stato di veglia deve alternare lo stato di quiete. Ma in uno Stato senza diritto, anticostituzionale, senza quiete, fraudolento, che d solo incertezze, come pu luomo riposare e ritrovare s stesso?
In che modo luomo pu alternare allo stato di veglia lo stato di quiete, se costretto a convivere con tante quotidiane preoccupazioni e col dubbio. Come possono i cittadini essere sollecitati allhumanitas, se lesempio e il comportamento dei politicanti e dei governanti, fatta eccezione per una sparuta minoranza, proprio in antitesi con i precetti di fratellanza: leggi, decreti, privilegi, immunit, impunit, tutto a discapito della sicurezza e delleducazione dellinfanzia, del sereno vivere delle famiglie, della protezione degli anziani etc
Il popolo, che dovrebbe essere sovrano, in fatto asservito dai suoi deputati, che gi solo per questo commettono un delitto contro la Costituzione e pertanto dovrebbero essere immediatamente incriminati. Ma non cos; infatti, il popolo rimane schiavo dei suoi deputati e solo se si prostituisce agli onorevoli feticci al massimo diviene liberto, come avveniva nellantica Roma: quello schiavo, divenuto liberto, acquistava solo alcuni diritti, ma non tutti i diritti che avevano i liberi cittadini.
In che modo luomo pu svolgere il suo lavoro serenamente e poi, soddisfatto, riposare, se mancano le condizioni?
I cittadini come possono cautelarsi col risparmio, sottratto a rinunzie dogni sorta, se in combutta si fa in modo di truffarli, eludendo la loro fiducia con false promesse ed occhiolini?
Se le autorit, preposte al controllo preventivo e successivo della gestione del denaro presso societ, sono presenti solo per percepire gli emolumenti derivanti dalla loro carica ed assenti nel giusto espletamento delle loro funzioni, il cittadino onesto come pu difendersi?
In che modo pu difendersi lumile ed onesto cittadino, se le predette societ di comodo, che nascono come funghi, vivono e singrassano al servizio dei delinquenti di qualsiasi livello amministrativo, politico ed ecclesiastico?
A chi pu rivolgersi, se le onorate societ hanno il monopolio dellillecita gestione del privato e del pubblico denaro, che talvolta arriva sporco, perch distorto da uomini sporchi ad onesti cittadini lavoratori ed a poveri risparmiatori?
A chi pu rivolgersi lonesto lavoratore, se lonorevole lordume, fatta salva una sparuta minoranza, in combutta poi si accorda e fa le leggi a suo piacimento e a discapito del popolo, godendo di assurdi ed iperbolici privilegi, indennit, pensioni doro in poco tempo ed altro, che non vale la pena elencare, perch tutti sanno? E chi non lo sa pu erudirsi in merito, leggendo il settimanale lEspresso del 1 dicembre 2006, che ha riportato lelenco di tutti i privilegi.
A chi pu rivolgersi, se sulla passerella delle comunicazioni la relazione audio-ottica che ne deriva la sfilata delle false immagini dei feticci, dai linguaggi politichesi o altre porcherie di loro invenzione?
A chi pu rivolgersi, se la strada del potere tutta disseminata dinganni e di dissimulazioni, di astuzie e di fraudolenti sottigliezze mentali? E indegno sapere che un tale chiamato Berlusconi, che ha rappresentato lItalia come Presidente del Consiglio, per farsi imbottire la testa di peli andato incoerentemente in Svizzera e per un intervento non difficile al cuore si sia fatto ricoverare in America, denigrando cos la Sanit italiana.
Ma a chi giova tutto questo, se si guarda un po pi lontano dal proprio naso?
A chi giova il motto divide et impera, se la morte ci segue a gran giornate, dando a tutti lo stesso sito e pure la medesima forma?
Scellerati, siete degli scellerati voi che la fate da padroni in una repubblica democratica, che ha la fortuna di conoscere, purtroppo, solo il significato del termine detimologia greca. Siete degli scellerati, di unavidit insaziabile, che, compatti, bramate le stesse cose, odiate e temete le medesime cose, il che tra furfanti si chiama connivenza e che tra gli uomini probi si chiama amicizia.
