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Pubblicata il: settembre 24, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Racconti inediti e/o celebri | Totali visite: 661 | Valorazione

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Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
Paolo Fantozzi
FREDIANO DELLE ACQUE

Frediano nacque nell'antica Ibernia, l'isola dei santi e dei pellegrini, l'Irlanda sconvolta dalle tempeste e dai venti dell'Atlantico, dove il cielo squarciato dalle nubi in drappi d'azzurro, cos profondo e intenso, che fa trascendere l'uomo oltre la soglia del tempo e lo spinge verso le profondit della sua anima. Ecco perch Frediano, durante le brevi estati irlandesi, sostava sulla scogliera erbosa a perdersi nel volo dei gabbiani e a fissare l'orizzonte in cerca di risposte al suo inquieto vagare della mente, verso lidi inesplorati e inondati di luce. La sua anima era come quella della sua terra: semplice, trasparente, votata alla santit.
Suo padre, il nobile Ultrachio, gli concesse tutto ci che un giovane potesse desiderare: veloci destrieri, abiti eleganti, agili lance e feste in suo onore. Ma Frediano continuava a passeggiare lungo le rocciose spiagge dell'oceano e a inseguire con lo sguardo le ombre delle nubi che giocavano col verde delle lande irlandesi.
Un giorno decise di farsi pellegrino e lasci i suoi abiti comodi per vestire una tunica di lana grezza e si mise una bisaccia sulla spalla. Dentro il suo sacco trov posto qualche libro, le Sacre Scritture e la reliquia di un santo. Con il bordone e la borraccia a tracolla, lasci la sua terra e si diresse verso Roma. Si imbarc su un esile vascello e, tra il mare che urlava e il cielo in fiamme, vide un giorno la terra ferma. Insieme ad altri dodici pellegrini camminava per tutto il giorno, sostando di notte presso qualche chiesa, nel cavo di una grotta o in qualche tronco svuotato dal tempo. Sal le Alpi ammantate di neve, scese nelle valli, sfid le bufere dell'Appennino e la malvagit dei briganti. Finalmente lo accolsero le ridenti campagne della Tuscia, l'antica Toscana, che subito lo incant e lo costrinse a rimanervi. Come i passeri solitari, che vivono fra le rocce e costruiscono il loro nido lontano da ogni rumore, cos i pellegrini irlandesi, dopo la conversione al Cristianesimo, cercavano luoghi sperduti dove condurre la loro vita in modo austero e silenzioso.
Frediano amava la natura: le albe di perla, le selve impenetrabili abitate dagli animali selvatici, i torrenti in piena e le fragorose cascate; i venti che spingevano le nubi dal mare per farle riflettere sugli specchi d'acqua, gli ricordavano i cieli d'Irlanda e decise, quindi, di rifugiarsi in una delle tante grotte che si aprono sui fianchi del Monte Pisano verso Lucca. Lontano da tutto e da tutti, finalmente fu solo, solo col suo Dio. Divenne amico degli animali selvatici: volpi, lepri e orsi vagavano indisturbati vicino alla sua grotta, ma non dimentic la sua docilit interiore, la sua dottrina profonda, la disponibilit al servizio degli altri. La sua vita semplice e la sua saggezza lo resero caro ai lucchesi che si spingevano fin lass per attingere alla sua conoscenza. In quegli anni da eremita flagell il suo corpo con severi digiuni, sopport lunghe penitenze, si rivest di grazia e purezza.
Un giorno il Vescovo di Lucca Ossequenzio mor; il popolo lucchese corse, tra balze e dirupi, sulle pendici del Monte degli Eremiti per chiedere a Frediano di diventare il loro Vescovo. Frediano trem, si ritir in silenzio fra le selve del monte e disse di no, che lui non ne era all'altezza, che cercassero altrove una persona pi degna di lui. Ma il popolo insistette e Frediano cap che quella era la volont del Signore e scese gi per la montagna con il suo saio e il suo bordone. Fu un Vescovo straordinario; fu lui a dare un grande impulso alla Chiesa lucchese, fu lui a edificare trenta pievi lucchesi e a fondare un monastero. Ma soprattutto fu il Santo che leg il suo nome ad alcuni fatti prodigiosi e straordinari accaduti nella nostra terra.
