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Pubblicata il: settembre 24, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Racconti inediti e/o celebri | Totali visite: 623 | Valorazione

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
Enzo Ardito

Parigi mi sussurra che le manchi

Ho comprato il nastro elastico per il recinto dei cavalli. Ci passa corrente a basso voltaggio
cos i cavalli non scappano. Dopo la giovent, il matrimonio fallito e i decenni di lavoro di questo
mi occupo: del nastro elastico per i cavalli.
Ho ripiegato su una seconda moglie tanto affettuosa e giovane, una tenuta tra boschi e prati e
tutta una serie di cavalcate. A cavallo sento di poter andare ovunque, ho energia sotto il culo e
l'illusione di averla fra le gambe! Del mondo non mi interesso molto, ho preso le dovute distanze.
Ho assunto il viso serio e scanzonato di chi della vita non gliene frega pi un emerito cazzo.
Ho solo il cuore che ogni tanto fa le soste, alla fine rischio di morire come chiunque
attraversi la strada distratto. Ecco si , la morte, la morte vorrei mi prendesse distratto, preso a fare
mille cose. Due giorni fa guardavo verso valle, mi sono accorto che facevano scavi con le ruspe,
sono sceso a cavallo e gli operai del posto hanno riferito che stanno costruendo una pista per
motocross...andassero a farsi fottere! Motocross??? Un panorama distrutto per la mania di quattro
poveri stronzi.
Un tempo avevo la barca, vagare per il mare aperto, non scorgere n terra n cristiani mi
dava la sensazione della fuga perfetta, della solitudine pi maestosa ehhh gi, mi sono divertito con
la barca, poi l'ho venduta, o meglio met l'ho persa all'ippodromo su variati cavalli sbagliati, (...si
ma che erano sbagliati l'ho capito dopo!) l'altra met l'ho venduta perch con met barca non si va
da nessuna parte.
...Questa premessa per dire ?? Per dire che ho mollato elastico, moglie affettuosa boschi e
motocross sono salito su un aereo per Parigi ed eccomi qua. Freddo, un freddo che non sai dove
diavolo ripararti per non congelare le ultime parti di pelle ancora vive. I marciapiedi enormi...che
bella invenzione! Belli certo...se stai in compagnia, se stai da solo ti senti perso, talmente perso e
solo, che non vedi l'ora di attraversare una strada per sentirti in mezzo alle auto e alla gente che
attraversa.
Elegante, Parigi sempre elegante, anche le cose pi insulse sono eleganti. C' la cacca dei
cani sui marciapiedi e l'urina, ma fa talmente freddo che congelata e non se ne sente l'odore. Tutto
mezzo grigio , ma bello si si...la conosco bene Parigi, ci vengo quando voglio perdermi , ci vengo
perch nessuno dir che sono anziano, e posso , da buon italiano , guardare il culo delle donne con
la bavetta alla bocca, tanto i francesi credono che sia solo un altro che ha alzato il gomito per il
freddo.
Freddo si, un freddo che detesto che non abbastanza intenso per tacitare sto cuore mio,
matto e giovane. Fa lo spavaldo, crede ancor di poter amare, due mesi fa nel bosco a bocconi sul
prato col cavallo libero di me, non sembrava poi cosi spavaldo e d io sembravo solo un malato di
cuore. Sto viaggio dovrebbe rilassarmi dalle pene d'amore...assurdit!
La berrei volentieri adesso una bottiglia di qualche vino di qui, per scaldarmi il naso , le
mani per freddarmi il petto. Innamorato, non sono ridicolo? Non mi si regge dritto pi nulla,
neanche i capelli. Ostento i jeans perch mi sento un po' Fonzie, un po' James Dean. Io lo so qual
il mio problema, che non sono nonno. Lo fossi penserei ai nipotini, baderei a loro, avrei il compito
di esser nonno, ma mia figlia giovane e mio figlio , non so che cazzo fa quel debosciato...e io non
