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Pubblicata il: ottobre 24, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Racconti inediti e/o celebri | Totali visite: 674 | Valorazione

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Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
Voglia d'amare
Racconto a quattro mani


Guardava la moquette rossa del suo nuovo appartamento, immaginandosi gi ansimante e sudato su di una donna, una qualunque, un qualunque corpo da usare, prendere fino a non poterne pi, per poi ricominciare. Disteso sul letto, non riusciva ad immaginare altro. Le sue preoccupazioni non erano dirette alla ricerca di un posto di lavoro, o di un'occupazione temporanea. Era talmente difficile per lui pensare ad altro, che sarebbe volentieri vissuto rinchiuso in quel bozzolo di moquette rossa, aspettando la donna di turno, aspettando di avere la sua droga, l'unica capace di soddisfarlo, di renderlo vivo, di fargli sentire i pensieri, le parole, i gesti di un giorno, di una notte, di una vita.
Si era appena addormentato nel suo vagare erotico, quando sent suonare alla porta. Si dest di colpo e gli occhi scuri gli illuminarono il volto maschio, i sensi accesi, il corpo agile e forte. Ecco la prima vittima, il primo amore della nuova vita, la prima piccola vita nella vita, la storia del momento...

Lei     

L'antico palazzo d'epoca dal grande portone di quercia sembra quasi disabitato, immerso nel languore silenzioso di questa dolce sera di maggio. Mi domando che cosa sto facendo qui. Non mai stata mia abitudine accettare l'invito di uno sconosciuto, per di pi proprio a casa sua, nel suo covo, quasi in trappola. L'affanno cresce ad ogni gradino e il cuore sembra voler balzarmi fuori dal petto, pulsando pi forte in gola man mano che mi avvicino all'abitazione di quest'uomo che mi ha tanto colpito... Il suo modo di sorridere mi ha fatta sentire al sicuro, questa mattina, e per una volta ho voluto dimenticarmi delle convenienze, ho voluto regalarmi un'avventura, ma ora la paura cresce davanti a questa porta. Che imprudenza! Per... anche eccitante!
Sono quei momenti in cui sei capace di fare di tutto, tra timore ed eccitazione. Il corpo reagisce da solo, e il mio dito preme il campanello con un gesto automatico, di scatto. Suona la musica del nostro incontro... La porta si apre. Mi sento le guance accese e il cuore in tumulto di fronte a lui.

Lo aveva conosciuto il giorno prima per strada. Le era caduto un libro di mano: "La vita altrove" di M. Kundera. Era uno dei suoi autori preferiti, era la chiave per affrontare e sconfiggere il suo rossore, il suo imbarazzo palese davanti a quel giovane uomo che, chinandosi per aiutarla, le sfiorava con intenzione la mano e la percorreva con gli occhi, mostrando di apprezzare ogni cosa di lei, subito. Si era sentita quasi spogliata da quello sguardo, ma quel che pi l'aveva colpita, era un fondo di tristezza che vi leggeva. Non c'era la solita arroganza, bens un velo di malinconia che quasi la pregava di accogliere quella carezza senza alcuna paura, fidandosi subito della sua voce...
Le aveva detto di essersi appena trasferito in citt, non conosceva nessuno, e sarebbe stato meraviglioso trascorrere la serata con una bella donna appassionata del suo autore preferito.
Mentre parlava, lei non riusciva a sottrarsi al suo sguardo. Nei suoi occhi chiari, persi in quelli di lui, c'era gi la voglia di dire di s, la voglia e il bisogno irrazionale di gettarsi tra le sue braccia... Cos aveva accettato l'invito di quello sconosciuto, sapendo di commettere un'imprudenza e, per tutta la giornata, si era accorta che non vedeva l'ora di ritrovare quella mano forte e gentile, quello sguardo dolce e insinuante. Con una punta di malizia, aveva pensato che anche il suo carattere doveva essere cos, e a letto non c' uomo migliore!
Lui

