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Pubblicata il: settembre 24, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Racconti inediti e/o celebri | Totali visite: 629 | Valorazione

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
Jean de La Fontaine - Libro I
VII - La Bisaccia


Barba Giove disse un giorno:
- Vengan quanti al mondo sono
animali malcontenti
e ciascun di lor mi parli
senza fare complimenti,
ch'io vedr dal mio gran trono
se si possa contentarli -.

Il babbione per suo conto
si dichiara arcicontento
senza tema di confronto.
Una bestia, figurarsi!
che cammina a quattro mani,
cos bella e di talento,
non sarebbe un'ingiustizia
se volesse lamentarsi?

Ma una grande compassione
egli sente in cor per l'orso,
che gli sembra un cos stupido
materiale bestone,
cos rozzo e disadatto,
che i pittori si rifiutano
fin di pingerne il ritratto.

L'orso subito protesta
contro questa insinuazione.
Quel che a lui sembra mal fatto,
corto in coda e grosso in testa,
una macchina pesante
senza garbo e proporzione,
piuttosto l'elefante.

A sua volta anche costui,
ch' un buonissimo pedante,
dice mal della balena
tutta schiena, tutta schiena.
Ogni mal del vicino,
e per essere discreti
fa l'istesso panegirico
la formica al moscherino.

Barba Giove soddisfatto
li rimanda in santa pace.
Per venire adesso al fatto
non vi sembra che a un dipresso
anche noi facciam lo stesso?
Linci a scorgere del prossimo
i difetti, siamo poi
talpe cieche sol per noi.

Quando viene in questa valle
porta ognuno sulle spalle
una duplice bisaccia.
Dentro a quella che sta innanzi
volentieri ognun di noi
i difetti altrui vi caccia,
e nell'altra mette i suoi.


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