La Poesia

La casa della poesia
non avrà mai porte





Il più grande sito italiano di poesie e racconti

Entra o Registrati Che metta del giusto animo il pellegrino che bussa alla casa della poesia.


La Poesia | Antologia completa | Testi più votati | Ricerca avanzata | Rss Feeds | Invio materiale

    Poesie e racconti
» Poesia antica greca e latina
» Poesia dialettale italiana
» Poesia italiana
» Poesie inedite
» Poesie straniere tradotte
» Racconti inediti e/o celebri

  Filtra le poesie e racconti
Più lette
Più votate dagli utenti

  Felice Pagnani
Disegni
Sito Poesia
In ricordo

   Iscrivermi alla newsletter
Iscrivendoti alla newsletter riceverai la info dei nuovi materiali pubblicati.
Nome E-mail

Titolo/Autore Testi    ricerca avanzata
Pubblicata il: settembre 18, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Racconti inediti e/o celebri | Totali visite: 510 | Valorazione

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
Nicola Lombardi

IL SEGRETO DEL SILENZIO

Scesero dalla macchina senza parlare. Cos prevedeva il rito prima di ogni loro gita in montagna. Mario apr il portellone ed estrasse lo zaino dal portabagagli. I due amici lo imitarono. Lui aveva gi calzato gli scarponi di pelle, compagni di mille passeggiate. Con essi aveva ormai un rapporto di complicit, quasi come con persone in carne ed ossa. Tir con forza le stringhe e le allacci, dopo averle incrociate diverse volte. Il carrarmato delle suole sotto i piedi gli dava sicurezza: si sentiva invulnerabile.
Moriva dalla voglia di cominciar a camminare: quell'escursione fortemente desiderata lo avrebbe portato su una cima che da lungo tempo desiderava far sua.
Luigi e Matteo stavano ancora studiando l'itinerario sulla carta dei sentieri e non riuscivano a districarsi. Pareva si divertissero a vederlo soffrire, eppure lo sapevano bene che da due mesi non veniva in montagna. Per uno come lui voleva dire crisi di astinenza.
Alla fine si caricarono il sacco in spalla e, uno dietro l'altro, cominciarono ad ansimare sul primo tratto di salita.
Erano le nove di una mattinata limpida: la sera precedente aveva piovuto, l'ideale per arrampicarsi sulla cima di un monte. Il giovane ci sperava. Sapeva bene da precedenti esperienze che lo spettacolo che si godeva da lass lo avrebbe fatto stare bene dentro. Lo avrebbe ripagato delle molte cose che negli ultimi tempi non giravano per il verso giusto. Da quando Mara se n'era andata.
- Per fortuna che le montagne non scappano - mormor.
- Hai ragione, quando abbiamo qualche dispiacere possiamo sempre venire e farci consolare da loro. Sono le nostre migliori amiche - sentenzi Luigi con una voce da salotto di casa.
Matteo non fiatava: quella pettata cos ripida all'inizio gli aveva spezzato le gambe. In modo impercettibile malediceva il fratello, che gli aveva barbaramente sottratto il mare e le bellezze in bikini.
A quota 1300 erano appena usciti dal bosco di abeti e stavano salendo ancora il fianco del monte, per raggiungere il crinale.
Di tanto in tanto si voltavano ad ammirare il paesaggio che si apriva alle loro spalle, come il pieghevole di un'agenzia turistica.
Tra poco avrebbero superato la fascia delle piante di mirtillo. Sarebbe rimasta solo una sconfinata prateria erbosa sui due lati dello spartiacque e sulle cime di fronte a loro. Sembrava quasi di dominare il campo da golf di un gigante: le marmotte vi avevano scavato persino le buche.
- Sembra di essere sui monti della Scozia - riflett ad alta voce Matteo. Tutto quello spettacolo della natura, a cui non era abituato, cominciava a non dispiacergli.
- Gi, e pensare che siamo a un tiro di schioppo da una rinomata stazione turistica. Per molti che sono in villeggiatura lass, la montagna solo vedere le baite, un po' di panorama, l'aria balsamica e il pranzo e la cena con i piatti tipici - attacc Luigi polemico.
- Di, non essere cos arcigno con loro - lo canzon Mario - cercano solo un po' di relax.
In quell'ambiente incontaminato, abitazioni in vista nessuna, solo qualche paesino in lontananza, la sua fantasia viaggiava a briglia sciolta.
Il crinale si snodava sinuoso come il corpo di un serpente di cui non si riusciva ad indovinare la fine. Pareva una corda che univa la tenda azzurra di seta al drappo smeraldino, fitto di pieghe e ondulazioni, che si stendeva sotto i suoi piedi. Camminavano in una dimensione liminare, sospesa tra cielo e terra, con il terrore che il tappeto d'erba, steso al sole ad asciugare, si afflosciasse di colpo e loro rimanessero pericolosamente in bilico sul filo teso, sospesi sull'abisso.
Un vento leggero gli carezzava la faccia, quasi un ringraziamento per essere entrati in quelle lande, normalmente ignorate dalla gente. Arrivati ai piedi di una piramide appuntita, pranzarono in una selletta con dei roccioni.
Gi era l'una: Luigi spezz una barretta di cioccolato fondente suscitando l'attenzione degli altri.
- Pensare che molte persone non se lo immaginano nemmeno, che vicino a casa loro esistano dei posti incantati come questo - sospir Luigi.
- Se lo sapessero, non sarebbero pi incantati - gli rispose Mario, a bocca piena - Chi va in giro solo con l'automobile vede molte meno cose di chi ci va a piedi.
Matteo ascoltava con interesse il loro dialogo.
- Alla maggior parte delle persone la montagna interessa solo d'inverno, quando si pu sciare.
- Ma la montagna vera un'altra cosa: alzarsi alle sei del mattino, passione, sofferenza, stringere i denti per arrivare in cima.
Luigi con solennit: - Camminare aiuta a riscoprire la vera dimensione di un territorio, che i mezzi di trasporto moderni ci hanno fatto perdere. meraviglioso trovare cose nuove in un posto che credevamo gi di conoscere. Non necessario andare in luoghi esotici per sentirci realizzati.
- Io - lo interruppe Mario - quando ho un problema oppure una decisione difficile da prendere, immagino di essere sulla cresta di un monte: un passo dopo l'altro giungo sulla cima, scendo l'altro versante e tutto si appiana.
I tre si sdraiarono per un poco sull'erba, a schiacciare un pisolino, poi si rimisero in marcia. Le ore passavano senza che se ne rendessero conto: era come se si trovassero in una dimensione di cui le lancette dell'orologio non sapevano scandire il ritmo. Matteo non credeva ai suoi occhi: - Ma come, gi cos tardi? Non me ne ero accorto.
Verso le cinque e mezza, sul far della sera, i tre ragazzi giunsero a un solco che univa due grandi prati in declivio, come le pagine di un grande libro, aperto su un monumentale leggio.
- Chiss come sono nate le montagne... - si domand Matteo con voce sommessa.
- Corrugamenti della crosta terrestre - gli rispose Luigi, come se fosse la risposta pi naturale. L'unica capace di esaurire quel problema che di fronte a tanta bellezza si era affacciato nella mente del ragazzo.
Mario su questo punto era lontano dall'amico:
- Vedi Matteo, io credo che le montagne siano nate come nato il mare, come tutto ci che di pi bello si trova nell'universo. Spesso di fronte a quello che ci circonda, specialmente le cose pi vicine, noi ci rapportiamo con un senso di scontato. Questo ci fa apparire banale anche ci che inizialmente ci emozionava. Il vero significato della vita, secondo me, consiste nell'accettare tutto quello che abbiamo intorno, le cose, le persone, i luoghi, le circostanze anche dolorose, come un dono. Lo so che ti pare assurdo, ma una posizione pi umana verso l'esistenza perch valorizza tutto e non d per scontato nulla. Questo atteggiamento ti far percepire le cose in tutta la loro pienezza di senso, anche quando ti sarai abituato ad esse. Altrimenti comincerebbero ad apparire banali, insufficienti, vuote.
- Io non sono credente e non posso certo cambiare a trent'anni - dichiar Matteo, un po' frastornato da quei ragionamenti che toccavano troppo da vicino la sua umanit.
- Allora seguiterai a vivere solo in superficie. Come scrisse una volta Goldoni: "il mondo un libro meraviglioso, ma serve a poco a chi non ci sa leggere dentro". La vita un grande mistero.
Luigi si trattenne a stento dall'offendere Ci in cui il suo amico credeva, replic fra i denti: - Dite sempre cos quando non sapete spiegare qualcosa.
Frattanto erano giunti alla macchina. Il sole al crepuscolo era l'ultimo dono di quella meravigliosa giornata. Con il viso bruciato e le gambe doloranti stavano per ritornare nella civilt. Chi senza rendersene conto, avevano sfogliato una pagina in pi di quel meraviglioso scritto che la creazione.