Eccola, finalmente! Il rossore ancora sul suo volto, e voglio pensare che le rimasto da questa mattina! Fingo di non notare la sua confusione e l'ansia che le solleva il seno colmo, che si rivela sotto la seta della camicetta.
Le prendo la mano con un gesto intimo e la invito ad entrare. La guardo mentre mi precede impacciata, come verso la tela del ragno dalla quale non sar possibile fuggire. Osservando le sue gambe, gi ne immagino il sapore tra le labbra. Non parliamo molto, solo gli occhi svelano le emozioni che ci agitano...
La cena pronta, l'ho ordinata al ristorante cinese sotto casa. Mi sono trasferito da poco qui e non mi sono ancora organizzato. Ma questo non minimamente importante per nessuno dei due, sappiamo entrambi che solo un preliminare a ci che per me significa vivere, e per lei, lo intuisco, costituisce la rivalsa ad una vita piatta e senza scosse. Mangiamo svogliatamente, in fretta. Ben presto, accompagnati dal nettare del piacere, trasportati dalle rosse acque del Merlot, si ritroviamo sul letto ad assaporare i nostri corpi, a muoverci al ritmo della stessa passione.
Dopo, i suoi occhi mandano una luce fosforescente al tenue chiarore della luna che filtra dalla finestra socchiusa. Ma qualcosa le impedisce di guardarmi a lungo.
"Perch chiudi gli occhi?" le domando, alzandomi sul gomito e prendendole il volto tra le mani. La guardo intensamente, quasi a voler assorbire dalle sue pupille il languore che la pervade. Attraverso i suoi occhi cerco di penetrare nel pi profondo dell'anima per leggervi la passione che gi conosco. Ma lei li chiude abbassando il volto.
"Non so..." Risponde timidamente.

Lei

E invece lo so. E' troppo grande, quasi insostenibile la sensazione di gioia, di godimento, di tenerezza, d'amore, s, d'amore, che provo in questo momento magico. Da questa notte, dal primo incontro, sento di appartenergli irrimediabilmente. Non ho mai provato una sensazione cos nuova e forte che temo di sciuparla, di perderla nella realt delle cose. Per tutto il tempo ho cercato di trattenerla, di imprigionarla nelle pupille chiuse, ricacciandola nella profondit del mio essere. Voglio cullarla e proteggerla, quest'irrazionale emozione d'amore... Voglio stampare a caratteri indelebili questo volto alterato dal desiderio, la sua espressione lontana e sognante, il sapore della sua bocca, la forza delle sue braccia e le spinte sempre pi esigenti che mi squassano...
E' troppo intensa... unica, non si pu provare un'altra volta un'emozione cos. Adesso so che sono vissuta solo per questi attimi, che la mia vita solo in questi momenti ha acquistato senso e sapore. Ho atteso tanto questo momento... e adesso giunto!

Aveva sempre saputo che da qualche parte esisteva qualcuno che l'avrebbe portata a questa sensazione lacerante di sentirsi scissa in due e ricomposta in un caleidoscopio di colori e suoni e odori, come fusa nell'altro corpo, parte integrante di lui. Era giunto tardi, ma ancora in tempo per farla vibrare con tutto il suo essere, per farla diventare compiutamente donna.
Beveva i gemiti soffocati e le parole sussurrate sulla sua bocca, avvertendo il desiderio crescente che la pervadeva ogni volta che si avvicinava e la sfiorava. Un desiderio prepotente che la afferrava alla gola e all'inguine, con un'intensit mai provata, che la spaventava. Non osava manifestarlo apertamente, per pudore misto a paura di essere fraintesa, ma adesso che quel piccolo nido si era aperto per loro, doveva imparare a lasciarsi andare.
Quando il desiderio si faceva insostenibile, stappandosi dai suoi baci, scendeva timidamente con la bocca a lambirgli il collo, le spalle, il petto sentendolo fremere sotto le sue labbra... Si fermava e spiava nei suoi occhi i segni di consenso, poi, con gioia, riprendeva a percorrere il suo corpo con baci sempre pi caldi e intimi...

Lui     
Restiamo qui, inchiodati l'uno dentro l'altro, nei nostri umori. Restiamo qui. Ad aspettare che i corpi non rispondano pi e, ormai sfiniti, richiedano riposo. Chiudiamo gli occhi e godiamoci il momento del nulla, del non pensiero, del silenzio, del non vivere. Ogni muscolo disteso, immune al dolore, quasi incapace di movimento, se non rallentato.
Culliamoci nel nostro letto, come bambini, come stanchi turisti estasiati e soddisfatti dalle bellezze ammirate. Godiamoci questo momento, amore mio, godiamo ancora, come se non ci fosse bastato, come non ci avesse soddisfatto, godiamo ancora della notte, del nostro mondo ovattato, dei nostri respiri, della nostra pelle, della nostra vittoria, del nostro volere, del nostro sapere ci che in pochi sanno, del nostro conoscere ci che in pochi conoscono o hanno conosciuto.
Godiamoci il momento pi vero della vita, breve e pieno, godiamoci questa notte d'amore e poi domani torneremo nel mondo, a vivere come robot, automi della societ, servi di un dio che ha dimenticato di spiegarci perch ci abbia dato due vite in una, incapaci come siamo di viverne una soltanto.

Luca e Lory


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