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Pubblicata il: giugno 14, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Racconti inediti e/o celebri | Totali visite: 993 | Valorazione:

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
L'aria della sera era sempre pungente. Si
rannicchi come soleva fare, prese un legno e lo butt sul fuoco la cui
fiamma rischiarava , formando lunghe e cangianti ombre, il muro
diroccato e gli alberi d'olivo che facevano corona alla casa e si
mescolavano a fichi, melograni, fichidindia. Era l'ora pi triste e la
pi dolce. Dentro casa era tutto silenzio. Un silenzio che gli toccava
il cuore. La luce fioca del lume appena acceso si perdeva fra i muri
nudi imbiancati con calce viva. Sul com vecchie foto di quella che era
stata la sua famiglia e che ora era sparsa per il mondo. La moglie per
non c'era pi era sulla collina. Sepolta sotto l'ombra di un cipresso.
La sua donna. Al pensiero il viso del vecchio si schiar, prese a
muovere il fuoco inseguendo pensieri bellissimi. Aveva sempre creduto
che la moglie fosse ed annunciasse un 'eterna primavera. Ora i tenui
chiarori della notte pareva gli indicassero la presenza di lei. Nel
momento in cui il giorno non pi luce e la notte non ancora tenebre
lui riusciva a sentirla vicina ed aveva la prova che la vita e la morte
potevano non essere contrapposti, ma l'una la continuazione dell'altra,
bastava indovinare il varco e lui avrebbe potuto ritrovarla per vivere
l'unica vita che valesse la pena di vivere. La ricerca della
solitudine in verit era ricerca di lei. Le albe luminose e fresche
del primo autunno, le prime piogge che gli portavano alle narici l'odore
della loro terra, gli inverni freddi, tutto non era che un bellissimo
ricordo di lei. Quella vallata era la loro casa. Facevano le stesse cose
dal mattino, quando si alzavano assieme al sole che spuntava da dove
s'indovinava il mare, alla sera quando ritornavano dai campi, mentre il
sole moriva dietro le colline. Erano un'anima sola. Avevano le stesse
mani sempre piagate e ruvide e dure come pietre. Ma il viso di lei, il
viso di lei era il viso della madonna, morbido come velluto malgrado
fosse arso dal sole e asciugato dalla tramontana . A volte la prendeva
l sui campi, mentre lavoravano con il sole alto e il canto degli
uccelli. Momenti bellissimi che gli ritornavano alla mente ora che non
aveva pi desideri e che neppure era pi capace di leggere le lettere
dei suoi figlioli che scrivevano dall'Australia, dove si trovava il pi
grande e dal Canada dove abitava la sua figliola.

Aveva saputo di essere diventato nonno e che il nipote aveva il suo
nome. In altri tempi questa notizia lo avrebbe riempito di gioia ora
invece era rammarico per non poterla dividere con lei. Neanche prendeva
in considerazione l'invito dei figli ad andare a vivere con loro.

La sua vita era qua. Ogni domenica andava sulla collina e raccontava
tutto alla moglie morta. La malattie del maiale, la pioggia che aveva
rovinato il raccolto, le notizie dei figli quando ancora leggeva le loro
lettere, il suo declinare. Una settimana prima le aveva detto "
Preparati perch presto verr a trovarti. E ti voglio vedere bella come
quando ti vidi la prima volta". Gi, ma quando era stata la prima volta.
Non lo ricordava pi. L'aveva conosciuta da sempre. La prima volta fu,
pens lui, quando si accorse che era diventata donna, quando lei abbass
gli occhi al suo sguardo e quando lui not il petto gonfio di lei
ansimare dopo la salitella che li portava alla raccolta delle ulive.

Il tempo era lungo per lui, sempre pi lungo.

Perci non aveva mai voglia la sera di rientrare in casa, e si che il
freddo della notte non era proprio adatto a curare la sua continua
tosse.

Alla fine raccolse un po' di fuoco in un braciere e rientr.

Mangi una fetta di pane , del formaggio e un pomodoro che aveva aperto sul piatto versandovi s dell'olio d'oliva.

Finita la frugale cena lav tutte le stoviglie usate, come del resto
faceva ogni sera, poi si sedette vicino al braciere e pens ancora
alla moglie e alle voci che si rincorrevano in paese dell'imminente
scoppio della guerra. La guerra lui non sapeva immaginarla se non che
come cosa brutta che avrebbe portato lutti e disgrazie per tutti. Pens
ai figli ed ebbe timore per loro. Poi si ricord di dover fare qualcosa.
Prese un foglio ed incominci a scrivere con grande fatica.

"Mio caro figlio io sto bene , ma presto andr a raggiungere tua madre.
Non ti preoccupare per me abbi riguardo per i miei nipoti e ricordati
che io vorrei tanto che al tuo prossimo figlio, se sar una femmina,
mettessi il nome di tua madre. D la mia benedizione a te e alla tua
famiglia." e firm "pap"

Poi prese un altro foglio e l'indirizz alla figlia scrivendo le stesse cose.

Non volle svestirsi, anzi prese il suo vestito pi bello quello con cui
si era sposato e che conservava con cura, lo indoss e si sdrai sul
letto.

La mattina dopo il Duce avrebbe fatto il suo discorso dal balcone di
Piazza Venezia, mentre la sua porta non si apr pi. Dopo qualche giorno
un suo vicino, non vedendolo, and a trovarlo . Era sul suo letto,
morto.


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