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Pubblicata il: febbraio 19, 2014 | Da: Redazione
Categoria: Racconti inediti e/o celebri | Totali visite: 924 | Valorazione

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Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
LE FATE E IL CAPPELLO BIANCO

Cera una volta un ragazzo che tornando a casa, una sera, si allontan senza accorgersene dal sentiero perdendosi nella grande foresta. Quando giunse la notte il ragazzo, stanco del lungo cammino, si stese sotto un albero e si addorment. Al risveglio, alcune ore pi tardi, si accorse che un grande orso era disteso accanto a lui con la testa appoggiata ai suoi vestiti. Il ragazzo in un primo momento si spavent, ma quando si accorse che l'orso in realt era mite, si lasci condurre da lui attraverso il bosco finch vide una luce provenire da una piccola capanna fatta di zolle erbose. Buss alla porta e una piccola donna gli apr e lo invit gentilmente a entrare. Nella capanna, seduta accanto al fuoco, c'era un'altra piccola donna. Dopo avergli offerto una buona cena gli dissero che avrebbe dovuto dividere con loro l'unico letto della capanna.
Appena coricato il ragazzo sprofond in un sonno pesante ma si risvegli bruscamente al suono del pendolo che batteva la mezzanotte. Vide le due piccole donne alzarsi e infilarsi dei cappelli bianchi appesi alla spalliera del letto. La prima disse: io vado e l'altra aggiunse: io ti seguo e improvvisamente scomparvero.
Spaventato all'idea di restare solo nella capanna, e vedendo un altro cappello bianco appeso alla spalliera, lo indoss dicendo: io ti seguo. Ed ecco che immediatamente una forza misteriosa lo port al cerchio delle Fate dove tante piccole donne danzavano allegramente. A un certo punto una di loro disse: io vado alla casa di un gentiluomo e tutte le altre: io ti seguo. Il ragazzo fece altrettanto e si ritrov su un tetto, vicino a un alto camino.
La prima fata, poich proprio di Fate si trattava, disse: Gi dal camino! e le altre, ripetendo la solita formula, la seguirono prima attraverso la cucina e poi gi fino alla cantina. Qui cominciarono a prendere delle bottiglie di vino da portare via, poi ne aprirono una e la porsero al ragazzo il quale bevve cos avidamente che cadde in un sonno profondo. Al risveglio si trov solo, e tutto tremante ritorn nella cucina dove incontr dei servi che lo condussero dinnanzi al padrone di casa; dato che non sapeva dare una valida spiegazione circa la sua presenza l fu condannato all'impiccagione.
Quando gi si trovava sul patibolo vide una delle piccole donne farsi largo tra la folla; in mano teneva un cappello bianco simile a quello che lei aveva in capo. La fata chiese al giudice di lasciare indossare il cappello al ragazzo prima di impiccarlo e il giudice, non vedendo cosa ci potesse essere di male, acconsent.
La fata si arrampic allora sul patibolo e mise il cappello sul capo del ragazzo dicendo: io vado! e il ragazzo, rapidamente, rispose: io ti seguo!. Veloci come fulmini volarono fino alla piccola capanna nel bosco. La fata gli spieg allora quanto si fosse offesa nello scoprire che si era appropriato del cappello bianco e aggiunse che, se voleva essere amico delle creature fatate del bosco, non avrebbe mai pi dovuto prendere le cose di loro propriet.
Il ragazzo promise e, dopo una buona cena, gli fu concesso di tornare alla sua casa.


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