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Pubblicata il: settembre 24, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Racconti inediti e/o celebri | Totali visite: 517 | Valorazione

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Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
Marco Pedonesi
LA STORIA DI PECINO

Quando Pecino passava con la sua cesta di carbone sulle spalle, gli altri bambini interrompevano i loro giochi e prendevano a canzonarlo, perch lo vedevano sempre sporco, nero come la pece, con i vestiti a brandelli, e perch sapevano che viveva come un selvaggio in una capanna isolata a poche centinaia di metri dal villaggio.
Allora lui posava per un attimo il pesante carico, raccoglieva qualche sasso e dava loro la fuga. Ma non gridava, non diceva una parola. E se qualcuno, passando, gli dava un tozzo di pane, si limitava a guardarlo con uno sguardo ebete senza neppure rispondere.
Pecino era orfano di madre. E suo padre, quasi sempre ubriaco, rincasava solo a tarda sera, si coricava accanto al fuoco e subito si addormentava senza curarsi di lui.
Una mattina si stava recando con un sacco di carbonella dalla perpetua del pievano, quando una bambina che giocava al centro del crocicchio, nel vederselo davanti, cominci a correre gridando: "Mamma, mamma, c' il Pecino tutto nero che mi porta via!"
Una giovane donna usc in quel mentre da una porticciola e la bambina le si gett impaurita tra le braccia.
Egli rimase a lungo a guardarla, quasi turbato dal suo naturale gesto protettivo. E come se avesse per la prima volta udito quella parola, mosse le proprie labbra in due articolazioni sillabiche che parevano un sussurro.
"Non aver paura - fece a questo punto la donna staccandosi dalla figlia - solo un bambino". Poi prese una manciata di monetine e le porse al carbonaio, che continu a fissarla imbambolato riuscendo perfino a sorridere e a dire "grazie".
Quella notte Pecino non riusciva a dormire, ripensava alla donna e a qualcosa di indefinito che stava affiorando dalla sua memoria cos povera di eventi significativi da ricordare.
Ad un tratto, quindi, si alz, afferr un braccio del padre, che gi stava russando, e lo stratton con forza. Ora voleva sapere dov'era sua madre e se fosse stata bella come quella signora.
L'uomo non si svegli, ma riusc a borbottare qualcosa, come se i suoi occhi chiusi avessero finora sigillato un triste ricordo che a poco a poco si andava liberando.
"S, era bella, - disse - bella come la luna. E quel fiume, maledetto fiume, se la port via!"
Il giorno seguente Pecino and a sedersi sulla riva, un po' pi a valle, e si mise a fissare lo scorrere delle acque. Verso sera, infine, quando si affacci il disco lunare in tutto il suo splendore e vi riflett la malinconia dei suoi bianchi deserti mari, egli credette di riconoscervi il volto della madre.
Dal villaggio tutti udirono le sue grida di gioia, poi uno strano ansimare seguito da un improvviso silenzio.
Dopo alcuni giorni, dei pescatori ritrovarono il suo corpo impigliato fra i rami di una secca. Fu portato a riva e adagiato sulla spiaggetta, dove in molti si precipitarono, avuta la triste notizia. C'era anche la donna delle monetine, che si fece largo tra la folla e si chin per accarezzargli la fronte.
Per la prima volta gli abitanti del borgo poterono vedere il volto di Pecino bianco come il latte e i suoi soffici capelli biondi.


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