Io non mi sono mai sentito a mio agio con gli uomini politici, anzi mi sono sempre estraniato per i motivi predetti, poich non ho mai condiviso che la gestione della cosa pubblica si fondi sulla connivenza dei potenti, ma, com giusto, su un bene comune. A fondamento di una buona gestione devono essere posti valori come virtus e probitas, nonch uomini di specchiata onest, di specchiata moralit deontologica, forze di coesione che abbiano rapporti di sincerit col popolo, che siano alieni dal vortice delle convenienze personali, dai compromessi, dai compari, dai ricatti, che siano semplici e schietti, esenti da doppiezze, simulazioni ed occhiolini. Questi sono i requisiti essenziali per rigenerare la nostra societ.
Bisogna prendere coscienza che il conflitto di fazioni in lotta tra loro per il predominio, che le cricche contrapposte, che in maniera alternata governano, abusando delle cariche e favorendo i propri sostenitori, prima o poi sfociano in delinquenza sociale.
Uomini intelligenti voi sapete gi che cos la politica, ma non volete applicare la giusta interpretazione, che il naturale sentimento che unisce le anime degli uomini nobili ed onesti per gestire il popolo.
La politica un sentimento forte che vincola gli uomini onesti in legami di sangue; la politica condivisione di gioie e di affanni in una comune tensione verso il bene e il giusto; la politica armonia e comunione dintenti nel superiore interesse della collettivit, del demos.
Gli elettori onesti vogliono che gli uomini politici onesti, cui accordano la loro fiducia, siano migliori di loro stessi, sia intellettualmente, che di capacit; vogliono che gli uomini politici, cui onestamente si appoggiano, restino sempre coerenti allonesto mandato ricevuto.
Gli uomini politici dovrebbero essere dei buoni filosofi; infatti, cos la filosofia se non lamore e la continua ricerca del vero, che, se non trova la sua applicazione nel giusto, non ottiene certamente lo scopo, che si prefisso.
La politica, quindi, deve essere aliena dal calcolo o dalle necessit personali, non devessere connivenza o complicit nelle azioni disonorevoli. Il governo dello Stato comporta la stessa diligenza, lo stesso impegno di governare la piccola societ, che si chiama famiglia; infatti, il buon padre di famiglia guida la stessa con amore ed proprio lamore che lo sprona a spendere tutte le sue forze onestamente per migliorare la sopravvivenza del suo nucleo familiare.
Non ricordo dove ho letto del grande filosofo greco, Socrate, una frase, con la quale rispose ironicamente al suo interlocutore, a proposito di un suo conoscente che era ritornato dopo tanto tempo da un lungo viaggio, che non lo aveva per nulla migliorato: Sai perch sempre lo stesso? Perch si portato dietro s stesso. Ascoltate gli insegnamenti di chi ha tanto pensato per il bene comune, anche se poi, calunniato come corruttore dei giovani, come di solito succede, il suo premio fu la cicuta. Leggete di Socrate, maestro nel pensiero e nella parola, ribelle ma tranquillo, rinnovatore ma sereno, filosofo ma fanciullo nello spirito, insomma uomo di grande personalit morale, leggete anche una sola volta Fedone di Platone, ne trarrete beneficio, arricchirete il vostro spirito.
A che serve alluomo il potere, la gloria e quantaltro di effimero, se gli stessi, come diceva uno scrittore, sono il sole dei morti: il sole acceca chi lo guarda e i morti non possono guardare il sole, quindi i predetti disvalori sono solo devianze, che, usandole o meglio abusandole a scopi personali o di partito, come abitualmente succede, portano alle discriminazioni ed ai perenni conflitti.
