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Pubblicata il: agosto 14, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Racconti inediti e/o celebri | Totali visite: 635 | Valorazione

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Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
Saint Germain

LA MIA IDEA

7

Ti stato detto che la Terra, e tutte le cose che le appartengono, sono soltanto la manifestazione esterna della mia Idea che ora in processo d'essere pensata in perfetta espressione. Ti stato mostrato che la mia Idea responsabile di tutte le cose create e che Essa la causa e la ragione di tutte le manifestazioni, tu e i tuoi simili compresi, poich tutte sono state pensate in esistenza da me, il Pensatore e Creatore originario, l'Uno.

Rintracceremo ora il corso di quell'idea dal principio, attraverso i suoi vari stadi di espressione terrena, e cos pure il processo del mio pensare quell'idea nel suo presente stato di manifestazione.

Se tu considererai attentamente quanto segue e permetterai a me, dentro, di dirigere la tua meditazione sopra il suo intimo significato, ti apparir non solo il metodo per creare col pensiero qualunque cosa tu desideri creare, ma anche in che modo tu venisti in esistenza e sei giunto al tuo stato presente di manifestazione.

In principio, quando, dopo un giorno di riposo durato eoni incalcolabili, all'alba di un nuovo giorno cosmico, la coscienza del mondo si svegliava appena, e regnava ancora la calma della notte cosmica, Io, il Pensatore, concepii la mia Idea.

Questa idea di me stesso, in manifestazione in una nuova condizione chiamata espressione terrestre, io la vidi completamente raffigurata nello specchio della mia mente onnisciente. In questo specchio vidi la terra reale splendere, irradiare luminosa nel cosmo, una sfera perfetta, dove tutte le infinite fasi, attributi e poteri della mia divina natura trovavano perfetta espressione attraverso l'opera di Angeli di luce, messaggeri viventi della mia Volont, mia Parola nella carne, come nel mondo Celeste dell'Eterno.

Tutto ci io vidi rispecchiato nella mia mente onniveggente e onnisciente, che poteva solo vedere e riflettere l'anima delle cose, ossia la loro Realt. Quindi ci che io vidi raffigurato nella mia mente era la terra reale, il suo principio, la sua concezione in esistenza cosmica.

Ora, la mia coscienza l'intima essenza di tutto lo Spazio di tutta la Vita. Essa la sostanza reale della mia Mente che tutto include e tutto pervade, il cui centro informatore e vitalizzante dappertutto e i cui limiti e la cui circonferenza non sono in alcun luogo. Solo nel regno della mia mente io vivo, muovo e ho il mio Essere. Essa contiene e riempie tutte le cose, e ogni sua vibrazione e manifestazione non che l'espressione di qualche fase o aspetto del mio Essere.

Essere espressione. Non si pu immaginare esistenza senza espressione. Quindi io, tutto ci che , sto continuamente esprimendomi.

Esprimendo che cosa? Ma se io sono tutto ci che , che cos'altro potrei esprimere se non me stesso?

Tu non puoi ancora vedere o comprendere me, ma puoi comprendere quando t'ispiro un'Idea. Quindi, se io Sono tutto ci che esiste, quell'Idea che diretta da me dev'essere una parte, un aspetto di me stesso in esistenza, cio in espressione.

Qualunque idea, una volta nata nel regno della mia mente, diviene immediatamente, come ti ho mostrato, una realt, poich nell'eternit del mio Essere il tempo non esiste. In te, per, l'idea crea prima il desiderio, il desiderio di esprimere quell'Idea; poi il desiderio obbliga a pensare; il pensiero promuove l'azione e l'azione produce risultati, cio l'Idea in effettiva manifestazione esterna.

Ma io non ho desideri, perch io sono tutte le cose, e tutte le cose vengono da me. Io non ho che da pensare per produrre risultati. Pure quel desiderio che tu senti viene da me, perch nato dalla mia Idea, che io seminai nella tua mente solo perch potesse manifestarsi per mezzo tuo. Invero qualunque cosa tu desideri solo la mia idea che preme in te per esternarsi.

Ci che in me ti potrebbe sembrare un desiderio di esprimersi, solo la necessit della mia Idea di me stesso di Essere, cio d'esprimere se stessa. Perci, ogni vero desiderio tu senta, esso deve necessariamente, una volta o l'altra e in qualche modo, essere adempiuto.

Ci che nelle personalit umane chiamato desiderio, non che l'azione necessaria della mia volont, che spinge la mia Idea a esprimersi in manifestazione esterna, cio in esistenza.

Ma siccome io non ho desiderio e sono tutte le cose, una volta che quest'idea di esprimermi in questa nuova condizione fu nata, io non ebbi che da pensare, cio concentrare, mettere a fuoco la mia volont sulla mia idea, ossia, com' detto nell'altra mia rivelazione, proferire la Parola creativa, e subito le Forze cosmiche del mio Essere, messe in moto dalla concentrazione della mia volont, procedettero a raccogliere gli elementi necessari dall'eterna riserva della mia mente e, con la mia idea quale nucleo, plasmarono, combinarono e modellarono intorno a essa questi elementi in ci che si chiama la forma-pensiero di un pianeta, riempiendola con la mia sostanza di Vita, la mia coscienza, e dotandola di tutte le potenzialit del mio Essere.

