La Poesia

La casa della poesia
non avrà mai porte





Il più grande sito italiano di poesie e racconti

Entra o Registrati Che metta del giusto animo il pellegrino che bussa alla casa della poesia.


La Poesia | Antologia completa | Testi più votati | Ricerca avanzata | Rss Feeds | Invio materiale

    Poesie e racconti
» Poesia antica greca e latina
» Poesia dialettale italiana
» Poesia italiana
» Poesie inedite
» Poesie straniere tradotte
» Racconti inediti e/o celebri

  Filtra le poesie e racconti
Più lette
Più votate dagli utenti

  Felice Pagnani
Disegni
Sito Poesia
In ricordo

   Iscrivermi alla newsletter
Iscrivendoti alla newsletter riceverai la info dei nuovi materiali pubblicati.
Nome E-mail

Titolo/Autore Testi    ricerca avanzata
Pubblicata il: ottobre 24, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Racconti inediti e/o celebri | Totali visite: 636 | Valorazione

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
L'incontro

unalba calda e afosa simile a tante nella mia terra, la Palestina,. Alcuni uomini di legge, dei sacerdoti sono venuti a prendermi, mi hanno trascinato via, coi capelli sciolti sulle spalle e i piedi nudi. Luomo che era con me si dileguato nel buio, forse nascosto da qualche parte ad osservare la scena al sicuro, oppure fuggito al di l delle mura della citt, ma questo non ha importanza, solo un uomo, destinato a cercarti nella notte e a svanire col sole. Lunica cosa che importa che sto per affrontare il mio destino, che sar la morte, una morte crudele, per lapidazione. I giusti prenderanno delle pietre e colpiranno finch non sar caduta, ma fuori dalle mura della citt, perch la citt non deve essere contaminata. Non so nulla di legge, sono una donna che non sa nemmeno scrivere il suo nome ed inoltre sono unadultera, ma sono stata condannata, senza appello. Li vedo gli uomini di legge quando discutono sotto il portico di Salomone, tra i cambiavalute e i venditori di colombe. Hanno letto la Bibbia, le scritture, le hanno studiate e meditate, le spiegano ogni sabato nella sinagoga, ma non alle donne come me. Io ho peccato, molte volte, e ora sono condannata, anche se qualcuno di questa folla vociante non mi del tutto estraneo e mi ha cercato in calde notti lontane e perse nella memoria. Questi uomini urlano, abbasso il mio sguardo, non oso guardare chi mi condanna. Le donne sono scomparse, forse nascoste dietro le finestre delle loro case. Anche i bambini sono scomparsi, e le urla si fanno sempre pi forti. Mi hanno coperto con un mantello e mi trascinano nella polvere. Non piove spesso in questa terra assolata e sassosa, con le sue case bianche dalle finestre che sembrano occhi che mi osservano. Ai crocicchi delle strade i soldati romani con le loro belle armature osservano impassibili la scena che neppure per loro del tutto insolita in questi luoghi cos lontani dalla loro patria. Passiamo davanti a un pozzo. Da tanto io non oso recarmi al pozzo con le altre donne che sono pure, sono le mogli dei giusti, quelle che osservano tutte le prescrizioni per vivere santamente. Mi reco al pozzo nel buio, di nascosto, perch nessuno mi veda, anche se tutti mi conoscono in questo piccolo villaggio battuto dal sole e dalla polvere. Delluomo che si dileguato quasi non ricordo il volto, come molti altri, ma del resto nel giorno che mi condanna, nulla ha pi importanza.
Improvvisamente cala il silenzio, un silenzio che percepisco come di attesa. Penso sia la fine di tutto, non ho pi nulla da chiedere alla vita. Non mi danno neppure la possibilit di chiedere perdono. Di fronte a noi si apre uno spiazzo, e un altro corteo ci si fa incontro. Io non conosco nessuno e i miei occhi sono fissi a terra, ma una voce si leva, tutti attorno a me dicono che c il maestro. Altre voci si rincorrono, si sovrastano, il maestro. Anchio ho sentito parlare di Lui, dicono che non sia come gli altri rabbi. Dicono che guarisca la gente, che a un banchetto di nozze abbia mutato lacqua in vino, che vada coi peccatori. Non uno dei soliti maestri, quelli che leggono la Bibbia, la meditano e la spiegano ai giusti come loro.
Qualcuno urla pi deciso degli altri, facciamola giudicare a lui. Si leva alto un coro di approvazione. Pare che ci siano anche delle donne che seguono questo maestro, dicono anche che sia un uomo giusto, e tocca a lui condannare. Mi prendono per i capelli, mi trascinano davanti a lui. La gente dice che quelli che lo seguono sono persone comuni, lavoratori, pescatori.
