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Pubblicata il: settembre 19, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Racconti inediti e/o celebri | Totali visite: 505 | Valorazione

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Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
Vittorio Baccelli

LA VENDETTA

Era l'ultimo rimasto nell'area 51, la segretissima base che tanta letteratura aveva generato. E la base non si trovava dove molti giornalisti l'avevano collocata, ma in un'altra lontanissima ed inaccessibile localit del pianeta.
In area 51 si sperimentava la tecnologia aliena ed il dott. Marzi era stato dalla NATO l assegnato poche settimane prima che l'invasione avesse avuto inizio.
Apparvero fluttuanti nell'atmosfera provenienti dal nulla parallelepipedi traslucidi di una sostanza morbida, quasi gelatinosa, le loro dimensioni oscillavano da meno di un metro a diecine di chilometri. In pochi giorni erano presenti in ogni luogo della Terra.
Gettando nello sconforto scienziati e governi i parallelepipedi sorvolarono l'intero pianeta con movimenti lenti ed ondeggianti.
Innocui all'apparenza, lentamente si organizzarono in lunghe file ed il terreno sottostante venne spianato da una fredda luce bianca: edifici, strade, montagne, vegetazione ed animali vennero lentamente polverizzati.
Nessun contatto, nessuna comunicazione, inarrestabili le file dei parallelepipedi, che risultarono indistruttibili, stavano arando in mille fronti la Terra. Dopo alcuni giorni dalle zone arate spuntarono strane piante, simili a canne di bamb che crebbero rapidamente fino a raggiungere l'altezza di un albero.
In un anno la Terra con governi ed eserciti dissolti divenne un unico campo arato coltivato a questa aliena monocoltura.
Folle di umani s'aggirarono senza meta, inebetiti, nella foresta, le canne-albero trasudavano una linfa profumata. La linfa risult altamente nutritiva, dunque problemi di cibo non esistevano, ma la civilt umana fu distrutta.
Il dott. Marzi segu lo scomparire della civilt dai monitor della sala comando della base - era rimasto solo, gli scienziati furono i primi ad andarsene, poi anche i militari uno ad uno fuggirono.
Seduto davanti alle sofisticate apparecchiature riceventi segu l'agonia della Terra fino a che tutte le emittenti, una ad una, si spensero.
Erano passati tre anni dall'inizio dell'invasione ed i parallelepipedi in prossimit di dove era sorta Londra avevano, saldandosi, edificato un cilindro di circa cinque chilometri di diametro che si innalzava fino a trentamila metri.
Poi i parallelepipedi emisero dei sottili tentacoli cilindrici che si attaccarono alle canne-albero e ne succhiarono la linfa: la vendemmia era iniziata.
Dopo la vendemmia apparvero altri parallelepipedi che rilasciarono un gas azzurrino, pesante, che subito si diresse verso terra.
Uomini ed animali sopravvissuti s'addormentarono senza pi svegliarsi: la disinfestazione parassitaria ebbe inizio.
Fu a questo punto che il dott. Marzi smise d'osservare ci che succedeva alla Terra, aveva visto abbastanza.
Quando era giunto alla base, lui era l'ultima ruota del carro e si occupava dello studio di alcuni meccanismi di provenienza aliena che generavano raggi phaser.
Sapeva che in area 51 si stavano sviluppando molteplici progetti su apparecchiature rinvenute in UFO precipitati, ma anche su marchingegni similari trovati in una caverna sottomarina e datati migliaia di anni.
C'era un meccanismo del quale aveva sentito parlare e che se ne occupava una segretissima sottosezione: si pensava fosse un generatore d'antimateria.
Pass settimane collegato al computer prima di trovare ci che cercava.
Area 51 era praticamente una citt sotterranea autosufficiente e totalmente computerizzata, tutto era ancora efficiente come prima dell'invasione.
Con un modulo di trasporto si rec nel laboratorio che cercava.
Era una stanza circolare, alle pareti quadri di comando e strani pannelli, nel mezzo sopra una piattaforma un oggetto dalle angolature impossibili delle dimensioni di un motore d'aereo costruito con un metallo luminescente, dal quale si dipartivano centinaia di cavi colorati collegati al soffitto.
Il dott. Marzi rimase affascinato dall'oggetto e per oltre un anno consult gli studi gi svolti dall'quipe di scienziati, poi dopo numerosi altri studi, prove ed approfondimenti fu sicuro di come avrebbe reagito nel luogo in cui si trovava, in caso di accensione.
Predispose tutto per l'avviamento e per la prima volta, dopo oltre un decennio, usc dall'area 51.
Si trov nella foresta d'alberi-canna, la Terra mai era stata cos verde, ma ci che lo colp fu il silenzio: non un animale, non il cinguettio d'un uccello e neppure il ronzio d'un insetto.
Vag a lungo nella foresta finch s'imbatt in un laghetto, si tuff vestito e nuot a lungo.
Usc dall'acqua, si sfil la tuta e nudo s'addorment sulla soffice terra scaldato dai raggi del sole che filtravano tra la vegetazione.
Quando si svegli era notte, rest immobile fissando le stelle fino al sorgere del sole.
Poi piangendo tolse da una tasca della tuta una scatoletta nera con un pulsante rosso e lo premette.
Il marchingegno alieno, nelle profondit dell'area 51 inizi ad avviarsi.
Dopo dodici minuti esatti, alla periferia della Via Lattea, una luminosa nova nacque in tutto il suo splendore.


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