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Senza il cigno né la riva Mira la sua desuetudine Alla vista che io priva Qui lasciai della gloriuzza Alta così da non giungerla Di cui molto cielo si screzia Coi gioielli del crepuscolo Ma languidamente costeggia Come tolto abito bianco Tale un uccello se s'immerga Esultante lì daccanto Nell'onda te divenuta Tua fervida gioia nuda. Indomabilmente ha dovuto Come si lancia la speranza Prorompere lassù perduto Con furore e con silenzio, Voce straniera nella folta Selvetta e non da eco seguìta L'uccello che mai non s'ascolta Un'altra volta nella vita. Egli questo nel dubbio esala E selvatico musicista, Se non dalla sua dalla mia gola Il singhiozzo salì più triste Ora straziato egli intero Resterà su qualche sentiero! |