un uomo bello, ma io non oso alzare gli occhi nei suoi, come potrei? Mi sembra di intravedere dietro un muro un uomo che osserva, ma non ha importanza, solo la morte e il destino ora importano. Dice qualcosa, si china, scrive nella polvere, ma io non so leggere, come le altre donne in questa terra di Palestina riarsa dal sole. E scritto che le donne adultere debbano essere uccise per lapidazione e gli uomini attorno a me hanno gi pronte le pietre. Aspetto la fine, non mi resta nientaltro da fare, ma lui continua a scrivere. Chiudo gli occhi, attorno a me il silenzio. Dove sono quegli uomini? Non capisco, tutti abbassano il capo e se ne vanno, si allontanano mentre il sole si fa alto nel cielo. Parla, ha una voce meravigliosa che non ho mai sentito in un uomo e che non sentir mai pi se non nei miei sogni futuri, nelle calde notti palestinesi. Va e non peccare pi. Mi rimbomba nella testa, nel cervello, nelle orecchie. Va e non peccare pi. Dovrei dire qualcosa, forse un grazie, ma non mi esce parola. E del resto difficile per una donna parlare con un uomo, anche per ringraziare chi le ha salvato la vita. Allora corro via, rasente i muri, di nascosto, coi capelli sciolti e i piedi scalzi, mi copro col mantello, tutti sono spariti. Casa mia lultimo rifugio. Chiudo la porta, lascio tutto alle mie spalle, tranne quella voce che mi accompagna. Va e non peccare pi, va e non peccare pi. Non so cosa abbia scritto sulla sabbia, cosa abbia letto nellanima di ciascuno, ma ha avuto una parola anche per me, non peccare pi.
Il tempo passato e non sono pi una peccatrice ora, non sono pi ladultera. Cammino elegante e vado al pozzo con le altre donne, parlo con loro, sorrido ai loro bambini. Non abbasso pi lo sguardo davanti alle persone, sono la donna salvata dal maestro e per questo degna di un nuovo e diverso rispetto. Ma oggi una giornata particolare, dicono che passer di nuovo di qua. Sta per andare a Gerusalemme, si sente dire che i sacerdoti non lo amino, che vogliano farlo morire. Sono pronta dallalba lungo la strada. Voglio che mi veda, che non sono pi quella donna, che sono unaltra, una donna virtuosa, come dice la Bibbia. Finalmente ecco in lontananza un corteo come quello dellaltra volta. Devo vederlo e sgomito, spingo, finalmente trovo un varco tra la folla, sono in prima fila. Sono orgogliosa di me stessa, di quello che ho fatto e devo dirlo al Maestro, lui deve sapere. Si avvicina, eccolo l, mi guarda, fissa i suoi occhi nei miei. Leggo tante cose che non capisco in quegli occhi, mi annientano, mi lasciano interdetta. uno sguardo di amore, di compassione, di piet. Come se potesse leggermi dentro, come se vedesse qualcosa di me che non vedo neppure io e che non capisco, del quale non colgo il significato ultimo. un attimo e si allontana lungo la strada assolata e sassosa, verso Gerusalemme.
Allora mi ritraggo tra la folla, di nuovo rasente i muri, quello sguardo pieno di amore, che mi ha letto lanima, mi insegue, mi prende ma finalmente arrivo a casa mia. Ancora una volta lultimo rifugio.
Ancora altro tempo passato. Dicono che sia morto, ma anche che sia risorto. Non so come possa un uomo risorgere, ma cos si dice. Sento ancora vicino a me quelle parole, non peccare pi e dentro di me rivive ogni momento quello sguardo. Il mio Maestro risorto e so che un giorno torner, ma non ora, perch ora notte. Tutti sanno che non sono pi la peccatrice e nessuno mi cerca pi, ma le notti sono lunghe e solitarie. Le stelle brillano nel cielo limpido della Palestina, le conto certe notti serene una ad una, quando la malinconia non mi prende lanima. Mi accorgo che desidero rivederlo, che vorrei stringergli le mani, parlargli al cuore nella notte, raccontargli come sono lunghe le notti per una donna sola. So che non giusto, ma non riesco a scacciare questo pensiero e quello sguardo mi perseguita.
La solitudine mi prende, il rimpianto si fa strada dentro di me. Dicono che abbiano ucciso il Maestro su una croce, una morte orrenda. Mi ha salvato la vita, ma non ha salvato la sua. Dicono che sia risorto ma io non so nulla, non posso nemmeno chiedere in giro, ai soldati romani. Fa caldo in questa notte, anche se non ancora estate, ma sono accaldata lo stesso. Mi rigiro, guardo la luce alla finestra. Mi sembra di vedere un volto alla finestra, ma non il Maestro, so che morto. Fa sempre pi caldo. Il volto scomparso dalla finestra. Era unillusione, un ricordo dei tempi passati? Una tentazione che avanza? Forse tutto questo insieme. Mi chiedo se potr dormire. Mentre i pensieri avanzano e si accalcano sento un bussare alla porta. Deve essere uno sbaglio, una cosa che esiste sono nella mia mente, tutti sanno che la mia porta rester chiusa. Ma intanto mi alzo e guardo dalla finestra. Per trovare sollievo al caldo mi dico. Ma c un uomo con un asino, lo sta legando ad un olivo centenario. Forse lui non sa, viene da un luogo lontano e da un posto distante nella memoria, legato ad un ricordo perduto, ma se sto buona in casa se ne andr. Il mio corpo ha caldo, ha i brividi come di febbre. E di febbre si muore in questa terra di Palestina. Mi sdraio mentre luomo insiste e improvvisamente capisco cosa significava quello sguardo. Allora mi alzo, non ne posso fare a meno e apro la porta e luomo, non bello come il maestro, non giovane come lui, non simile al pi bello tra i figli delluomo, allunga le sue braccia. I ricordi, unantica consuetudine si fa largo in me. Quella voce dentro di me si allontana silenziosa nel buio, mentre lo faccio entrare nella mia vita.
lalba in questa terra di Palestina e sono di nuovo sola. Quello sguardo non mi perseguita pi, non sento pi quella voce, non peccare pi, tutto finito. Di nuovo. Come prima.


