La Poesia

La casa della poesia
non avrà mai porte





Il più grande sito italiano di poesie e racconti

Entra o Registrati Che metta del giusto animo il pellegrino che bussa alla casa della poesia.


La Poesia | Antologia completa | Testi più votati | Ricerca avanzata | Rss Feeds | Invio materiale

    Poesie e racconti
» Poesia antica greca e latina
» Poesia dialettale italiana
» Poesia italiana
» Poesie inedite
» Poesie straniere tradotte
» Racconti inediti e/o celebri

  Filtra le poesie e racconti
Più lette
Più votate dagli utenti

  Felice Pagnani
Disegni
Sito Poesia
In ricordo

   Iscrivermi alla newsletter
Iscrivendoti alla newsletter riceverai la info dei nuovi materiali pubblicati.
Nome E-mail

Titolo/Autore Testi    ricerca avanzata
Pubblicata il: settembre 24, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Racconti inediti e/o celebri | Totali visite: 469 | Valorazione

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
Marco Pedonesi
LA BELLA VESTITA DI BIANCO

L'aveva conosciuta sulla Pania della Croce una mattina d'autunno, dopo che, solitario, aveva percorso il sentiero dal rifugio Mosceta.
Lei era l, sulla vetta, e stava osservando il mare, sulla cui superficie. increspata si potevano scorgere l'Isola d'Elba e la Capraia, come due oscure zattere che silenti galleggiavano alla deriva.
Appena ebbe udito i suoi passi, si volt verso di lui.
E quasi si trattasse di un vecchio amico al quale avesse dato appuntamento, cominci a. parlargli dei misteri della montagna, delle insidie che essa nasconde e di una strana vertigine simile all'eternit e alla morte.
Aveva dei pantaloni di velluto a coste sottili e un maglione. di lana entrambi bianchi, di un candore che per contrasto faceva risaltare i capelli neri sciolti sulle spalle. Il volto, dai lineamenti perfetti, mostrava tratti da bambina, ma nello sguardo, appena velato di tristezza, pareva si fossero stratificate le domande di intere generazioni.
Cosa ci facesse sola in quel luogo, Carlo neppure se lo chiese, convinto di trovarsi per miracolo in una di quelle. situazioni del tutto magiche, vagheggiate in lunghe notti di solitudine. Cos le rispondeva trasognato. E. pi essi parlavano, pi lui avvertiva la sottile malia della sua voce e dei suoi occhi.
Infine, la donna lo salut e prese a scendere verso Levigliani, mentre lui la guardava allontanarsi, e perdersi, in un lembo di nebbia appena alzatosi dalla pianura che a poco a poco l'avvolse come un soffice bozzolo di seta.
"Che stupido sono stato!" si disse allora un po' deluso. "Non le ho nemmeno chiesto come si chiamava".
Pi tardi, tornato al rifugio, domand insistentemente di lei al gestore e alla moglie di questi, che per non ne sapevano niente: forse non si era fermata da loro. Nei giorni che seguirono, poi, s'inform presso gli amici del Cai. Ma anche qui nessuno l'aveva mai veduta.
Una sera di dicembre, Carlo si sentiva pi depresso del solito, perci si era disteso sul letto, quando fu distratto dal vociare della folla, gi in strada, e da qualcuno che pareva chiamarlo, si alz e fece per affacciarsi alla finestra, ma subito prov quella strana vertigine di cui gli aveva parlato la bella sconosciuta. Cosi, spaventato, s'infil sotto le coperte e dopo poco si addorment.
Al mattino, molto presto, raccolse qualche provvista nella zaino e decise di tornare sulla Pania, poich era certo che solo l avrebbe potuto rivedere la sua donna: questa volta non sarebbe stato tanto sciocco da lasciarla andare senza sapere qualcosa di pi sul mistero che finora gliel'aveva resa inaccessibile.
La montagna era ricoperta da un sottile strato di neve. Ma Carlo, abbastanza esperto, si era ugualmente incamminato sul sentiero che ben conosceva.
Era quasi giunto sulla cima, quando all'improvviso si sent chiamare pi a valle. S, era la sua voce, non poteva avere alcun dubbio. Si volt dunque di scatto, tanto era sorpreso ed eccitato, ma quel movimento brusco gli fece perdere l'equilibrio e, in un. attimo, precipit lungo un canalone di ghiaccio.
Sent prima un forte strappo, poi un calore intenso salirgli per tutto il corpo. Infine la stessa vertigine simile all'eternit e alla morte. Fece allora per rialzarsi, ma nell'aprire gli occhi non vide che nebbia. E nella nebbia riconobbe il volto di lei.
"Ci siamo a lungo cercati, Carlo" gli sussurrava. "Eppure, per quanti giorni, e strade, e notti si sono confusi i nostri passi!"


 Commenti degli utenti

Non ci sono commenti...



Protected by Copyscape DMCA Takedown Notice Violation Search
1 2 3 4 5
Come ti è sembrato?     Scarso
Eccellente    


Ti proponiamo i Racconti inediti e/o celebri più letti

» Oscar Wilde LA BALLATA DEL CARCERE DI READING
» Howard Phillips Lovecraft LESTRANEO
» Saint Germain IO SONO COSCIENZA, INTELLIGENZA, VOLONTA 3
» Saint Germain PENSARE E CREARE 5
» Marchese de Sade SERAPHINE
Gli ultimi Racconti inediti e/o celebri pubblicati

» monik elena _ io e te
» Sandrino Aquilani - Gli alberi
» Marina Lolli - Aprile 1949-Giugno 2012
» Ferruccio Frontini-Acca
» Non Tutti sanno chi sono - Desiree Dal Pin
» ZioPier - I colori del buio


    Una pubblicazione proposta fra le tante presenti nel sito
Il display digitale verde acqua. Non ricerco stazioni preferite: la sera dianzi giro il pomello con la radio spenta, senza guardare la scala numerica, il sintogramma. A volte mi svegliano gli intervalli di frequenze rimasti vuoti,

    Statistiche generali
Pubblicazioni
6543
Autori registrati
3082
Totali visite
9995568
Categorie
35

Eliminare i file cookie | Torna su   

2000, 2013 © La-Poesia.it | Fondato da Felice Pagnani e ripubblicato nel 2013 dalla redazione di Latamclick.