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La porta del mio
appartamento si apre su un pianerottolo di un'anonima palazzina alla periferia
nord di Roma.
Vorrei fare una premessa : io conosco l'Amore e conosco il Dolore.
La porta del mio appartamento dista precisamente 4 metri e 35 centimetri
dall'unica, altra porta di quel pianerottolo.
Su quella porta di fronte alla mia, così vicina e così lontana, fino ad
un paio di mesi fa, spiccava una targa in plexiglas.
Ah, dimenticavo : io conosco anche il caldo umido di Bombay ed il freddo
secco di Helsinki. Io conosco (le ho toccate e non finiranno mai di stupirmi)
le piramidi, diverse ed uguali, di Chichén Itzà e di Giza.
Ricordo bene quella targa : non si poteva fare a meno di osservarla, nell'attesa
che l'ascensore raggiungesse da terra il quinto piano. La ricordo bene,
fondo azzurro e scritta in oro.
Ricordo bene anche il nome sulla targa : Felice.
Su quella targa c'era scritto : Felice Pagnani.
Ho conosciuto Felice, anzi, lo conosco (io vivo in un mio eterno presente
senza tempo).
Meglio ancora : conosco ciò che ho conosciuto di Lui. Il suo sguardo,
che mi è sempre sembrato malinconico e sereno, la sua voce sommessa e
pacata, il suo aspetto fisico, i piccoli gesti misurati, i suoi capelli,
la riproduzione del Trittico delle Delizie nel suo studio.
Questo io ricordo di Felice.
Questo conosco.
Io ho conosciuto Clelia, sua madre. La ricordo bene.
Io ho conosciuto Ottone, ucciso dal dispiacere, come in una romantica
storia d'amore di fine ottocento, un paio di mesi dopo la morte di Lei.
Io conosco la bellissima Gioia e conosco il suo terranova, il terribile
Zeus.
Io conosco l'irrequietezza di Manuel e conosco la risata argentina della
piccola Luna.
Io conosco mia moglie e le mie figlie. Conosco mio padre e mia madre e
mia sorella.
Io conosco persone, emozioni, sensazioni, luoghi, spazio e tempo.
Che scherzo splendido ! Che sottile ironia !
Inaspettatamente, il freddo schermo di un odiato/amato computer solo oggi
mi restituisce il calore di un altro Felice.
Un "FELIX" nascosto, inatteso, maggiore.
Un universo umano e poetico che distava da me solo 4 metri e 35 centimetri.
Un universo che ora è irraggiungibile.
Che cosa conosciamo ? Cosa può essere davvero conosciuto ?
A te, Felice, dedico questo mio minuscolo arrivederci.
A te, che ho conosciuto.
A te, che non ho conosciuto.
A te, che mi manchi.
Mimmo
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