Il fiume Serchio era a quel tempo, come un cavallo pazzo, capriccioso e imprevedibile nelle stagioni, irruento nella sua corsa verso il mare, sfrenato nel travolgere la campagna con la sua corrente. E i lucchesi avevano un bel daffare per tenerlo a bada; avevano provato s con forti argini e ingegnosi canali per far defluire le acque, ma non bastava. Quando il fiume gonfio di piogge imboccava la pianura, prendeva la rincorsa e, come un esercito di barbari, non risparmiava n case, n uomini, n animali. E un giorno, mentre Frediano era fuori della citt a pregare, fu avvertito che una piena improvvisa del fiume avrebbe investito la citt di l a poco. La gente era disperata e aveva caricato i suoi beni su pesanti carri diretti verso le montagne. Frediano continu a pregare, poi prese un rastrello e and incontro al fiume che, come un animale impazzito, mugghiava e si contorceva in una furia diabolica. Quando il muro di acque e di schiuma gli fu sopra, sollev il rastrello, come per fermare le acque, e conficcandolo di nuovo nella terra umida, ordin al fiume di seguirlo. Inizi a camminare seguito dalle acque che gli andavano dietro mansuete come un bove al tiro, e si adagiavano a scorrere nei solchi lasciati dal rastrello di Frediano. Si dice che cos il fiume prendesse il corso che corrisponde, pi o meno, a quello di oggi.
Frediano amava le acque e nei suoi momenti di preghiera si spingeva sulle sponde del fiume a camminare e a pregare. Un giorno si trov solo a pensare come fare per racimolare un po' di soldi per completare la costruzione della chiesa di San Vincenzo. Guardava le acque del Serchio scorrere placide verso il mare e si chiedeva chi avrebbe potuto aiutarlo nel terminare il suo lavoro. Conosceva un ricco mercante di Moriano che spesso andava a curiosare nei lavori della chiesa e faceva un sacco di domande ai muratori sul costo dei materiali, il trasporto di questi dalla cava ai prati lungo il fiume e cos via. Frediano lo aveva spesso sentito parlare con molto entusiasmo e disponibilit nei suoi confronti e decise di andargli a chiedere un prestito di cento soldi d'argento. Avaro com'era, il campagnolo giur e spergiur di non avere nemmeno dieci soldi d'argento e si diede a spiegare che lui avrebbe aiutato volentieri il nobile vescovo, ma i tempi erano difficili, i commerci stavano rallentando e tante altre scuse. Frediano accompagn il mercante sulla riva del Serchio dove la sua barca lo attendeva e lo guard allontanarsi lentamente dalla riva, mentre remava con forza per vincere la corrente. Ora, accadde che nel remare, l'uomo perse in acqua la borsa piena di monete d'argento che teneva ben nascosta fra il petto e la camicia. Ogni tentativo fu vano, i denari furono irrimediabilmente perduti. Intanto Frediano era rimasto seduto lungo il fiume a contemplare fiducioso la luce pallida del tramonto estivo; sentiva che le acque avrebbero ancora una volta obbedito alla sua volont.
Durante la notte di luna piena i pescatori scesero con le loro reti al fiume. La pesca fu abbondante e, tra i tanti pesci, uno si distingueva per l'eccezionale dimensione. Uno dei pescatori propose di donarlo al vescovo Frediano che tanto si dava pena a tirare su quella chiesa.
Quale meraviglia, quando dalla pancia squartata del pesce cadde la borsa con i cento soldi d'argento! Subito Frediano mand a chiamare il ricco mercante di Moriano, il quale confuso ed esterefatto gli si gett ai piedi implorandolo di tenere i denari e di impiegarli per ultimare la chiesa. Ma Frediano rifiut il denaro e ammon l'uomo che Dio pu concedere le ricchezze, ma pu anche toglierle.
La chiesa fu completata, i cristiani crescevano, ma erano sempre pochi. Nella campagna i Pagani indugiavano nel culto degli idoli e nel coltivare i boschi sacri. Frediano in trent'anni aveva insegnato alla sua gente a vivere come fratelli e a stare uniti come una sola famiglia, stretta dal vincolo della carit. Ora si sentiva molto stanco e desiderava riposare. Un giorno sent il Serchio che lo chiamava; scese lentamente verso la riva del fiume e si sedette all'ombra di un salice per riposarsi e guardare le acque placide scorrere verso la grande palude. Ripens ai cieli d'Irlanda che aveva visto in tempi lontani e sent sete di cielo, d'azzurro, di luce, di spazi e d'infinito. La sua missione era finita. Il Signore lo chiam ed egli trov la luce che ristora e d nuova vita. Se ne and lasciando un sorriso su tutte le cose, e come il fiume che scende a confondersi nel mare, Frediano si sciolse nell'armonia di colori di quel pomeriggio di primavera, quando il sole tramontando mand alle cime pi alte dei monti il suo ultimo sorriso, per sorgere nel nuovo mattino su un nuovo orizzonte, risplendente di ben nuovi splendori.


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