A proposito di conflitti sarebbe giusto che i capi delle varie Nazioni, esistenti sulla terra, per evitare stragi immense di cittadini, invece di assistere alla guerra in maniche di camicia o in altri modi e luoghi, combattessero luno di fronte allaltro con le armi a loro pi idonee e chi poi restasse vivo avrebbe ragione sullaltro. Ma noi, che oggi riteniamo di essere civili, non violenti, come giusto che sia, potremmo usare come armi gli scacchi. Che ve ne pare? Uomini dingegno, elaborate lidea! Quanti affetti e quante cose non sarebbero distrutti? Quanti soldi sperperati per le guerre potrebbero sfamare, istruire, bonificare, insomma migliorare la sorte degli uomini e dei luoghi in tutte le parti della terra? Lodio non si vince con lodio e pi si accentrano le ricchezze, a discapito del popolo, pi si accentra la noia, pi si soli e delusi. Non bisogna mai distrarre la mira dallobiettivo che la vita e non altro: se vogliamo vivere e non sopravvivere in conflitto, sacrosanto che dobbiamo far vivere gli altri alla stessa maniera. Solo cos potremmo godere in parte i giorni della nostra vita; in parte, poich laltra parte governata gi dalle malattie e dalle catastrofi naturali.
Un popolo progredisce e potr dirsi civile quando compensa chi ha o di meno. Noi, cosiddetti popoli progrediti, non siamo n civili, n umani, perch non ci adoperiamo nella direzione sopra descritta, in quanto invece di aiutare i popoli in difficolt, andiamo a sperperare risorse economiche ingenti per stupide conquiste terrestri e spaziali, inquinando lo spazio e non garantendo attraverso studi e ricerche gli esseri viventi sulla terra da frane, terremoti e quantaltro, di cui siete a conoscenza.
Un popolo progredisce se usa le energie terrestri con parsimonia, cura lambiente e non altera la natura, se non ricorre alle armi per risolvere le controversie, se lavora la terra e trae i frutti senza inquinare il sottosuolo, se lavora nelle fabbriche e le stesse non avvelenano laria e le acque, se gli agglomerati urbani sono a misura duomo valido o invalido, se la burocrazia in applicazione delle leggi oneste risponde con dovuta preparazione alle domande ed ai bisogni della collettivit, se i giovani a massa non si trasferiranno dal sud al nord, se non sinvestiranno miliardi di euro per uno stadio, mentre si obbligano migliaia di lavoratori a mendicare una modesta abitazione per la quale devono pagare un esoso canone mensile, se la scuola non rilascer diplomi e lauree a chiunque, a discapito dei migliori, avendo talvolta i peggiori a causa della raccomandazione le porte pi aperte rispetto agli altri test menzionati, se non ci sar pi nepotismo, se la sanit funzioner con umanit e con preparazione, se la stampa dar notizie utili e costruttive in piena libert, se i cittadini si sentiranno e vivranno veramente la libert e la fratellanza. Credo che ci possa bastare per avere un po di sicurezza ed un po di tranquillit.
Ma si pu essere cos ignoranti, imbecilli, disonesti o folli da non capire che se ognuno di noi gode del tutto un po, quanto basta per il sereno vivere quotidiano, annienter linvidia, la delinquenza, il dissapore e quantaltro di nocivo esiste? Dicevo gode, per significare che luomo deve beneficiare gratuitamente, deve usufruire di ci che gestisce con diligenza solo temporaneamente, perch di gestione si tratta, come ho spesso ripetuto. Nessuno possiede niente o peggio ancora proprietario in perpetuo, essendo breve la vita ed incerto il domani.
La propriet, infatti, unillusione molto negativa che comprime e distrugge la vita propria e della collettivit.
Oggi si parla tanto di globalizzazione, ma bisogna creare i presupposti, che sono morali, umani. Nessuno dovrebbe essere proprietario, come ho gi detto, ma solo gestire e percepire un salario, uguale per tutti a prescindere dal lavoro svolto, per il dignitoso vivere della famiglia; nessuno dovrebbe mettere soldi in banca, poich proprio questo tipo di falsa ricchezza la causa prima di discriminazione civile; non ci sarebbe pi motivo di praticare questo falso discriminatorio risparmio, creando sicurezza nel quotidiano vivere dei cittadini del mondo, dando loro dignit morale e parit economica al lavoro sotto legida della giustizia distributiva.
Chiudete le banche, covi di strozzini autorizzati allusura e a quantaltro dillecito, al servizio dei potenti di tutte le caste mafiose, politiche e religiose, ed istituite sani enti di studio economico e politico formati da probi viri per lo sviluppo e il benessere mondiale, rendendo sempre pi moderni i servizi utili a tutta la collettivit.
