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Pubblicata il: settembre 19, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Racconti inediti e/o celebri | Totali visite: 525 | Valorazione

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Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
Vittorio Baccelli

PIXEL
dal fiore giapponese alla coscia di rana
galvanizzata, bisogner dormire a lungo
prima d'accorgersi del cambiamento.
(Breton - Eluard)



L'annuncio in rete particolarmente esplicito "occhi verdi, rossa, giovane, bella e disponibile".
Digito la richiesta d'immagine e giungono alcuni particolari graziosamente invitanti, chiedo allora l'indirizzo e l'ho subito assieme ad un numero di cellulare.
Ma il nome della strada mi dice poco o niente, chiss perch non riesco mai a memorizzare le strade della mia citt?
Mi collego al sito delle mappe, digito l'indirizzo dopo qualche avvicinamento, m' subito chiara l'ubicazione di quella strada di periferia.
Il giorno successivo, nel primo pomeriggio, mi reco all'indirizzo lungo una via di periferia che costeggia il vecchio tracciato ferroviario.
Fermo il modulo nel parcheggio del fabbricato - un fatiscente esempio d'edilizia popolare del XX secolo - e chiamo col cellulare.
- Ho visto l'annuncio.
- Dove sei?
- Proprio sotto casa tua.
- Sali allora.
- Ma non so quale campanello suonare.
- C' scritto Raoul.
- OK! Arrivo.
Adesso so qual il campanello giusto, suono, il portone s'apre ed inizio a salire le buie scale.
...ti piace il sesso a pagamento, brutto porco...
Cazzo, ricomincio anche a sentire le voci, eppure gi un bel po' che non mi faccio, ma ci penser il mio strizzacervelli a chetarle del tutto.
Arrivo sulla porta e lei, rossa di capelli mi aspetta l impalata al secondo piano avvolta in una vestaglia.....ma quale vestaglia, un accappatoio rosa.
Sar uscita ora dal bagno?
...ma quale bagno, 'sta troia se ne fa uno dietro l'altro e figurati se ha tempo per fare il bagno...
Entro in un piccolo appartamento in penombra; camera con luci soffuse rosse.
Mentre si sfila l'accappatoio ed inizio a spogliarmi la mente mi fa strani giochi e vaga su una lettera inviata alla rivista "Penthouse" nel novembre del '72 da un lettore.
E' la lettera -citazione con la quale s'apre il romanzo "dr.Adder" quello che nessuna casa editrice voleva pubblicare.
...porco e fuso, fuso e porco...
"Anch'io sono favorevole a che la vostra rivista ospiti immagini di donne mutilate. Le donne con un braccio solo e soprattutto quelle con una sola gamba offrono un'eccitazione unica, e un servizio fotografico con belle ragazze mutilate sicuramente sarebbe gradito ai lettori"
Cazzo ma che mi viene in mente? Rimugino mentre sono alle prese coi lacci delle scarpe che non ci pensano neppure di farsi sciogliere.
...dovevi venire con una motosega se sono questi i tuoi gusti attuali...
Scaccio l'intruso pensiero dalla mente, questo alter ego, o fondo-voce da ex tossico m'ha proprio rotto i coglioni, io s che ora m'amputo questa parte di cervello.
Con la mano scaccio virtuali moscerini ed anche folli idee, lei intanto s' gi spogliata ed seduta sul letto ad aspettarmi.
Finalmente mi libero dalle scarpe e finisco di svestirmi mentre l'osservo nella penombra rossa che sembra farsi di sostanza densa, c' anche una musichetta in sottofondo che prima non avevo notato.
Sono nudo accanto a lei quando mi sembra che la sua gamba sinistra sia ora amputata e sul moncherino della coscia, attraverso l'aria che s' fatta sempre pi nebbiosa, quasi densa, scorgo un tatuaggio:




Ma non la testa di un serpente fatta con penne a sfera e spille come quello delle puttane del dr.Adder; rappresenta una formica, perch una formichina?...
...sei fuso, andato completamente, dai tira fuori la motosega e poi con la biro e le spille falle il lavoretto...e poi guarda che non mica una formica....
E' una formica, ed ben fatta, un lavoro professionale e non casereccio; osservo pi attentamente il tatuaggio che si trova sul moncherino e mi accorgo che adesso anche su una sua spalla.
Lei intanto completamente ignara dei miei voli, ha iniziato a succhiarmelo professionalmente e prima o durante, borbotta qualcosa sul fatto che il sole se ne nuovamente andato.
...come te, bello mio...
Si lamenta del sole partito, ma qui quasi buio, che cazzo se ne fa del sole questa qui.
Intanto le sue carni mi sembrano avvizzite, ma poi tutto torna normale, anche il moncherino pi non c' ed al suo posto trovo una giovane flessuosa gamba, integra come l'altra.
Mi sdraio del tutto sul letto e mi lascio fare.
- Ci connettiamo con l'induttore o lo facciamo al naturale?
- Al naturale, ne ho piene le palle dei marchingegni virtuali.
- Come preferisci.
- Ma come ti chiami?
- Tatiana.
E mi suona falso, mi sto chiedendo se non sia Giuliana, una battona che ho sbattuto qualche volta anni addietro.
...Tatiana un cazzo! ti sei accorto anche tu, vero, chi ?
Che palle le voci! Ma una volta non le sentivano solo i santi? Comunque questa Giuliana, e ora glielo chiedo...
E s' amputata per pi piacere, il tatuaggio per non torna, non quello giusto, avrebbe dovuto essere una testa di serpente e fatto a mano con penna biro e spilli.
Le lascio un centone sul letto, perch mi sembra che abbia finito.
- Fermo! Che fai?
- ...........
- Non si mettono i soldi sul letto!
- Per l'igiene?
- No cretino! Portano sfiga.
- Non lo sapevo, non succeder pi.
- E velocemente riprendo il centone e lo poso sul comodino.
Lei parla, parla, ma non la seguo, voglio chiederle se Giuliana, ma non mi riesce, e dopo mi accorgo che neppure mi frega e mi ritrovo vestito di tutto punto fuori sul pianerottolo con la porta che si chiude mentre lei mi da un bacio sulla guancia e:
- Torna presto, amore.
Secondo me Giuliana, scendo le scale, risalgo sul modulo, sono seduto davanti alla consolle pronto per partire, ma ho un presentimento: mi sbottono in fretta i pantaloni e guardo la mia coscia sinistra.
Lo sapevo! C' tatuata una (formica?)






Mi rimetto a posto i pantaloni e scendo dal modulo, vado verso il portone, voglio risalire ed avere spiegazioni.
Ma il portone non lo stesso e la fila dei campanelli diversa e con nomi sconosciuti, la maggior parte dei quali sono scritti in arabo, solo il numero civico quello giusto.
"Brutta troia amputata e anche araba" mormoro tra me e me mentre metto in moto.
....la prossima volta, dammi retta torna con la motosega...
Mi sa che dar retta all'alter ego, la prossima volta.
....e falle il lavoretto...
Mi ritrovo pure un tattoo, ma una formica?
Formica, non formica, so un cazzo, comunque sempre uno schifosissimo insetto .

baccelli1@interfree.it
http://baccelli1.interfree.it


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