potr mai esser nonno, nemmeno per lei. Ma no!...Non per mia moglie..per la ragazza di cui mi
sono preso un'energica cotta. Gi mi perdo nel pensiero di lei...
Sono geloso, sono eccitato, mi sveglio di notte e la cerco in casa mia. Le scrivo di tutto,
scrivo fino a dolermi la mano, scrivo fino ad assopirmi, le scrivo fino al pianto...le chiedo con le
lacrime agli occhi: cosa si pu fare dei bei sogni per non gettarli via? Perch il mio un sogno.
Lettere stupende come solo quelle mai spedite possono esserlo. E Parigi? Parigi gelida e
stizzosa in confronto all'ardore che ho in petto, cos'? E' una citt senza di lei. L'avrei portata nei
musei, nei quartieri degli artisti perch lei un'artista, solo un artista poteva creare la passione
forgiando le membra di un uomo morto da tempo...Ava..Ava...come mi sento impotente e vecchio
ora che devo accontentarmi di scriverti questa cartolina. ....Vorrei di pi. E' vero.
Vorrei guardarti,toccarti,ascoltarti,scoparti,consumarti,prenderti l'anima, il cuore, i sensi, la
mente. Vorrei il tuo amore. Che follia! Regressione infantile tipica dei vecchi e...degli innamorati.
Un panorama del cazzo su questa cartolina, pieno di neve, ma la neve non c' oggi. c' solo freddo...
una penna da nulla...tutto fa piet quando c' l'amore come termine di paragone. E che scrivo su
questo minuscolo lembo di carta? Come riassumere la mancanza che ho di lei?
Da giovani c' l'incoscienza, c' il fare che plasma ogni eccesso, adesso c' solo la
consapevolezza che non posso starle nemmeno vicino, non per gli altri, me ne sbatto di chi guarda
la mia vita invece che la sua, non posso perch accanto a lei abuso del suo tempo cosi diverso dal
mio. Rifaccio le valige dopo e torno a gustarmi la pista da motocross e gi che ci sono scrivo al
giornale locale, cercando di mandare elegantemente a farsi fottere il sindaco progressista.
La verit che io non ho diritto di sentire la sua mancanza, nemmeno col cuore malandato e
il freddo parigino. Fossi almeno pazzo griderei il suo nome per i campi elisi, lo farei talmente forte
da zittire i rombi e le ripartenze dai semafori...
Io continuo ad augurarle un incontro decisivo per la sua vita, un grande amore, anche se per
me significher perderla. Le scrivo che l'ho sognata di nuovo. Un bel sogno stavolta, era l, tra le
mie braccia, ed ho baciato le sue labbra pallide con una passione dimenticata...come se fosse
l'ultimo bacio dell'intera umanit.
Ava...Ava mia dolce... il mio giocattolo. Quando non ne posso pi di pensare a lei, quando
l'attesa di una sua telefonata si fa insostenibile, quando il desiderio colma la misura, quando la
gelosia mi attanaglia il cuore, allora mi dico che un giocattolo e la chiudo nel baule.
Dentro quel baule le arriver questa cartolina?...Tout passe, tout lasse, tout casse...Soffro,
per assurdo sono contento di questa sofferenza d'amore, assomiglia alla giovent, assomiglia alla
vita, si, io questo momento me lo tengo stretto, me lo godo e me lo soffro fino in fondo....appena
torno, tolgo l'elastico elettrico dai recinti dei cavalli, continuo a pensare che faccio un torto alla loro
libert, quell'elastico lo sento intorno a me, lo visualizzo come fosse il tempo che passa ...infondo
se scappano dal recinto al massimo fanno un giro nella nuova pista da cross... Insomma che le
scrivo? Il bar pieno di sconosciuti, i tavoli al freddo troppo congelati , il cielo nuvoloso e me.
Nessuna ispirazione.
Ho in mente solo un letto lei ed io ...lei ed io e un letto...io un letto e lei...noi e un
letto...senza tempo.
Ormai il francobollo sta appiccicato, la penna va:
Parigi mi sussurra che le manchi.


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