 Commenti degli utenti

Non ci sono commenti...



Protected by Copyscape DMCA Takedown Notice Violation Search
1 2 3 4 5
Come ti è sembrato?     Scarso
Eccellente    


Ti proponiamo i Racconti inediti e/o celebri più letti

» Oscar Wilde LA BALLATA DEL CARCERE DI READING
» Howard Phillips Lovecraft LESTRANEO
» Saint Germain IO SONO COSCIENZA, INTELLIGENZA, VOLONTA 3
» Saint Germain PENSARE E CREARE 5
» Marchese de Sade SERAPHINE
Gli ultimi Racconti inediti e/o celebri pubblicati

» monik elena _ io e te
» Sandrino Aquilani - Gli alberi
» Marina Lolli - Aprile 1949-Giugno 2012
» Ferruccio Frontini-Acca
» Non Tutti sanno chi sono - Desiree Dal Pin
» ZioPier - I colori del buio


    Una pubblicazione proposta fra le tante presenti nel sito
poesia in dialetto fiorentino Baturla di l dal traliccio, crolla i-ccarcinaccio battuo dallomo, sulla viottola io ho vorsuto lamor e dirr:

    Statistiche generali
Pubblicazioni
6543
Autori registrati
3082
Totali visite
9962750
Categorie
35

Eliminare i file cookie | Torna su   

2000, 2013 © La-Poesia.it | Fondato da Felice Pagnani e ripubblicato nel 2013 dalla redazione di Latamclick.