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Pubblicata il: ottobre 24, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Racconti inediti e/o celebri | Totali visite: 1630 | Valorazione:

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Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
Un'emozione Ghiacciata

Un inutile, fuggiasco, e forse ultimo rimpianto giungeva, sotto forma di melodica ninna nanna, alla mie orecchie.
I miei occhi colavano di magia, ed un段nsana paura si insinuava sulle mie labbra, le sopracciglia si inarcavano componendo un prototipo di ala, e forse ero felice.
Davanti a me, un paesaggio d段nverno. L置ltimo paesaggio invernale, dell誕nno.
Alberi abbondantemente colmi di brina, quasi esprimono purezza, ambizioni accuratamente congelate, planano cadenti sul terreno ibernato.ed il mio sguardo tra tanti, forse l置nico ad non essere congelato, la paura di un inverno perenne si impadronisce di tutti, tranne di me, che mi delizia.
Tutto calmo, tutto come addormentato ma esprime un誕ssurda familiarit, sto bene qui, sotto la neve brillante, buchi, che mi riportano alle mente, le tane delle talpe in primavera.
Il cielo grigio, un grigio stupendo, non cupo; Non sta nevicando, eppur si vede che ha nevicato a lungo
Ed ecco, un raggio di sole.
Scioglie l段ncanto, ruba un sogno.
Ed io mi congelo, lasciando spazio agli sguardi dapprima congelati, che ora felici, cantano inni alla tanto aspettata primavera.
Ho sempre pensato che l段nverno, fosse una sorta di onirica proiezione vitale, la stagione portante, quella che tiene in vita le altre.
Ho sempre amato l段nverno, ha un fascino proprio, ma cela una magia inaspettata.
Adoro, piu di qualsiasi altra cosa i paesini, di montagna, innevati, con il campanile, impassibile, che suona veramente, il campanile vero, fatto di ferro massiccio, adoro l段nverno perch racchiude una piccola delizia, che mi lascia con una dolce melodia in bocca:Il Natale.
Alberi completamente ricoperti di luci, intermittenti, proiettano al mio interno commedie medievali, sfaccettature di sogni. Mi ritrovo spesso, in questo periodo dell誕nno, con le mani interamente ricoperte di brillantini color rosa antico, sono splendidi, e brillando colpiti dalle lucine degli alberi di natale, mi riportano quasi, il ricordo delle lezioni di danza classica, sarei perfettamente in grado di ricordarne ogni minimo particolare, alla visione di quei brillantini.
Il natale, esteriore, comprende molte altre cose, l誕lbero della nonna per esempio, la mattina di S.ambrogio, lo addobbo sempre insieme a lei, viene sublime, palline argento e blu, fiocchettino luccicanti, e lucine bianco ghiaccio, sono sparse ovunque, sulla chioma verde carico del pino, ed anche la citt addobbata, persino le vie piu trafficate e sconfusionate, durante il Natale, assumono un aspetto di quiete ed estrema bellezza, in Galleria, allestiscono sempre un albero grandissimo, interamente vestito di addobbi si cristallo, bellissimo, e quando lo guardi, ti sembra quasi di perderti tra i luccichii. Sul naviglio, le illuminazioni, si rispecchiano nell誕cqua, che assume un aspetto natalizio. Se devo essere sincera pero, il vero natale esteriore, si respira negli scorci piu nascosti, ricordo un giorno, d弾sser capitata, in un traversina del naviglio, mi sono trovata davanti ad una chiesa, molto antica, penso fosse medievale, ed intorno, pini infiocchettati, e scie di neve, uno spettacolo meraviglioso, il tutto reso ancor piu magico, dalla note dell ave maria di Shubert, provenienti da un violino perfettamente in atmosfera.
Dopotutto il vero Natale, il nostro Natale, quello che viviamo al nostro interno.
Si possono associare tante cose al Natale, ed inoltre limitativo segregare il natale al 25 dicembre. Se noi lo desiderassimo realmente, il Natale potrebbe aver luogo tutto l誕nno.
Detesto la frase retorica 葬A natale si tutti piu buoni鋳 perch? Perch proprio e solo a natale, si diviene d段mprovviso tutti piu buoni? Noi dobbiamo, semplicemente trovare il nostro Natale, e viverlo ogni giorno, con la stessa magia del primo giorno, del giorno in cui ci stato affidato.
