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Sorto dal balzo e dalla vetta D'un lieve effimero cristallo Senza fiorire l'amara veglia S'interrompe ignorato il collo. Certo mia madre e l'amante bere Mai poterono una sola volta Alla medesima Chimera, Io, silfo della fredda volta! Puro vaso di niuna essenza Che inesauribile vedovanza Nega pure se agonizzante, Ingenuo bacio dei piů funebri! A nulla espirare annunciante Una rosa in mezzo alle tenebre. |
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