Se gli uomini non inculcheranno nella loro mente la predetta coscienza sociale, penso che si pu solamente affermare che in terra allonesto cittadino non resta altro che subire, oltre che lingiuria, anche la beffa e nel continuo divenire dei tempi tra gli uomini ci sar unalternata metabolica vendetta tra il vinto ed il vincitore sempre alla riscossa.
Non si pu amare i cani, i gatti, insomma gli animali, se non amiamo il vicino di casa, se non curiamo con amore e rispettiamo i nostri simili. Come si pu pensare che ai nostri animali diamo cibi con vitamine, proteine, grassi, scegliendo cos migliaia di quintali, anzi di tonnellate di scatolette pi idonee al nostro animale e non pensiamo che in varie parti del mondo, quindi dei nostri vicini di casa soffrono e muoiono per mancanza di medici, di igiene, di acqua, di cibo e di tante altre cose, mentre noi portiamo dal veterinario anche per farli castrare, o per far togliere le unghie o per intervenire sulle corde vocali, perch non diano noie, il cane o il gatto o tanti altri animali, che potrebbero vivere liberi nel loro ambiente, come sarebbe giusto, ed autonomamente come fanno tutti gli animali nella foresta.
Sono un pazzo, se, riflettendo, noto e biasimo il comportamento umano, che da una parte prodigo e dona a piene mani e dallaltra nega il tutto al suo simile? Niente da eccepire, anzi encomiabile il comportamento delluomo verso gli animali quando li cura, ma lo stesso dovrebbe fare nei confronti del prossimo, suo simile; non certamente quando li sottomette ai suoi delittuosi bisogni.
Credo che chi si comporta cos sia veramente affetto da debolezza mentale o dincapacit logica, a causa delle quali succedono le disastrose vicende, cui poi col dito in bocca o a bocca aperta assistiamo, senza accorgerci che le mosche entrano ed escono dalla stessa. Poveri imbecilli!
Un attento lettore sicuramente dir: Che pazzo, questo inutile scrittore!. Forse vero, ma lunica strada da intraprendere, uomo assennato. Oggi sembra utopia ci che penso, ma come sempre il senno del tempo tradurr in realt le odierne utopie. Solo che non si potr attendere tanto.
Luomo meglio che prenda coscienza al pi presto, si adoperi, perch ci avvenga in tempi brevi e possa essere fiero di non avere causato ancora una volta catastrofi irreversibili sia ambientali che terroristiche. Si dice che pazzo luomo che ha torto ed ha ragione chi invece esprime il pensiero della classe dominante.
Se non vuoi passare per pazzo domani, ascolta, uomo politico sapiente, il presunto pazzo di oggi.
Una volta ebbi la fortuna di dialogare con un saggio uomo politico sullargomento test descritto e lui cos mi rispose: Sai, amico, la politica una scienza, che durante la ricerca dovrebbe solo tendere a migliorare i rapporti tra gli uomini ed a salvaguardare lambiente, nonch le risorse, di cui si dispone, distribuendo il tutto a tutti, per evitare i dissapori e le discriminazioni tra i popoli, che aprono poi le vie al terrorismo; ma, purtroppo, chi detiene il potere esclude la ricerca e mira alla conquista. La politica, quindi, non pi una scienza, ma solo conquista del potere a discapito dellumile, dellignorante, del debole; insomma, a discapito di tre quarti del popolo mondiale, che sopporta e si astiene: classico esempio di totale debolezza e classico esempio di morale da schiavi, rifiuto dogni scelta e dogni azione.
Ma io ho fiducia e penso che i tempi e le menti siano maturi per svegliarci dal lungo letargo e finalmente prendere coscienza di tutto ci che ha prodotto e produce effetti deleteri.
Il popolo, che sopporta e si astiene, un corpo sociale malato e se non prende coscienza, attuando la massima nosce te ipsum, non guarir mai e i politicanti, detentori del potere, faranno della sua malattia la propria salute.