Tuttavia, estremamente diffcile, trovarlo, e molto spesso, si impiega tutta la vita, ma si trova, per forza, comunque, ed bellissima la comunione tra natale esteriore ed natale interiore.
Il 25 dicembre, ha un fascino stupendo, che non va assolutamente mai tralasciato, io ricordo tutti i miei 25 dicembre, perch sono stati i giorni in cui, ho cercato di trovare e capire quale fosse il mio natale interiore. Inoltre, nella mente, trovano luogo, tutti i momenti del natale esteriore che ho passato, con la mia famiglia, che sono dei ricordi meravigliosi, e di estrema bellezza.
I ricordi, si manifestano sotto forma di fotografie emozionali, che scosse dal sentimento prendono vita, e riportano in atmosfere ormai, passate.
Un pianoforte accompagna questi ricordi, fluttuanti, ballerini di danza classica, danzanti al tempo di note letterali.
E tutto appare pi chiaro, tutto quello che non avevamo mai capito, tutti gli enigmi, per incanto si sciolgono, celando la verit pi inaspettata.
Guardo fuori dalla finestra della mia camera, quella con le tendine di pizzo bianco, merlettate da una nonna d誕ltri tempi, e non vedo nulla di consueto, un altro paesaggio si impossessato della mia vista, c定 un lago, l誕cqua scura e pare quasi imbrattata di pece, delle sottili onde, e dei leggeri movimenti di spuma bianca, inducono a pensare che nel lago, ci sia presenza di pesci. Sopra di esso, un banco di nebbia fittissimo, che apparentemente non fa trasparir nulla.
Ma come per magia, o per incanto, scorgo avvolto in fasci di nebbia grigia, il mio passato mischiato al mio presente.
Ovunque, l誕cqua del lago ha cominciato a formar zampilli, ed alcuni assomigliano gi a fontane, l誕tmosfera ha assunto un誕ria brillante e famigliare. Non c定 posto per il male, qui.
Il mio sguardo, sbigottito, ma non eccessivamente, osserva ed in silenzio sorride, ricordo tutto dei momenti che ora una fontana, a forma di antico dio greco, mi mostra.
Puerilmente mi accascio a terra, alla vista di un cervo, e cerco di avvicinarlo.
Ma anche il cervo, parte di me, ed anche il cervo ha qualcosa da mostrarmi.
Subito vedo proiettati sul lago intriso di vita, i pomeriggi passati in montagna, ed un sorriso, splendido, vero, il mio, il mio di quando avevo cinque anni, quando urlavo soddisfatta gioiosamente, ed annunciavo al mondo che avevo visto un cervo, nel bosco.
Nella mia mente un susseguirsi di parole da luogo ad una coesione tra realt ed interiorit.
Nel cuore la convinzione di essere felice ed al contempo non sbigottita da quando accaduto,
nell誕ria nessuna nota, nessuna parola viaggia. Un simultaneo silenzio impera, tranne che in me.
Il lago, ormai colmo di fontane splendide, opera d誕rte, disegnate dai ricordi della mia anima, e decorate dalle parole del mio cuore, che producono la mia vita.
Al di la del lago, solo ora posso intravedere un infinito prato di giunchi, ed un sogno contorto, posato su di essi.
Gli alberi del bosco equidistante, sono tutti protendenti verso il lago, quasi in attesa, quasi partecipi alla proiezione vitale.
ネ tutto cos tremendamente magico, tutto cos irreale. Il mio viso, credo abbia un弾spressione floreale, e felice, da un tempo indefinito.
Sento che questo, questo il mondo che vorrei, sento che ci che mi apparso in sogno, sento che non voglio abbandonare la incarnificazione della mia anima.
Sento di voler mostrare a tutti, cosa il mondo potrebbe divenire, se tutti desiderassimo veramente il meglio e lasciassimo perdere ogni tipo di tentazione e dileguamento maligno.
Il prato di giunchi mi sempre meno lontano, quasi inizio a percepirlo, ma ancora non vicino.
Nel cielo le nuvole paiono abbracciarsi, e le stelle anch弾sse presenti solerti e pure cadono, in un abbraccio propizio con le fontane zampillanti di acqua vitale.
Ondine metaforiche rompono il silenzio, ed ora un dolce avanti e indietro d誕cqua percepibile.
La riva, ormai impercepibile, ed anche la mia stanza pare scomparsa, eclissata, o pi semplicemente affondata in un mare di materia
Irene De Pace


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