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Pubblicata il: settembre 18, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Racconti inediti e/o celebri | Totali visite: 555 | Valorazione

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Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
Nicola Lombardi

LA VIA DIMENTICATA

Eccole a Vorno, Elisa e Francesca, nei pressi di un mulino abbandonato. Francesca un po' scettica: non c' mai stata, il suo mondo in citt.
Oltrepassato un rustico, un sentieretto s'inoltra nei boschi.
-Elisa, sei sicura di conoscerli questi posti sperduti?
-S, ci sono gi venuta.
-Se veniva anche Luca stavo pi tranquilla.- Luca il fidanzato dell'amica.
-Donna di poca fede, Luca malato ed io non sono certo da meno di lui, su questi percorsi dimenticati. A proposito: non l'hai ancora trovato uno che ti sopporta?- la punzecchia ironica.
L'odore delle felci umido e discreto, quello di ginestra penetrante. Rari voli di uccelli muovono la vegetazione. Francesca vede un cinghiale spuntare dietro ogni cespuglio. Le due puntano verso il cuore boscoso dei Monti Pisani: mondo a parte tra due citt.
-Nel '300 questa era la zona cuscinetto tra Pisani e Lucchesi, ai tempi di Uguccione; lo ripete sempre mio nonno Piero, che di Vorno.
-Si dice ancora "arrivano i pisani" la sera, quando i bambini cadono dal sonno, perch erano astuti i vicini e tendevano insidie a Lucca approfittando del buio.
Il rio osserva le due ragazze sbigottito del loro coraggio, infilandosi tra i roccioni, infrangendovi sopra la furia e il dispetto per chi osa entrare in casa sua, senza essere stato invitato; ruzzola per alcuni metri, ristagna nelle pozze, riparte, curva il corso sbattendo la faccia su altri massi che gli ostruiscono il passaggio e cambia direzione.
-Per, che silenzio c' in questi boschi...- mormora Francesca, un po' meno impaurita, paragonandolo al caos delle strade intasate.
Elisa sospira:
-Quando vengo qui, mi chiedo perch molti ignorino queste piccole valli segrete: sono il paradiso di chi cerca la quiete, a due passi dalla citt.
Lungo un altro torrente, qui vicino, un giorno ho scoperto le casette dove a sera tornano gli gnomi custodi dell'antico acquedotto: quel posto si chiama "Le parole d'Oro". Questi luoghi sono il mio rifugio.
E' in momenti cos che Francesca capisce di essere la sua migliore amica quando Elisa cerca le emozioni nella sua anima, riversandole su di lei.
In breve raggiungono il valico e la tetra abetaia che gli fa da cornice.
La meno allenata crolla per terra esausta, Elisa in vena di spiegazioni:
-Di l si riscende verso Calci, alla Certosa di Pisa. Mio nonno dice che quest'itinerario stato importante fino all'ultima guerra, oggi non lo usa pi nessuno.
-Mi pare una mulattiera, abbastanza ben conservata.- osserva, senza fiato, la cittadina, prendendo gusto alle vicende di quei posti, fino a poco prima sconosciuti.
Il vento, adesso, sembra portare fra gli alberi i passi di un fuggitivo braccato, lo sparo di un fucile, un tonfo sordo tra le foglie. Cacciatori?
Le due amiche salgono il versante destro del valico, fino in cima alla Faeta. Da lass, in un'atmosfera particolare di fredda trasparenza, che rende indefiniti i contorni come attraverso una bottiglia di vetro bianco, si apre ai loro piedi la pianura dell'Arno intarsiata di campi e l'azzurro del mare si mescola al verde della campagna.
E lass Lucca e Pisa s'incontrano, raccontandosi le cacce dei duchi Longobardi e quelle di nonno Piero, le guerre che le videro divise, storie di tedeschi e partigiani. Strizzano l'occhio a qualche raro camminatore, ignaro che quei luoghi, oggi sperduti, furono abitati un tempo ed hanno una storia da raccontare.


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