Oltre al cibo, come ho detto sopra, luomo deve lavorare e riposare; allo stato di veglia, deve alternare lo stato di quiete.
Il sonno una necessit primaria e insostituibile. Ma se si travagliati da molteplici preoccupazioni, da tante agitazioni e da ogni sorta di sollecitazioni il sonno non pi sufficiente a ritemprare la mente e le membra; lansia e la depressione prendono il sopravvento, causando gravi danni a chi soffre ed a tutta la collettivit, essendo queste patologie naturalmente di pregiudizio alla sicurezza, ma anche di dispendio.
Cos ci si trova nei luoghi di lavoro stanchi, poco produttivi e poco vigili, predisposti allinfortunio e a quantaltro, perch il decadimento fisico e mentale non sincrono col ritmo della vita, che pi che far vivere porta inesorabilmente ad una continua e progressiva distruzione.
Anche i conflitti che insorgono a causa delle difficolt e delle preoccupazioni, oltre che inasprire i rapporti tra gli uomini, si ripercuotono in maniera disastrosa sulleducazione; infatti, la vita di un uomo, dissestata, produce effetti non sani nelle sue molteplici manifestazioni affettive nei confronti degli altri, ma soprattutto nei confronti della sua famiglia; se poi ha anche dei figli, gli stessi subiranno linflusso negativo sul modo di valutare e di vivere la loro vita affettiva e sentimentale.
Ma allora, se levidenza questa e tutti, credo, ne siamo coscienti, qual la societ che noi vogliamo costruire? Tutti sappiamo che le difficolt insolute fuori, ce le portiamo a casa ed anche quando cerchiamo di nascondere ai nostri figli i nostri contrasti, le nostre difficolt, loro hanno capacit intuitive che, pur se piccoli, si accorgono delle tensioni affettive, pi di quanto non pensino gli adulti.
Si pu senza dubbio affermare che tutte le predette condizioni, aggiunte anche a quelle economiche, purtroppo, compromettono la serenit familiare e leducazione dei figli, che divenuti adulti, pur di non vivere in quellatmosfera di opprimente preoccupazione in cui crebbero, deviano nellaggressione, quindi nella delinquenza in senso lato, o nellautodistruzione, rifugiandosi nelle varie devianze, che conosciamo tutti, ma sulle quali, pur avendo tutti i mezzi per annientarle subito, stiamo a dialogare sul da farsi, mentre lepidemia si diffonde incontrastata.
Ahim!
La nostra civilt cinganna, perch ci fa credere che lo scopo principale per vivere sia quello di approvvigionarsi di denaro a qualsiasi costo e in qualunque modo, a discapito di chiunque, purch si soddisfino poi esclusivamente gli interessi personali. Allora tutto si fa in competizione, in lotta con gli altri ed, infine, la sopraffazione sovrasta i pi deboli, che perdono, ma che si preparano di nuovo, come ho gi detto, alla riscossa.
Cos la nostra mente e il nostro organismo soffrono e, poich sono spinti a funzionare oltre le loro normali possibilit, si esauriscono e vengono attaccati da malattie degenerative.
Questo stato di sofferenza si potrebbe evitare e si potrebbe conservare intatto il proprio equilibrio, se ci si fermasse, dando forza al corpo ed alla mente raccoglimento per recuperare ci che pensiamo di avere perduto, di perdere o di non riuscire a possedere.
Mentre le membra sono nello stato di quiete, la mente si acquieta con la riflessione, si rasserena con i ricordi, con le immaginazioni, che danno alla stessa e di riflesso al corpo tanta nuova vitalit, una nuova concezione di relazionarsi col mondo e col vivere di ogni giorno.
Lequilibrio si raggiunge con lintrospezione e la volont, nonch con la continua ricerca della verit.
Luomo, cos agendo, stigmatizzato il suo vecchio ed abominevole operato, ritrova s stesso e con questo continuo esercizio sollecita il pensiero a rendere positivo ci che negativo appare, fortifica la sua volont ad agire ed affina la sensibilit ad operare per il bene, traendone cos sempre vantaggi morali, che sono per s medesimo immensa e duratura ricchezza.