 Commenti degli utenti

Non ci sono commenti...



Protected by Copyscape DMCA Takedown Notice Violation Search
1 2 3 4 5
Come ti è sembrato?     Scarso
Eccellente    


Ti proponiamo i Racconti inediti e/o celebri più letti

» Oscar Wilde LA BALLATA DEL CARCERE DI READING
» Howard Phillips Lovecraft LESTRANEO
» Saint Germain IO SONO COSCIENZA, INTELLIGENZA, VOLONTA 3
» Saint Germain PENSARE E CREARE 5
» Marchese de Sade SERAPHINE
Gli ultimi Racconti inediti e/o celebri pubblicati

» monik elena _ io e te
» Sandrino Aquilani - Gli alberi
» Marina Lolli - Aprile 1949-Giugno 2012
» Ferruccio Frontini-Acca
» Non Tutti sanno chi sono - Desiree Dal Pin
» ZioPier - I colori del buio


    Una pubblicazione proposta fra le tante presenti nel sito
Scarabocchi tra la gente le parole inutili abitudini con il pelo in bocca -e senza aliti di cielo nel ciclo dei silenzi precipita ogni pensiero

    Statistiche generali
Pubblicazioni
6543
Autori registrati
3082
Totali visite
9999758
Categorie
35

Eliminare i file cookie | Torna su   

2000, 2013 © La-Poesia.it | Fondato da Felice Pagnani e ripubblicato nel 2013 dalla redazione di Latamclick.