Ma, questo atto di pensare, produsse solo la forma pensiero vitalizzata di un pianeta e la sua manifestazione era solo in uno stato nebuloso nel regno del pensiero.

Dalla forma-pensiero, il potere vivificante interno dell'idea, con la mia volont localizzata su di essa, procedettero a plasmare, formare e, a poco a poco, a solidificare in forma materiale i vari elementi della sostanza del pensiero, finch la mia idea apparve in manifestazione nel mondo delle forme visibili come il pianeta chiamato Terra, uno strumento pronto a essere espressione vivente e ora capace di contenermi e di esprimermi. Questo fu il corpo materiale preparato dal mio pensiero e nel quale gi stava latente tutta la natura potenziale del mio Essere, in forza del potere formativo della mia idea interna.

Lo stadio, seguente fu lo sviluppo e la preparazione degli strumenti, per mezzo dei quali io potessi esprimere in molteplici aspetti le possibilit e i poteri della mia Idea. I regni minerale, vegetale e animale segnarono successivamente il processo di questa manifestazione e svilupparono, volta a volta, stati di coscienza sempre pi alti e complessi, i quali mi permisero di esprimere sempre pi chiaramente gli infiniti aspetti e variet della mia natura.

Fu a questo punto che, come detto nell'altra mia rivelazione, io guardai la mia creazione e vidi che era buona.

Ma restava ancora l'ultimo e culminante mezzo d'espressione.

Fino a questo punto, mentre ogni strumento o mezzo di espressione esprimeva perfettamente qualche aspetto della mia Natura, tutti per erano inconsci di me ed erano mezzi di espressione solo come un filo conduttore lo per il calore, per la luce, per l'energia. Erano mature ormai le condizioni per la creazione di un mezzo attraverso il quale i miei divini attributi potessero trovare espressione cosciente, cosciente non solo della loro relazione con me, ma anche della loro capacit e potere di esprimere la mia idea.

In quel momento tu e i tuoi fratelli nasceste all'esistenza nel tempo quali espressioni umane, venendo in manifestazione, come gli altri strumenti, in risposta al mio pensiero concentrato in cui io vedevo tutta l'infinita variet dei miei attributi realmente espressi in forme entitizzate ed esprimenti ciascuna particolarmente qualche aspetto del mio Essere, e ciascuna conscia di me, suo Pensatore ed Espressore.

Io vedevo te in espressione perfetta come ti vedo ora, Tu reale, un attributo di me stesso, perfetto. Poich in realt tu sei un angelo di luce, uno dei raggi del mio pensiero, un attributo del mio Essere, involuto in condizioni terrene, con nessun altro scopo (che non affatto uno scopo, ma una necessit del mio Essere) tranne quello di essere l'espressione ultima e completa della mia Idea.

Nell'Eterno non vi tempo, n spazio, n individualit ed solo per il fenomeno del pensiero, nato dalla matrice della mente nel mondo della materia, che sorgono le illusioni del tempo, dello spazio e dell'individualit e che il pensiero, cio la Creatura, consegue la coscienza della separazione dal suo pensatore o creatore.

Cos nacque in te la prima tendenza a pensarti separato da me. Ma la completa coscienza della separazione non avvenne che molto tempo dopo.

In principio, quando tu entrasti cos dapprima in espressione terrena, obbedendo all'impulso che io avevo emanato per mezzo del mio pensiero concentrato, tu, uno dei miei attributi, ti circondasti, ti rivestisti della mia idea di me stesso in espressione, quale il particolare attributo che tu rappresentavi, essendo tu la forza animatrice di quell'idea. In altre parole, la mia idea di me stesso esprimentesi come quel particolare attributo, divenne allora l'anima della tua particolare espressione. Ma quell'idea o anima non te, ricordalo, poich tu sei una parte di me, essendo me stesso in espressione, per mezzo di quel particolare attributo. Una volta che la mia idea ebbe rivestito il tuo s, essa, per la necessit del suo essere, incominci immediatamente ad attrarre a se stessa la sostanza-pensiero necessaria all'espressione di quel particolare attributo e a modellarla e costruirla a mia immagine e somiglianza. Essa divenne cos un sacro tempio, pieno della mia vivente presenza, poich abitato da te, uno dei miei divini attributi. Questo tempio, fatto a mia immagine e somiglianza, composto dalla mia sostanza-pensiero, circondante e rivestente la mia idea, conseguentemente il tuo corpo reale. Esso indistruttibile, immortale, perfetto. Esso, il mio pensiero proiettato contenente la mia essenza vivente, aspetta il tempo in cui potr esprimersi esteriormente e assumere forma materiale. Dunque:

Primo: Io sono che si esprime come tu, uno dei miei divini attributi.

Secondo: la mia idea di te, uno dei miei attributi esprimentesi in condizioni terrene, ossia la tua anima.

Terzo: il mio pensiero immaginato di Te, formante il Tempio della Tua anima, ossia il corpo della Tua anima in cui Tu dimori.

Questi tre formano la parte divina o impersonale di te, l'immortale Trinit, tu, il mio pensiero latente, gi completamente formulato, plasmato a mia immagine e somiglianza, ma non ancora vivificato e quindi privo di collegamento con la personalit umana, che non ancora nata.


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