Se quanto ho scritto non riuscir a scuotere la mente del lettore, anche di un solo lettore, perch arrivi a capire che lunico obiettivo per luomo la vita, che ha bisogno di pace per essere vissuta e che la pace si costruisce con la verit ( il racconto del sacrificio di Ges sulla croce lesempio supremo, sublime, perch Ges la verit ), con la compensazione tra gli uomini e con lamicizia (tra tanti esempi mi sovviene Damone e Pizia) come valori ideali e con le quotidiane esigenze umane per indirizzare la mente verso i predetti valori, che sono una casa dignitosa per tutti, un dignitoso lavoro svolto con dedizione e con passione e non a scopo di lucro, un salario dignitoso unico per tutti per qualsiasi attivit svolta, onde evitare le discriminazioni che creano le disparit di trattamento e liniquo arricchimento, un premio, consistente in un viaggio o altro, mai in denaro e simili, a chi si distinto nella ricerca di meglio servire la collettivit, vuol dire che il mio scritto ha fallito lobiettivo.
Questo, infatti, lobiettivo che mi sono prefisso, scrivendo; ma se il mio sforzo nellesprimere o nel rappresentare quanto penso dalla mia penna non fosse stato bene descritto ed il lettore non dovesse incontrare linteresse che io volevo suscitare, il medesimo lettore, che certamente acuto pi di me, capir che se anche il mio mezzo non funziona, chiaramente il grande fine che mi sono prefisso sostanzialmente non sbagliato affatto. I miei tentativi, scrivendo e divagando, sono forse inadeguati, talvolta possono magari esasperare, rendere male la mia idea, ma il mio fine, ripeto, uno solo: tendere al benessere del vivere sulla terra, amando il prossimo.
Solo chi nutre amore per il prossimo pu dirsi uomo ed degno di tale appellativo, se comprende profondamente il significato della vita ed il significato della verit e come tale poi, se vorr, potr anche interessarsi di politica in maniera umana e religiosa, applicando il detto religa et impera e non pi divide et impera. Io, infatti, identifico i due termini politica e religione, sempre autonomi e dipendenti tra loro nellespletamento del loro sublime compito.
So benissimo che il sentiero da percorrere per raggiungere i predetti umani obiettivi, cui anelo ed ai quali anelano tanti miei simili, lungo ed impervio; ma se ognuno di noi si scroller dalla mente a poco a poco la zavorra che la ingombra e lappesantisce e poi la inonda damore, credo che il mio pensiero, qui descritto, raggiunger lo scopo ed io, che in vita non ho avuto lodi, premi, poteri, perch a questi non ho mai aspirato, avr la desiata ricompensa, anche tra tanti secoli, di non esser vissuto invano o da ignavo, di essere stato presente ed attivo, sensibile ai bisogni altrui e di avere dato con orgoglio e senza bavaglio attraverso il mio scritto il mio piccolo contributo ai miei posteri, di aver sollecitato il mio simile a ricordarsi di non perdere mai la sua natura umana, quindi la sua humanitas, e di agire sempre onorando il suo appellativo.
Questo il mio desiderio e, credo, di tutti gli uomini, che magari vorrebbero agire, parlare o gridare, ma, purtroppo, per varie ragioni giuste o ingiuste tacciono.
Credo anche che tra tanta folla di scrittori venali, il mio modesto pensiero, espresso in queste righe, non trover, purtroppo, lo spazio per potersi diffondere. Ahim!
Comunque queste sono le mie esperienze, che, non per vanagloria, ricordando e riflettendo con divagazione, ho voluto descrivere, perch il lettore, come ho gi detto, possa trarne le sue conclusioni; se poi qualcuno ne avr anche un piccolo beneficio per qualche sua introspezione, al fine di modificare in meglio il suo modus vitae e quello dei suoi simili, ritengo di poter dire umilmente, ma con soddisfazione, di non aver perduto lolio e la fatica, nonch di poter concludere questo mio scritto, aggiungendo con gioia : finis coronat opus.
10 febbraio 2007 Gino Ragusa Di Romano

Dal mio libro "Speranze e delusioni" - Pellegrini Editore - Cosenza 2007


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