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Pubblicata il: settembre 24, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Racconti inediti e/o celebri | Totali visite: 570 | Valorazione

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Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
Paolo Fantozzi
L'UOMO DELLE GRU

Vivono soltanto coloro che lottano per realizzare ci in cui credono fermamente. La loro vita si arricchisce di una luce e di una forza che riesce quasi a nascondere le sconfitte e le incomprensioni che tuttavia accompagnano il cammino di questi uomini. Le grandi azioni maturano nei momenti di silenzio; Franco questo lo sapeva e da alcuni giorni lavorava silenzioso nel garage sotto casa per portare a termine la costruzione dell'automezzo che da diversi mesi lo impegnava notte e giorno. Si trattava di un vecchio camion militare acquistato per poche lire dagli americani alla base militare di Livorno. Non funzionava pi ormai, e molti pezzi andavano sostituiti e trovati da qualche parte; di lavoro ce n'era parecchio e per molto tempo. Inoltre, era necessario procurare un braccio per realizzare la gru e trovare il sistema di installarlo e collaudarlo efficacemente. Era un sogno da tanto tempo custodito quello di costruire un automezzo capace di sollevare pesi; e poi, adesso, era importante cominciare un'attivit seria e la gru era la risposta pi adatta per chi voleva trovare nel proprio lavoro rischio, sacrificio, arte e creativit.
Franco credeva in quel vecchio motore abbandonato e dimesso, e sapeva che un giorno sarebbe tornato a ruggire di nuovo; soltanto l'amore e la passione possono restituire alla vita ci che viene perduto e abbandonato. Ormai era quasi mezzanotte e rimanevano alcuni bulloni da stringere e due tubi da collegare alla parte centrale del motore; poi tutto sarebbe stato pronto. Un fascio di luce giallastra si posava sulla parte anteriore del grosso automezzo mettendone in ombra la cabina e il pesante gancio sospeso dall'estremit del braccio. La macchina aveva un aspetto minaccioso e imponente nell'oscurit, quasi come un vecchio dinosauro portato di nuovo alla vita. Il lavoro and avanti per tutta la notte senza pause; non c'era tempo da perdere. Tra due giorni la gru avrebbe dovuto funzionare alla perfezione, non sarebbero stati possibili n errori n ritardi.
Franco ci aveva pensato molto se accettare quel lavoro o rinunciarvi. Ma quella mattina, quando il frate priore scopr la statua della Madonnina, Franco vide nello sguardo dolce di Maria un invito ad accettare quel suo primo importante lavoro e un cenno di coraggio, di sicurezza e di fiducia. Sentiva che da quell'incontro, sarebbero dipese tante altre decisioni per risolvere difficili situazioni che in futuro si sarebbero presentate. Le nostre forze e i nostri calcoli spesso non sono sufficienti. Per scongiurare un pericolo necessario un atto di umilt e di abbandono a Colei che nel silenzio ha saputo fare la volont del Padre.
" La gente da tanto che aspetta che la Madonnina vigili sulle loro case dall'alto" - spieg il frate priore - "ecco perch con la costruzione della nuova chiesa abbiamo deciso di sistemarla in cima all'alta cupola che domina buona parte della campagna tra Lucca e Capannori. Baster uno sguardo verso l'alto e una preghiera, e la Madonnina sapr vegliare sopra la sua gente". Franco non era di molte parole, ma la sua espressione intensa e sicura rassicur il frate che il lavoro sarebbe andato in porto, nonostante le numerose difficolt che il lavoro presentava . Furono prese le misure della cupola in lungo e in largo, fu misurata l'altezza e il peso della statua; ma rimanevano sempre delle incertezze, dei punti da risolvere, delle decisioni da ben considerare. La Madonnina, che da tanti anni raccoglieva intorno a s molti fedeli e aveva dispensato tante grazie, sembrava guardare Franco fiduciosa promettendogli la sua protezione. E Franco si fid di Lei e la rivedeva in ogni momento che il dubbio e la paura di non farcela lo assalivano.
Un giorno d'estate una gran folla era radunata sul cortile davanti alla chiesa per vedere la Madonnina salire verso il cielo guidata dal potente braccio di una gru. Era un avvenimento unico e da tanto tempo atteso, per questo Pietro il fattore aveva messo la giacca della festa e la Teresa aveva chiuso bottega. Dai campi e dalle botteghe, chi poteva era venuto a salutare la sua Madonnina portando fiori e ramoscelli d'olivo. Da lontano si vide la gru avanzare lenta e poderosa come un grosso bastimento, mentre i frati corsero a dar gran voce alle campane. La gente si fece intorno alla gru spinta dalla curiosit di conoscere a cosa servissero tutte quelle leve, quelle funi, i pezzi di legno, le catene e i bozzelli e le pastecche che spuntavano qua e l. In fondo, il ricordo degli automezzi militari degli americani non era lontano dalla loro memoria e ci fu chi cominci a ricordare fatti ed episodi legati al periodo della guerra. Poi la gente si fece da parte per scrutare, con l'espressione attenta e indagatoria, come "l'uomo della gru" sarebbe riuscito a portare la Madonnina lass in alto.
Franco avvolse due robusti cavi intorno alla statua e la trasport su un pianale di legno trasportato da due rulli e dopo avere esaminato ogni cosa, saggi la presa dei cavi. Poi sal sulla gru; il braccio si alz come un ponte verso il cielo e il verricello sibilando mise in forza i robusti cavi di acciaio. La statua si mosse sul suo piedistallo; tra la gente corse un brivido e si fece silenzio. Franco si mise al comando delle leve che aumentarono lo sbuffio del motore. Poi scese, si mise sul pianale di legno accanto alla statua, si assicur ben bene con i cavi alla vita, fece un cenno con la mano all'uomo che lo sostituiva alle leve e iniziarono a salire verso il cielo; lui, l'uomo che si era fidato, e la statua della Madonnina, che dall'alto guardava i suoi fedeli, diventando sempre pi piccola e luminosa. Adesso non era possibile commettere il pi piccolo sbaglio. Diversi metri separavano la statua dalla cuspide di marmo sopra la cupola, sulla quale erano stati posti argani e paranchi ai quali erano collegate le imbracature della statua. Franco azion i bozzelli e un intricato labirinto di cavi si mise in gioco, come un ben equilibrato meccanismo di orologio. Spazio e tempo si erano dilatati, solo il sordo brontolio del motore arrivava fin lass. Lentamente, l'uomo legato alla statua si avvicinava alla cupola che finalmente tocc, dando un ultimo giro alle carrucole che vibrarono ondeggiando nel sole.
Si era compiuto ci che di pi arduo aveva occupato la mente dell'uomo; un sogno si era concretizzato, un atto di fiducia e di amore era stato ricompensato. Nel tempo, in mezzo a tanti altri pericoli gli occhi di Franco rividero il volto rassicurante della statua. E la Madonnina ancora lass, sulla cupola rossa, a proteggere i suoi fedeli e l'uomo con la gru che quando passa di l, si ferma a guardarla cercando quegli occhi che un giorno seppero dargli fiducia e coraggio.


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