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Pubblicata il: settembre 18, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Racconti inediti e/o celebri | Totali visite: 598 | Valorazione

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Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
Nicola Lombardi

ALI DI LUCE
Un angelo dietro la nebbia

L'aria della sera invita a percepire i sottili legami che uniscono le cose fra loro, nel mistero del tutto.
Infagottata in uno scialle, una ragazza percorre a passi svelti il selciato verso la chiesa romanica, un'amica a fianco.
- Ecco la pazzerella! Quando la finisci di prenderci in giro con le tue storie? La commedia durata anche troppo.
Un altro si percuote ripetutamente con l'indice una tempia.
Due uomini vestiti di scuro, con bastone e cappello a falda l'hanno vista da lontano attraversare la piazza silenziosa e le si sono fatti incontro.
- Gemma, lasciali perdere - la rincuora l'amica prendendola a braccetto. Su quel volto neppure una smorfia, come fa chi sopporta un grande dolore che non andr perso, ma servir a chi ne abbia bisogno in qualunque parte del mondo.
Entra in chiesa, a poco a poco si svuota di s lasciandosi riempire dall'energia di Colui che la porta sul palmo della mano. Il muto dialogo ha inizio: nel volto l'espressione gioiosa di chi contempla il sole della vita, il respiro della sua anima.
Quasi a malincuore se ne distacca per tornare a far cena alla sua famiglia adottiva. Ritorna silenziosa, senza mai dare nell'occhio, sempre a passi svelti, sfiorando i muri delle case, in via del Giardino Botanico.
Ognuno ha il duo posto fisso, nella sala da pranzo: Gemma sta nell'angolo in fondo a sinistra del lungo tavolo di legno scuro che occupa tutta quanta la stanza. Si sente il chiacchiericcio dei pi piccoli di casa Giannini: una famiglia numerosa e unita. Al piano di sopra stanno le camerette.
Dal volto di Gemma si sprigiona un candore magnetico, una mitezza di agnello che segue il suo pastore, perch sa che non gliene pu venire alcun male.
In quella casa l'ammirano e la proteggono, perch l'invidia, che cerca sempre di screditare le persone pi oneste, le ramifica attorno.
Non tutti sanno chi , ma in una piccola citt si fa presto ad essere sulla bocca della gente, specialmente se si protagonisti di fatti straordinari, in un ambiente che non ammette cambiamenti.
E le cose che si dicono su Gemma stravolgono la logica di chi sa come va il mondo.
Nulla pi come prima, da quando le si sono aperte nelle mani quelle strane ferite, e ai piedi e al costato, che ha fatto di tutto per nascondere.
Pochi intimi sanno e un monsignore, ma qualcuno, forse per far colpo e rendersi interessante, non riuscito a starsene con la bocca cucita e ha dato in pasto quel segreto a persone senza scrupoli.
Ed ora la povera Gemma proprio in difficolt con tutto quel clamore indesiderato che le piombato addosso; i maligni vanno dicendo che quei tagli proprio lei a procurarseli, con degli strumenti acuminati.
Come vorrebbe che la mamma fosse ancora viva, per appoggiarsi e chiederle consiglio...
I suoi concittadini ora la considerano quasi una strega: in altri tempi sarebbe stata bruciata in piazza S. Michele. Il linciaggio morale, per, la sorte di chi non si appiattisce nella ovattata dimensione di una Lucca fine '800.
Zia Cecilia, la sua seconda mamma in casa Giannini, le sta accanto perch gi tutto capisce di quella povera figliola.
Dicono a Lucca che Gemma cade in estasi, c' perfino chi la viene a spiare in quei momenti, quasi fosse un'attrazione; dicono che si solleva per aria, che il diavolo la trascina su per le scale, tirandola per i capelli; che la notte le appare sotto forma di orrende bestie.
I risolini ironici si sprecano: suvvia, dicono i lucchesi, basta con queste favole, mandiamola al manicomio e buonanotte: d'altra parte con gli isterici non c' altro rimedio.
Quelle "cose strane" non avvengono alla luce del sole - e proprio questo ci dovrebbe far riflettere - ma in una casa, una tra le tante della citt; restano celate tra quattro mura, in un ambiente domestico lontano dagli occhi di tutti. Dio discreto in queste attenzioni ai suoi prediletti.
E se magari succedesse vicino a te - pensaci - nell'appartamento vicino al tuo? Magari non ne sai niente o se lo sai ne parli malvolentieri come di argomento scomodo, scabroso, che si preferisce deridere o non affrontare.
Quella ragazza morta a venticinque anni, forse di tisi, da sola, in quella cameretta in fondo a via della Rosa, dove era stata isolata e ancora oggi si pu visitare.
Una strada la ricorda, nel centro di Lucca, con una lapide murata sulla casa dove ricevette le stimmate, come S. Francesco, nel 1899.


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